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giovedì 6 ottobre 2011

Scrivere non significa un cazzo

A volte penso a cosa significhi scrivere.

Altre volte invece mi gratto sotto le ascelle.

È una cosa che mi chiedo solo nei momenti in cui non sto scrivendo,ad esempio quando lavoro, o quando parlo con la gente, ma sopratutto quando mi trovo da solo davanti ad un foglio bianco.
In generale la cosa migliore da fare con un foglio bianco è bruciarlo, oppure iniziare a scrivere cazzate, in modo da non lasciarlo mai completamente vuoto. Anche una lettera puó bastare.
"A" Dopo la prima lettera è tutto facile, da una A puoi creare un Animale Antropomorfo, per dire.

O un Babbuino brutto e pieno di bolle sul Culo, e questo essere schifoso potrebbe incontrare, in Congo, un Dromediario Disturbato e con la Diarrea, .
E via discorrendo. La parte piú importante è sempre iniziare a scrivere.
Perchè quando hai giá scritto qualcosa, il foglio bianco non è piú quell'oceano infinito in cui tutto è possibile e le tue idee sono mescolate e disperse; quando hai iniziato a scrivere le tue idee hanno una direzione, inizi a restringere il campo delle possibilitá perdi in possibilitá ma guadagni in acutezza e precisione.

Se il foglio bianco fosse un arma, sarebbe una bomba nucleare, ma il vostro missile cadrebbe a caso , magari in Giappone, magari nella vostra cucina, mentre fate colazione.
Un foglio scritto, magari non sará perfetto, magari non sará piú una bomba ma solo una piú modesta
doppietta, ma almeno saprete a grandi linee dove state sparando.

Quando il foglio è bianco sei solo un naufrago aggrappato ad una tastiera, od una penna.
Appena scritta la prima parola, ad esempio, "Pinguino" ecco che in quell'oceano sconfinato non sei solo, ma in compagnia di un bell'animale che, guardacaso sa anche nuotare.



E a quel pinguino immaginario dovrete abbracciarvi e fartvi trasportare in direzione della terraferma, se vi lasciate trasportare un pó magari raggiungerete un isoletta verde, con una spiaggia assolata, o magari battuta dal monsone,li ti siederai sotto una palma e rifletterai un secondo.
Ora devi decidere cosa fare, di quel pinguino.
Il mio consiglio sarebbe quello di arrostirlo e mangiarlo, giusto per sapere che gusto ha un pingüino, e finire la storia in maniera rapida e indolore (quantomeno per voi), mentre qualcuno di voi, un pó piú buono, potrebbe legare una piccola cordicella dorata al collo del pingüino e farne un animale da compagnia, dopotutto è un isola deserta.
In ogni caso avete finalmente un punto di partenza, il vostro orizzonte si è ristetto, se guardate bene attraverso la foresta vedrete un piccolo cammino che si dipana tra palme e banani, ve lo stanno aprendo per caso un paio di scimmiette che vi hanno rubato il cappello.
(Tutti sti cazzo di animali ci sono su un isola?Ma non era deserta?)
Il cappello, ricordate? Quello che vi ha regalato vostra zia, prima di cadere preda di quella terribile depressione che l'ha spinta ad ammazzarsi.
Ed ecco che avete una svolta drammatica.
S'é ammazzata bevendo una bottiglia intera di Viakal, una casalinga disperata.
Giá non è piú tanto drammatico.
a se volete, questa storia potete continuarla voi; potete decidere di andare ad infilarvi nel bel mezzo della foresta e vedere quanto è profonda la tana del pingüino, (cosa che potrebbe darvi qualche altro problema con la protezione animali), e scoprirete che all'interno dell'isola si nasconde una capanna di pirati, e che questi pirati hanno organizzato un giro di scommesse clandestino facendo combattere i loro animali da compagnia in un torneo chiamato
"ANIMAL CARNAGE"Pappagalli, scimmiette e ovviamente, Orsi bianchi si sfideranno fino a quando ne rimarrá soltanto uno, guardacaso le ultime tre edizioni sono state vinte sempre dallo stesso partecipante, l'orso soprannominato amichevolmente "STRACCIABUDELLA".
Ma voi, con il vostro ferocissimo Torquemada potreste essere la mina vagante del torneo.
Insomma questo è quello che dico quando devo rispondere a domande stupide come "Cosa significa scrivere?"
Se invece e sono a casa con il mio gatto, beh, allora è diverso, sono piú tranquillo, non devo fare colpo su di nessuno.
E allora capisco che scrivere non significa proprio niente, scrivere significa solo scrivere.

