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mercoledì 9 novembre 2011

Lettera di un pirata agli editori II

Come avevo annunciato in precedenza in una prima parte di questo articolo, sono diventato un (entusiasta) possessore di Amazon Kindle.

Quest'oggetto ha una capacità mnemonica calcolabile in 1200 baristi medi.

E come promesso in precedenza, l'ho caricato di materiale di cui ero già in possesso in precedenza in analogico, ma non sono riuscito a trovare tutti i libri in mio possesso in formato ,  almeno uno su dieci l'ho trovato,  le opere complete di Freud edite da Boringhieri ad esempio

          hanno trovato spazio dentro questo, questo, beh, come chiamarlo?

Ah si, dentro questo incredibile coso.

Della le Guin sono riuscito a procurarmi "il Mago" e "leggende di terramare" nell'edizione mondadori,  ma anche Verga, Goethe, Hugo e i premi Hugo (che a dispetto del nome non hanno un cazzo a che vedere con il francesissimo autore dei miserabili), ma anche Pirandello ed i Dumas (padre e figlio) e non mancano certo perle un po' più moderne, Dick, Van Vogt e Anne Rice sono state della partita.

Non elenco tutta la roba che sono riuscito a recuperare per non annoiarvi, ma posso dirvi di aver recuperato circa 700 libri.

Mi sento in colpa?

Ovviamente no.

Sono in pericolo?

Sicuramente se qualche osservatore di una casa editrice leggerà questo post si.
Eppure sono pronto a dimostrare che rompermi i coglioni sarebbe non solo inutile, ma anche controproducente.

Lo stesso giorno in cui sono arrivato in italia per le mie vacanze, sono entrato in una Feltrinelli. Lo so, avevo promesso di non aquistare più nessun libro, ma temo proprio di aver fatto una di quelle promesse che non si possono mantenere.

Un po' come dire "Si, lo voglio" di fronte ad un alto prelato della chiesa Cattolica.

Così in una sola tornata mi sono trovato ad aver aquistato :

1) L'origine delle specie "Charles Darwin"
2)Tutto il teatro "Sarah Kane"
3)La storia Infinita "Michael Ende"
4)Lo specchio nello specchio "Michael Ende" (Si, mi piace l'autore, e allora?"
5)Contro il metodo di Feyerabend (Visto che lo citano tutti quando vogliono dimostrare di non essere loro ignoranti, ma cazzo, è il metodo scientifico ad essere fallato, volevo documentarmi, diciamo.)
6) Mattatoio N5 di Vonnegut (Spacca il culo quel libro, lui scrive come se avesse dimenticato la pagina precedente, ma spacca il culo ugualmente)
7) Leggende di Terramare : Ursula K. Le guin (E non aggiungo altro, la più grande scrittrice di Fantasy-Sci-fi che l'umanità abbia mai avuto)

Ho speso un enormità, ovviamente, e non me ne pento, perchè quei libri valevano decisamente la pena, anche se "contro il metodo" è abbastanza ripetitivo per certi versi (Ma prima o poi dovrò parlarne di quel libro, e dei fessi che lo citano senza averlo mai aperto.)

Insomma mi sono comprato il Kindle III , e voglio farvelo vedere in tutta la sua BELLEZZA :

Questo è proprio il mio, si chiama Jesus, così si abitua.


Ci ho messo dentro 771 libri, e c'è ancora spazio! cosa cazzo volete di più?

Adesso arrivo al punto dolente (per gli editori, ovviamente, a voi non ve ne pò fregà de meno).

Questi oggettini si stanno diffondendo a vista d'occhio, ne esistono di diversi tipi, con schermi che variano dal 6 Pollici  fino al 10,1 e possono leggere formati che spaziano dal Pdf, al Mobi al E-pub (che purtroppo il kindle, per una politica accentratrice farlocca non legge).
Si stanno diffondendo, e di pari passo si va diffondendo ovviamente lo scaricamento di libri dai vari Emule, Bittorent et similia, ed è partita la caccia alle streghe di Siae&Co , che, non contente di dare la caccia ai trailer cinematografici, stanno cercando di mettere i bastoni tra le ruote anche alla nascente editoria digitale, con risultati, ovviamente disastrosi (sopratutto per loro).

