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sabato 6 settembre 2014

La riforma della scuola II

E riprendiamo dove avevamo lasciato. La riforma della scuola. Vi ho già detto quello che penso della situazione attuale, rimane ancora da parlare di quella che è invece, la proposta per migliorarla proposta dal governo attuale.

La prima proposta è quella di stabilizzare almeno una parte di quelle persone che stanno in "lista d'attesa", ovvero 100.000 insegnanti su 400.000. Questa proposta mi trova d'accordo, è ora di finirla con insegnanti che fanno avanti e indietro dalle scuole cercando di avere abbastanza punti per ottenere una cattedra annuale. Quindi, okay, diciamo che siamo tutti d'accordo che assumere gli insegnanti che ci servono sia una buona idea, come vuole sceglierli il governo? Dopotutto si tratta di una scelta che lascerà a casa definitivamente 300.000 potenziali insegnanti. Non è ancora stato fatto trapelare niente, ma pare che si procederà a immettere in ruolo persone seguendo la solita trafila della graduatoria, che, per chi non lo sapesse, significa che chi c'è da più tempo sta dentro. Bravo o non bravo. Sono i vantaggi dell'essere nato poco dopo la guerra, baby.

Questo significherebbe, in soldoni:

1) Aumentare ancora di più l'età media degli insegnanti, se prendi quelli che hanno un punteggio "più alto" in graduatoria, sono più vecchi, e automaticamente hai eliminato quelli giovani.  E l'età media s'impenna.

2) Ancora nessuna valutazione della competenza, insegnanti preparati e pessimi tutti nello stesso gruppo.

3) Nessuna differenza di stipendio fra bravi e non bravi. Tutti uguali, pagati uguale, non sia mai.

La seconda parte della riforma riguardava la proposta appunto, di pagare di più quelli più bravi. Peccato che come al solito i superuber tecnici del ministero si siano arenati sullo scoglio del "come cazzo facciamo a distinguere?" arrivando alla geniale conclusione che tutti ci aspettavamo:

"la competenza verrà valutata a seconda di... quante ore lavorerete! Chi lavora di più, merita di più e verrà pagato, ovviamente, di più."

Sapete qual è la differenza fra un buon insegnante e uno pessimo? Quello pessimo finisce le proprie lezioni sempre fresco come una rosa, tranquillo e pacifico. Non si sforza granché, dopotutto...

Tanto il mio stipendio lo prendo lo stesso, alla fine del mese. 

Ed è vero. Il suo stipendio, alla fine del mese, sarà esattamente lo stesso del suo collega che invece si è dannato l'anima per ottenere risultati. Sicuramente nell'ordine supremo delle cose, quello bravo ha portato un miglioramento, mentre quello cattivo, no, ma in tasca, ehi amico, che te ne fai del denaro? Sterco del demonio!

Due sono le campanelle d'allarme che devono farvi sospettare di trovarvi di fronte ad un cattivo insegnante, la prima è l'insistere costantemente sull'importanza dell' esperienza.

I.C.E. (insegnante con esperienza) "Vuoi inserire l'uso degli ebook a scuola? Si vede che non conosci il mondo della scuola! Non funzionerebbe mai, non vedi quanti problemi hanno già con il registro elettronico?"

I.o. (Io) : Amico, farebbe risparmiare alle famiglie un sacco di soldi, alla fine quello che fanno le case editrici è semplicemente ristampare le stesse versioni mille volte, aggiungendoci tre parole e facendo pagare il prezzo pieno. 

ICE: Eh! Ma gli E-ridèr si perdono! Costano un sacco di soldi! E poi non li sanno usare, ti pare che possiamo ricomprarli per tutti, ogni anno? Si vede che non conosci i bambini eh! 

I.o : dunque, se è per questo perdono tranquillamente anche i libri di carta, ma in ogni caso, prima o poi dovranno imparare a non perdere le proprie cose, o no? E no, non costa un sacco di soldi, ormai con 50 euro hai un lettore nuovo, guarda, l'ho comprato ieri. 

I.C.E. " Ma cosa! L'iPOP costa cinquecento euro! Adesso arrivi tu e mi dici che costa cinquanta euro! Perché non ti metti a vendere iPop in giro allora, eh! Il nostro geniaccio! Si vede proprio che ti manca l'esperienza in questo campo eh! Magari adesso dirai che questo registro elettronico serve pure eh!"

I.o. "..." 