lunedì 19 settembre 2011

Scrittori


Gli scrittori, questi (s)conosciuti.
Tutti abbiamo in mente una nostra idea piú o meno precisa di quello che è, o dovrebbe essere uno “scrittore”.
Come per tutte le cose, esistono categorie anche nella classe degli scrittori.

Gli scrittori Narcisisti: Per illustrare meglio il concetto di scrittore narcisista porteró un esempio reale, questo tizio autore di un libro intitolato “ il pianto della matita”.

Questo tizio ha scritto un libro, che gli è stato pubblicato da una casa editrice di quelle che aprono la settimana prossima e chiudono a Natale, se va bene.

Lui, che chiameremo, amichevolmente “fesso” ha a casa un sacco di copie del suo libro, il pianto della matita, e lo regala alle ragazze, puntualizzando attentamente di averlo scritto lui, e che quindi questo fa di lui uno scrittore “vero”. Povero stronzo, però fa bene a fare cosí, le femmine non sanno leggere, quelle poche che sanno farlo sono generalmente lesbiche, guardate Virginia Woolf, ad esempio, ma sicuramente le colpisce vedere il nome di questo fesso sulla prima pagina di un pezzo di cartone.
Il titolo, “Il pianto della matita” è anch'esso una autoesaltazione narcisistica, il tizio si vanta di scrivere solo usando una matita (pensate che stupido, scrivere a matita è piú lento che scrivere con la tastiera, mentre lui scrive una sola pagina, perdendo la metá delle buone idee che gli sono venute in mente, un suo collega ha finito il capitolo, al computer).

Dopo avere perso ore del suo tempo con questa stronzata di scrivere a matita, il fesso prende il temperato delle matite e lo mette dentro un contenitore, un bel contenitore con scritto “il pianto della matita”, mostrandolo ai fessi che lo vanno a trovare, tutto contento.

Ora rendetevi conto che il titolo del libro non ha niente a che vedere con il contenuto, e ditemi se non vi sembra la cosa piú egocentrica e schifosamente autoreferenziale della terra.

Di che cazzo parla il libro, diomerda, eh? A cosa cazzo credeva servisse il titolo, questo ritardato?


Gli scrittori presunti (coby)
Della schiera degli scrittori presunti fanno parte tutti quelli che hanno scritto due righe, due, e pretendono che le loro stronzatelle siano consideate opere d'arte al pari della cappella del Bernini (La nota cappella del gigantesco cazzo del Bernini).

A natale sono andato a letto con questa tizia e il suo fidanzato, un manage a trois, e insomma, dopo che mi rimetto le mutande arriva lei, una nana bionda, con un foglietto in mano scribacchiato a penna con una calligrafia da bambina delle elementari, me lo allunga dicendo :

“Cosa ne pensi?”

“Ma di che? Di questo pezzo di carta con su scritte due righe?”

“Si, è l'inizio del mio romanzo”

Dovetti combattere l'impulso di scoppiargli a ridere in faccia, c'era scritto qualcosa tipo : “La dura vita di **** ****** ve la racconto io, che sono ***** ***** in persona .

“Eh … wow, meraviglioso! Sei geniale, un incipit degno di Dostoevskij”
“Dostochè? Che vuol dire? ”

“Niente di cui ti devi preoccupare tesoro, nella vita non ti sevirá mai saperlo, in ogni caso, bello l'incipit, ma non vedo il romanzo”

“Il romanzo lo devo scrivere, ti va di aiutarmi?”

“Intendi chiedermi se voglio scrivere il romanzo al posto tuo mentre mi succhi l'uccello?”

Gli scrittori morti di fame: Sono la stragrande maggioranza, sopratutto se fanno anche parte della categoria dei “puri”.