Perchè, direte voi, disastrosi per loro? Dopotutto stanno solo cercando di proteggere il loro sacrosanto diritto a vedere riconosciuto il "diritto d'autore". E qui casca l'asino.

La Siae, con a capo il giovanissimo e rampante Gian Luigi Rondi (Classe 1921) , che propone sopratutto (ma non solo) ai nuovi scrittori clausole ai confini della vessazione, nessun controllo sulle copie vendute, quasi nessuna assistenza a livello di Editing e "miglioramento" dell'opera e percentuali irrisorie, si è trovata a dover fronteggiare l'onda montante dell'editoria autopubblicata e online, come pensate che abbia reagito?

Ovviamente, spinta dalle rivoluzionarie idee del suo quasi fù Rondi, infilando la testa nella sabbia e gridando "NOnononononononononononononononon è possibile!" e tentando di riproporre le stesse logiche che erano valide sul cartaceo anche sul digitale, DIMENTICANDOSI completamente che adesso il rapporto fra "scrittore" ed "editore" non è più lo stesso.

E già- Perchè se prima lo scrittore, se voleva essere letto doveva passare per forza attraverso le forche caudine dell'editore, e sottomettersi tacitamente, ora ha altre vie da percorrere, può intanto "Autopubblicarsi evitando i balzelli della siae.

Questo significa che il cardine su cui si reggeva l'impero dei vari Feltrinelli/Mondadori etc etc etc sta crollando, anche se loro stanno tranquillamente seduti giocando a carte, mentre Amazon si mangia il mercato, preparandosi a diventare anche editore.

Dimenticandosi completamente il lettore, che, per quanto ancora leggermente confuso dal cambiamento si sta adattando molto velocemente al nuovo equilibrio, e sta cercando, malgrado le minacciose invettive della Siae, un modo per trovare le sue opere preferite a prezzi più bassi.

E lo faranno, che la Siae voglia o no.

Quindi, cari i miei stupidissimi editori, so benissimo che non seguirete il consiglio di un pirata, ma ve lo ripeto :

TORNATE A FARE GLI EDITORI O MORIRETE 

Ricominciate ad assumere editor, come sta facendo Amazon, e non stuoli di avvocati, il popolo avrà presto fame di buoni libri, e sarà circondato da scrittori autopubblicati del cazzo, siete ancora in tempo per fare una cernita del buon cibo da vendere. 

Oppure chiudere il negozio.

Teste di cazzo.

Kurdt. 


lunedì 19 settembre 2011

Scrittori


Gli scrittori, questi (s)conosciuti.
Tutti abbiamo in mente una nostra idea piú o meno precisa di quello che è, o dovrebbe essere uno “scrittore”.
Come per tutte le cose, esistono categorie anche nella classe degli scrittori.

Gli scrittori Narcisisti: Per illustrare meglio il concetto di scrittore narcisista porteró un esempio reale, questo tizio autore di un libro intitolato “ il pianto della matita”.

Questo tizio ha scritto un libro, che gli è stato pubblicato da una casa editrice di quelle che aprono la settimana prossima e chiudono a Natale, se va bene.

Lui, che chiameremo, amichevolmente “fesso” ha a casa un sacco di copie del suo libro, il pianto della matita, e lo regala alle ragazze, puntualizzando attentamente di averlo scritto lui, e che quindi questo fa di lui uno scrittore “vero”. Povero stronzo, però fa bene a fare cosí, le femmine non sanno leggere, quelle poche che sanno farlo sono generalmente lesbiche, guardate Virginia Woolf, ad esempio, ma sicuramente le colpisce vedere il nome di questo fesso sulla prima pagina di un pezzo di cartone.
Il titolo, “Il pianto della matita” è anch'esso una autoesaltazione narcisistica, il tizio si vanta di scrivere solo usando una matita (pensate che stupido, scrivere a matita è piú lento che scrivere con la tastiera, mentre lui scrive una sola pagina, perdendo la metá delle buone idee che gli sono venute in mente, un suo collega ha finito il capitolo, al computer).