E vi assicuro che sono dialoghi realmente avvenuti. Il punto è che si parla di "esperienza" e "anzianità" come se entrambe dovessero significare una qualche miglioria delle capacità solo per la loro presenza. Io non ho niente contro l'esperienza, anzi! Sono convinto che senza esperienza non ci sia possibilità di miglioramento, ma esperienza significa che esista il desiderio di apprendere e imparare nuove strategie per compiere lo stesso lavoro con minor fatica.

Conosco parecchi insegnanti old school che hanno sempre da ridire sui metodi d'insegnamento moderni, ai loro tempi era molto più facile prendere la testa del bambino e sbatterla al muro, altro che fregnacce di pedagogia infantile.

La seconda affermazione che dovrebbe farvi rizzare le antenne sulle capacità di un insegnante è la reticenza alla valutazione. A nessuno piace essere valutato, questa è una cosa nota, eppure in linea di massima gli insegnanti sono tutti d'accordo nel dire che,  i voti sono necessari a scuola, eppure si rifiutano categoricamente di venire valutati.

A quanto pare sarebbe troppo difficile valutare un insegnante,  ci sono troppe variabili, e poi come si fa a capire se sa insegnare o no? Uh? Impossibile! Pagare di più quelli che ottengono valutazioni migliori? Ma quando mai! Non avete esperienza, non capite.

E allora non valutiamo nessuno, in questo modo gli insegnanti sono tutti bravi, e ci sono intere classi lasciate in mano a gente a cui non affiderei neppure un albero di mele.

E vi assicuro che di insegnanti incapaci ne ho avuto una folta schiera. Ho fatto elementari e medie in un paesello del cazzo in Sardegna, ero il migliore della classe. Per fare le superiori mi sono trasferito in Umbria, a Spoleto, è stato un trauma terribile scoprire che non mi era stato insegnato un cazzo. I primi mesi sembravo un ritardato, parlavano di cose che non avevo mai sentito nominare, gli insiemi?  Il massimo che avevamo fatto noi erano le moltiplicazioni con la virgola! Mi ci sono voluti sei mesi per rimettermi a paro con la classe, ma vi assicuro che fu un trauma positivo. Gli insegnanti di mia sorella insegnavano a fare il caffè ai ragazzi, ma proprio come progetto eh, mica cazzi.

Sicuramente vi servirà più questo che l'inglese, ragazzi. Il mio con due cucchiaini di zucchero, grazie. 

La mia insegnante di francese passava il tempo a collezionare punti della spesa, chiedeva persino agli alunni di portarglieli da casa, cosa che ovviamente veniva fatto sperando in una sorta di clemenza. Ore intere di lezione dedicate alla compravendita dei punti della ferrero, crai, upim e compagnia bella. E ovviamente la classe si divertiva a non fare un cazzo, erano felicissimi dell'ora di francese, Dio santo.

Quindi io so per esperienza che c'è necessità di un controllo, sono convinto che anche il ministero se ne rende conto, se ne rende conto almeno da vent'anni, basta guardare i progetti di riforma che sono stati proposti nel corso degli anni. Tutti, siano stati la Gelmini, Berlinguer, Monti, o persino la Moratti, hanno proposto riforme della scuola che contemplavano una valutazione dell'operato del corpo docente. Risultato?

Mobilitiamoci! Sciopero! Rivolta! Ma chi sono loro per valutarci! Noi siamo tutti bravii! 

Nel 2012 c'è stato un interessante esperimento, un concorso abilitante che avrebbe dovuto fare assumere un certo numero d'insegnanti in maniera diretta, non tramite graduatoria, ma tramite prova delle competenze. Ovviamente un sacco d'insegnanti attualmente in lista d'attesa lo hanno provato, risultato?

Alla prima prova (dei semplicissimi test di logica elementare) tre quarti di quelli che provavano non hanno raggiunto il punteggio minimo per passare alla seconda prova.

Più del 70% dei docenti non è capace di risolvere piccole questioni logiche elementari, che razza di educazione volete che diano? Una redattrice di una famosa rivista online rivolta alla scuola (che evito di citare per trovarmi il blog chiuso e uno stuolo di pasionarias sotto casa) si era presentata anche lei per partecipare, risultato? Bocciata clamorosamente. Sulla rivista sono partite immediatamente delle accuse a questo " sistema a quiz"  che era evidentemente fallato, se non permetteva a delle persone con una preparazione trentennale di passare.

A nessuno, chiaramente era sorto il dubbio che fosse la loro preparazione trentennale, ad essere sbagliata.