Lo scrittore morto di fame, generalmente è mantenuto dalla madre, e vive una vita triste autoesiliato nella propria cameretta d'infanzia, tra un poster di spiderman e qualche centinaio di libri, a volte non è nemmeno un cattivo scrittore, a furia di leggere ha imparato la tecnica ed è capace di discreti voli pindarici, che a volte mancano di sostanza, come se fossero scritti sullo zucchero filato.

Il secondo tipo dei morti di fame è degno di nota, ed include quasi tutti i migliori, si parla di gente che ha fatto lavori di merda malpagati per sopravvivere, e nel frattempo ha anche scritto qualche migliaio di pagine degne di essere lette.

 Sono una specie che si riproduce solo in cattività, è raro trovarli in coppia, ancora di più in branco, la maggior parte degli avvistamenti avvengono in prossimità del bar sport, accoppiamenti fra scrittori morti di fame sono rari, in quanto la scarsità della popolazione, e il carattere refrattario al contatto umano, rendono questo evento altamente improbabile.




Gli scrittori pubblicati
Questa sottocategoria di "scrittori" è caratterizzata dall' evento "pubblicazione",  un scrittore pubblicato aquisisce immediatamente dei superpoteri, correlati al nome della casa editrice, porterò un paio di esempi :

Mondadori :Lo scrittore pubblicato da Mondadori può camminare sull'acqua, trasformare il vino in gazosa della Coop,ma sopratutto evocare i quattro editor dell'apocalisse, : TranciaBozza, SpezzaVersione, Sbudellautore e il temutissimo Correggione.

FELTRINELLI: 
Sono i più fighi in assoluto, se ti ha pubblicato feltrinelli hai come optional tre bagasce polacche di gran lusso (o bagasci) e una seicento nuova di zecca (non puoi dare troppo nell'occhio, sei uno scrittore, dopotutto)-


Casa editrice a pagamento: 
Non perderò tempo a spiegarvi perchè penso che uno che paga per fare un lavoro sia un completo idiota.


Gli scrittori depressi :
   Quasi tutti, a giorni alterni.
Gli scrittori “Puri”
La categoria più inutile di scrittori sono quelli che non hanno mai fatto un cazzo a parte scrivere, scrivere e scrivere.

Potrebbe sembrare strano, dopotutto, per scrivere bisogna solo scrivere molto, avere la tecnica, i tempi giusti, capire quando usare un aggettivo e quando no e tutte ste cose.

Ma questi tizi non hanno mai fatto un lavoro serio, non si sono mai sporcati le mani, creano versioni alternative di libri che hanno letto, senza aver mai vissuto quello di cui scrivono, l'argomento più interessante che trattano è la vacanza al mare con gli amici . 

Però scritta bene.

Quel pederasta di Pasolini ad esempio, è perfetto.
                                                                    I “poeti”

Blake, P,essoa, Neruda, Kavafkis, Buckowski, Ginsberg, Ferlinghetti, Rimbaud, Whitman e pochi altri contemporanei.

                                                                   Gli altri
La maggior parte delle persone quando inizia a scrivere, scrive poesie, credendo che sia FACILE scrivere poesie, cazzo ci vuole? metti due parole così, fai una rima con cuore, una con dolore, e via che già hai finito e ti senti un pò Pavese anche tu.

Siamo inondati di poeti, circondati e assaliti dalla logorrea di questi inutili fessi che non hanno niente da raccontare e lo fanno troppo in fretta.

La poesia è meravigliosa, ma i poeti?Dove li bruciamo i poeti?


                                                              I buoni scrittori.
I buoni scrittori sono di solito dei morti di fame, pazzi e disadattati, ma ATTENZIONE! non fatevi confondere! non tutti i disadattati morti di fame sono dei buoni scrittori, la tecnica non la regalano con il detersivo, e senza tecnica non c'è scrittore.
Se poi a questo aggiungiamo che moltissimi imbecilli tentano di farsi passare per grandi scrittori, simulando schizofrenia e vita spericolata, ed eccoci ad avere l'equivalente letterario di quel.. di quel coso lì, quel tizio con la faccia da schiaffi, cazzo. Com'è che si chiama? 


                Immaginatelo con una penna in mano.
la morte non è un opzione così sgradevole, dopotutto, no? 
                                       la sua intendo.

      E adesso sentite un po' cosa dice un grande scrittore a riguardo, così, tanto per capire la differenza.



                                                                      Ci manchi, Rino.