domenica 13 marzo 2011

Giapponucleari de noartri

Partendo dal presupposto che a me, di Giapponese, piacciono solo i fumetti e il ristorante, e che non andrei a vivere a Tokio nemmeno se fosse l'unica città rimasta dopo un olocausto nucleare(*1) devo ammettere che provo una certa stima per questo popolo di sgrana sashimi.

Stima per il fatto che si siano rialzati dopo DUE bombe atomiche ed una guerra mondiale persa, stima perchè convivono in ottanta milioni con il territorio a più grande sismicità del mondo, territorio piccolo e poco agevole, tralaltro.
Per sopravvivere in un ambiente simile, i Giapponesi hanno sviluppato un attitudine sociale da formicaio, dove nessuno è mai solo se stesso, ma tutti sono anche parte del grande gruppo sociale che li distingue  dai "Gajiin" (stranieri).

Il termine Gaijin non significa però solo "straniero", ma è un vero e proprio muro divisorio fra i "giapponesi" e tutti gli altri "barbari" che venivano (e vengono ancora) considerati incapaci di comprendere la cultura giapponese.

E non hanno tutti i torti, se consideriamo che il Giappone che ha mantenuto un incredibile distanza da tutto il resto del mondo, conservando tutte le tradizioni più tribali della loro cultura, (basti pensare ai libri di Yukio Mishima, che tralaltro decise di suicidarsi insieme al suo più fidato discepolo facendo seppuku, giapponese fino alla fine).

Fu dopo la sconfitta durante la prima guerra mondiale che il Giappone decise di avvicinarsi all'occidente, copiandone alla perfezione i metodi di produzione, anzi, migliorandoli grazie all'incredibile dedizione al lavoro di cui era (ed è) capace il popolo Giapponese.

Insomma i giapponesi si rialzano e diventano ancora più forti dopo la prima guerra mondiale, partecipano alla seconda e sono l'unico paese ad aver assaggiato non una, ma ben due bombe nucleari su due città diverse.

Ma il popolo giapponese prende e si rialza un altra volta, quindi  diventa la capitale dell'alta tecnologia, dando origine a realtà come sony-Nintendo-Nissan- Honda, leader nel loro settore.

Questo grazie alla fortissima coesione sociale che contraddistingue i Nipponici, una caratteristica che ha permesso di costruire delle centrali nucleari in un paese ad elevatissima sismicità.

Ora voglio farvi una domanda,  se dopo un terremoto, per quanto disastroso, le centrali giapponesi, gestite da GIAPPONESI, non hanno retto e stanno dando problemi, avete idea di cosa sarebbe potuto succedere in un paese come l'italia, dove probabilmente l'addetto alla sicurezza è sciopero durante il terremoto?

In un paese dove anche un terremoto del settimo grado della richter butta giù una citta intera?

In Italia sarebbero sopravvissuto solo gli scarafaggi,( e i sardi, ovviamente, visto che la Sardegna è notoriamente antisismica).
 Durante il terremoto le centrali italiane non subirebbero nessun danno, semplicemente esploderebbero all'unisono, annicchilendo in un colpo solo Italia San Marino, e , grazie a dio, Città Del Vaticano (so che vi piacerebbe).

Ma vogliamo ricordarci chi siamo? la scossa dell'Aquila aveva fatto segnare solo il SESTO grado della scala Richter, roba che in Giappone nemmeno si alzano dal tavolo se stanno mangiando, mentre in Italia ha provocato centinaia di morti foto del disastro eccetera eccetera.

Ma immaginiamo che miracolosamente noi si aquisti dal giappone tecnologia e tecnici, per le centrali (spendendo una barca di soldi) i problemi del nucleare sarebbero finiti li?

NEMMENO PER IL CAZZO.

Le centrali giapponesi hanno ammortizzato il costo di creazione visto che sono state create negli anni 50, quando ancora l'uranio costava un decimo di quello attuale, se iniziassimo domani mattina a costruire le centrali, ci vorrebbero almeno dieci anni per fare funzionare la prima,  cosa cazzo facciamo nel frattempo? facciamo funzionare le fabbriche montando gigantesche biciclette? ci mettiamo dei grossi tubi in culo e riutilizziamo il metano autoprodotto? ( L lobby dei borlotti spingerebbe per questa soluzione).

E le scorie radiattive suppongo dovremmo infilarcele su per il culo noi sardi, lontano dagli occhi, lontano dal cuore (ma su per il culo).

Il governo ha tolto le sovvenzioni per il fotovoltaico, sostenendo che il mercato deve diventare efficace, BENISSIMO, sono sicuro che il mercato del fotovoltaico rallenterà ma non scomparirà, ma voglio che anche per le centrali nucleari si faccia la stessa cosa, lo stato non deve metterci una lira, ci pensino i privati al ciclo di smaltimento, alla messa in sicurezza e tutte queste belle cose, e ci pensino i privati a pagare se qualcosa va storto (Già li vedo scalpitare! uhhh quanti!).

Se il nucleare non venisse sovvenzionato dallo stato nessuno ci investirebbe una lira, perchè il costo è immensamente superiore ai guadagni.

E non mi addentro in troppi dettagli, che so che le vostre testoline possono reggere solo un certo numero d'informazioni alla volta.

Kurdt

Ci tengo a precisare che non sono contro l'opzione nucleare Tout Court, sono contro QUESTA opzione nucleare (la terza generazione) in questo momento ( momento in cui è molto più ragionevole puntare su progetti innovativi ed economici come il Kitegen 

E ora provate a chiamarmi ambientalista su, che vi prendo a calci sugli stinchi.

1)* I giapponesi hanno sempre avuto un ottimo feeling con l'atomo.

Kurdt
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