Al secondo punto la riforma, cerca di allungare l'orario di insegnamento, portandolo a 36 ore. Ora, se con trentasei ore, intendono 36 ore di lezione alla settimana, beh, devono essere impazziti, nessun essere umano riuscirebbe a fare trentasei ore di lezione frontale senza esaurirsi completamente in meno di un anno.

Se invece intendono includere in quelle ore anche il lavoro che viene svolto dagli insegnanti come "extra"   come la preparazione dei compiti in classe, correzione dei compiti, incontri con genitori e altri insegnanti, eccetera eccetera eccetera, allora potete scommettere che qualsiasi insegnante sarà entusiasta. Sarebbe il modo di rispondere finalmente a quelli che si lamentano di quanto "a scuola si lavori poco" e di quanto "siano fannulloni e protetti gli insegnanti".

In conclusione, come al solito, incrociamo le dita.

Prima di concludere mi piacerebbe aggiungere due parole sul fenomeno delle "scuole paritarie e parificate" ovvero tutto quel sottobosco di scuole cattoliche e non che pretendono di avere la stessa validità di una scuola pubblica. Queste scuole ogni anno chiedono contributi allo stato per continuare ad offrire il loro "servizio" nel nome della libertà di scelta, ma alla fin dei conti sono solamente dei posti dove gli insegnanti vengono sfruttati, sottopagati (o non pagati per nulla) e i genitori vengono strizzati come limoni, con la promessa che avranno un' educazione superiore, voglio dire, stanno pagando, dopotutto, no?

La verità è che, no, in linea di massima la qualità delle scuole private è penosa, alle superiori è semplicemente un diplomificio dove non si boccia nessuno, neppure fosse il peggiore idiota della storia, alle elementari, quando si parla di scuola cattolica, l'obbiettivo imperante è appunto, la religione. Lezioni tenute da suore, genitori che desiderano che il bambino venga educato alla religione e ai suoi valori, preghierine del mattino, cristi ovunque, anche sulle stampanti, e chi più ne ha più ne metta.

E insegnanti sottopagati.

Ho fatto un colloquio con una scuola paritaria cattolica a Milano, mi hanno offerto 800 euro al mese per lavorare con due ragazzi con particolari disabilità (un Adhd e un autistico) oltre ad aiutare la docente della classe. Vale ottocento euro questo lavoro? Perché se vale ottocento euro c'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutta la faccenda.


Vale ottocento euro perché scuole come questa sanno che, quando qualcuno rifiuta possono sempre andare a cercare nel profondissimo pozzo dei disoccupati per trovare qualcun altro che accetti, perché "da punteggio"  o perché "in fondo son sempre soldi!".

La verità è che accettare offerte del genere è una roba che rende schiavi, perché visto che "tanto qualcuno accetterà comunque" i presidi e compagnia assumeranno gente gratis perché tanto, sopratutto al sud, fare punteggio sembra diventata un' ottima motivazione per lavorare gratis. Gratis cazzo.

C'è gente che lavora per anni gratis sperando di fare abbastanza punteggio per entrare in una scuola pubblica. Benissimo, se immettono in ruolo tutti quelli che servono nella pubblica ed eliminano il fenomeno delle supplenze, cari mei, ve lo spiego con un' immagine semplice, per venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali :



SIETE INCULATI




Perché se lo state facendo per il punteggio, considerate che ci sono persone che insegnano da trentacinque anni e ancora non hanno ricevuto il ruolo, quelle persone saranno sempre di fronte a voi in graduatoria, anche se avete deciso di farvi inculare per cinque anni, e sapete una cosa? Ve lo meritate! Se decidete di farvi sfruttare il minimo che spero è che vi inculino sonoramente, perché ve lo meritate, cari miei, il vostro lavorare gratis svilisce anche me, e mi costringe ad incontrare persone che non si vergognano di proporlo. Si chiama dumping, e riduce la società ad un merdaio schiavista.

E se rimarrete senza lavoro dopo aver regalato anni della vostra vita a qualcuno che se ne fotte se crepate di fame, io godo, perché evidentemente siete troppo stupidi per capire un concetto che vostro nonno con la terza elementare capiva benissimo. Se lavori senza essere pagato, o sei pagato così poco che a malapena ti paghi vitto e alloggio, allora sei uno schiavo. 
Vostro nonno lo sapeva benissimo,cosa significava essere schiavi, infatti ha lottato per cambiare le cose. Mentre voi con le vostre lauree in scienze della banana arrostita state disintegrando il sacrificio di migliaia di persone, che credevano davvero che potesse fare la differenza. 

Pensateci prima di accettare lavori di merda,  per due lire e con condizioni ridicole. Perché le vostre azioni hanno ripercussioni a livello sociale, non solo a livello individuale. Senza considerare che non ci sarà sempre mamma a pararvi il culo e a permettervi di lavorare aggratiss, prima o poi dovrete pagarvelo voi l'affitto, e quando arriverà quel momento, vi renderete conto che con il vostro comportamento vi siete fottuti, perché come voi avete accettato lavori sottopagati, lo hanno oh oh oh! fatto anche altri, che hanno ulteriormente abbassato il livello delle paghe, c'è persino un accumulo di idioti che sentite un po', paga per lavorare! 

Gente che per lavorare si paga tutti i mezzi per arrivare e il pranzo, che in pratica va sotto di 200 euro al mese perché  "fa curriculum". 

Ma quando avrete bisogno di mangiare, sapete dove potete ficcarvelo il vostro curriculum?

Kurdt





















sabato 30 agosto 2014

La riforma della scuola




Qualche giorno fa il primo ministro ha deciso che bisognava tirare fuori una riforma della scuola. L'ennesima riforma della scuola che si propone come obbiettivo quello di migliorare una situazione che effettivamente è vergognosa e indegna di un paese "industrializzato" (per ora).

Ma se poi andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i problemi della scuola, cosa troviamo? Andiamo per ordine di gravità, innanzitutto il problema principale è sicuramente la carenza di docenti preparati. La scuola italiana manca di figure che sappiano quello che stanno facendo. Prendiamo gli insegnanti d'inglese come metro di paragone (ma la questione vale per tutti).
Per le scuole elementari l'insegnante d'inglese dovrebbe, in linea teorica, possedere almeno un diploma Cambridge B2 o equivalente, che, per quanto abbastanza sottodimensionato, può comunque essere un punto di partenza (il b2 non è granché, rimane il fatto che potrebbe essere sufficiente a dare delle basi agli studenti). Ma, visto che c'è carenza d'insegnanti preparati, il ministero ha pensato bene di permettere l'insegnamento anche a quelle persone che, pur non avendo nessuna qualifica standard, avessero frequentato un corso di 150/500 ore tenuto da insegnanti qualificati, con un test finale fatto apposta per far passare tutti.

Immaginatevi quante pesone si sono ritrovate a frequentare questi corsi, solo per poter essere qualificati ad insegnare. Schiere di insegnanti che spesso e volentieri hanno frequentato i corsi senza nessun interesse, con, come unico obbiettivo, avere "il pezzo di carta" che gli avrebbe fatti salire in graduatoria.

L'anno scorso mi sono ritrovato a fare l'insegnante per un anno in una scuola disagiata del milanese, l'insegnamento della lingua era affidato a delle persone che, per quanto volenterose (eccellenti insegnanti ), non avrebbero saputo sostenere una conversazione basica, non avrebbero mai potuto insegnare niente di più delle solite quattro cazzate sull'ora, il tempo, i numeri. E

Le solite quattro cazzate che vengono insegnate, ogni volta, all'inizio di ogni ciclo, sia esso elementare, intermedio, o superiore.

"How are you?"

"Fine Thanks"

"What's the time"

"Blablabla o clock'"

"And what are you going to do tomorrow?"

"Tomorrow is friday, eleven o' clock" 


"Uh? Okay, what the hell are you going to do tomorrow at eleven? 

"I do not understand" 

"..." 

La riforma dice che bisogna potenziare lo studio dell'inglese e dell'informatica, bella cosa, sono vent'anni che rompono i coglioni con questa storia, e in linea di massima siamo tutti d'accordo, ma se non hai docenti preparati, come fai?

Il problema insomma, as usual, non è "cosa?" ma "come?". Porterò un altro esempio pratico, per rendere meglio l'idea. Sono state acquistati un sacco di robe chiamate  "Lim" ovvero "Lavagna Interattiva Multimediale" uno strumento eccellente che permette di preparare lezioni interattive, ebbene, sono usate pochissimo, da pochissimi insegnanti innovativi, mentre una parte sostanziale del corpo docente preferisce ancora la cara vecchia (e noiosa, di solito) lezione frontale. Ora, l'anno scorso sono riuscito ad usarla poco anche io, ne avevamo una sola per tutta la scuola, e le chiavi erano affidate ad un insegnante, fatto sta che per trovare quell'insegnante, prendere le chiavi, sperare che fosse libera (e di solito, lo era) facevi prima a preparare una lezione interessante per i fatti tuoi, pagando, ovviamente tutto il materiale di tasca tua.

E puoi fare anche dei corsi d'aggiornamento obbligatori per l'uso della lavagna elettronica, se un tizio di cinquant'anni non vuole imparare ad usarla perché secondo lui è meglio il buon libro di carta, quello non imparerà nulla, nemmeno ad accenderla.

Anche se suppongo che questo sia un problema senza tempo.

"Salve Maestro Shagalith, hai visto la nuova riforma della scuola? D'ora in poi basta tavole di bronzo! D'ora in avanti nelle nostre Zigurat ci saranno solamente grandi papiri, ma ci pensa ai vantaggi? Pesano meno, possiamo lasciarli portare ai nostri ragazzi a casa,  così mentre aiutano il padre a costruire il proprio giardino pensile possano studiare la nascita di Ishtar!" 

"Caro Hammurabi, io credo che tu stia sottovalutando l'utilità delle nostre care vecchie tavole di bronzo! Ora, io non dico di tornare alla pittura rupestre, anche se aveva il suo fascino, però non puoi negare che le tavole di bronzo sono indistruttibili! E poi l'odore dello scalpello appena forgiato e insostituibile" 

"Ma Shagalith, risparmieremmo 20 tonnellate di bronzo per ziguratt, ci pensi? Con tutto quel  bronzo possiamo costruire almeno altre venti ziguratt!"

"Hammurabi, tu parli di politica, non hai l'esperienza che serve nell'insegnamento, se l'avessi capiresti che il bronzo è insostituibile. Potremmo tuttavia utilizzare questo, uhm, papiro? Come sistema economico per pulire il culo dei bambini, dopotutto la sabbia è scomoda." 


Ecco.  Il 62% degli insegnanti italiani ha più di 50 anni, gente che aveva almeno 30 anni quando internet ha cominciato a muovere i primi passi. Gente che spesso, non ha più voglia d'insegnare, e insegue la pensione come una chimera.

Guardate la tabella.
Internet cosa? Io insegno la costituente ai miei alunni! C'ero! 



Niente da dire, ovviamente contro le persone che hanno una certa età, ne contro il fatto che l'esperienza sia importante, in particolare in una materia tanto complessa come l'insegnamento, ma possibile che la maggioranza dei docenti sia così anziana?

Con una percentuale di under 30 ridicola dello 0.27%? Ventisette ogni diecimila! 

Ora che abbiamo visto un secondo quali sono i problemi della scuola italiana (età degli insegnanti, scarsa preparazione, pochi fondi, paghe terribili, precarietà estrema) passiamo a vedere quali sarebbero le soluzioni meravigliose ideate dal governo.

1) Stabilizzazione di una parte dei precari che attendono, come caprette, in graduatoria da vent'anni. 

E qui iniziano i problemi. Come fai a decidere chi stabilizzare? L'intuito direbbe che devi decidere secondo il principio della preparazione e del merito, per dire crei un sistema standardizzato di valutazione, controlli:

a) L'insegnante (e questo è relativamente facile)

b) I risultati dell'insegnante. Valutandone la capacità di miglioramento della classe, ovvero, tutte le classi fanno un test all'inizio dell'anno, standardizzato (simil invalsi/Pisa) e poi lo ripetono a metà anno e alla fine. E si valuta il delta di miglioramento della classe nei confronti di se stessa. Gli insegnanti migliori vengono pagati di più. Quelli peggiori, di meno.

Questo approccio porta due vantaggi evidenti, intanto si elimina il lavorificio storico dell'Italia, quelli che veramente avevano il sacro fuoco dell'insegnamento dentro, possono ottenerne anche un vantaggio economico, quelli che passavano il tempo a leggere il giornare, vengono pagati meno, e chissà che non decidano di levarsi dai coglioni, e gli studenti godranno di una preparazione migliore.

Sappiamo tutti che il vero problema poi sarebbe far capire alla massa di persone in paziente attesa in graduatoria (400.000 persone!) che questa è l'unica soluzione ragionevole. Nessuno di quelli scarsi accetterebbe mai di venir allontanato dal gruppone, non importa che non conosca la sua materia o addirittura non parli correttamente la lingua Italiana, le distinzioni di merito sono inaccettabili per natura.

Non sia mai che un domani ci ritrovassimo con un sistema che funziona, e caccia fuori a calci in culo quelli pessimi, invece che quelli bravi. E invece cosa fa il ministero? Taaa-daaaan! Presenta una bozza di riforma dove, a sorpresa...

(continua nella prossima puntata, non temete!) Nel frattempo guardate questo grafico che illustra le nostre fantastiche competenze nell'ambito scientifico. Ocse-Pisa.