Dopo avere perso ore del suo tempo con questa stronzata di scrivere a matita, il fesso prende il temperato delle matite e lo mette dentro un contenitore, un bel contenitore con scritto “il pianto della matita”, mostrandolo ai fessi che lo vanno a trovare, tutto contento.

Ora rendetevi conto che il titolo del libro non ha niente a che vedere con il contenuto, e ditemi se non vi sembra la cosa piú egocentrica e schifosamente autoreferenziale della terra.

Di che cazzo parla il libro, diomerda, eh? A cosa cazzo credeva servisse il titolo, questo ritardato?


Gli scrittori presunti (coby)
Della schiera degli scrittori presunti fanno parte tutti quelli che hanno scritto due righe, due, e pretendono che le loro stronzatelle siano consideate opere d'arte al pari della cappella del Bernini (La nota cappella del gigantesco cazzo del Bernini).

A natale sono andato a letto con questa tizia e il suo fidanzato, un manage a trois, e insomma, dopo che mi rimetto le mutande arriva lei, una nana bionda, con un foglietto in mano scribacchiato a penna con una calligrafia da bambina delle elementari, me lo allunga dicendo :

“Cosa ne pensi?”

“Ma di che? Di questo pezzo di carta con su scritte due righe?”

“Si, è l'inizio del mio romanzo”

Dovetti combattere l'impulso di scoppiargli a ridere in faccia, c'era scritto qualcosa tipo : “La dura vita di **** ****** ve la racconto io, che sono ***** ***** in persona .

“Eh … wow, meraviglioso! Sei geniale, un incipit degno di Dostoevskij”
“Dostochè? Che vuol dire? ”

“Niente di cui ti devi preoccupare tesoro, nella vita non ti sevirá mai saperlo, in ogni caso, bello l'incipit, ma non vedo il romanzo”

“Il romanzo lo devo scrivere, ti va di aiutarmi?”

“Intendi chiedermi se voglio scrivere il romanzo al posto tuo mentre mi succhi l'uccello?”

Gli scrittori morti di fame: Sono la stragrande maggioranza, sopratutto se fanno anche parte della categoria dei “puri”.

Lo scrittore morto di fame, generalmente è mantenuto dalla madre, e vive una vita triste autoesiliato nella propria cameretta d'infanzia, tra un poster di spiderman e qualche centinaio di libri, a volte non è nemmeno un cattivo scrittore, a furia di leggere ha imparato la tecnica ed è capace di discreti voli pindarici, che a volte mancano di sostanza, come se fossero scritti sullo zucchero filato.

Il secondo tipo dei morti di fame è degno di nota, ed include quasi tutti i migliori, si parla di gente che ha fatto lavori di merda malpagati per sopravvivere, e nel frattempo ha anche scritto qualche migliaio di pagine degne di essere lette.

 Sono una specie che si riproduce solo in cattività, è raro trovarli in coppia, ancora di più in branco, la maggior parte degli avvistamenti avvengono in prossimità del bar sport, accoppiamenti fra scrittori morti di fame sono rari, in quanto la scarsità della popolazione, e il carattere refrattario al contatto umano, rendono questo evento altamente improbabile.




Gli scrittori pubblicati
Questa sottocategoria di "scrittori" è caratterizzata dall' evento "pubblicazione",  un scrittore pubblicato aquisisce immediatamente dei superpoteri, correlati al nome della casa editrice, porterò un paio di esempi :

Mondadori :Lo scrittore pubblicato da Mondadori può camminare sull'acqua, trasformare il vino in gazosa della Coop,ma sopratutto evocare i quattro editor dell'apocalisse, : TranciaBozza, SpezzaVersione, Sbudellautore e il temutissimo Correggione.

FELTRINELLI: 
Sono i più fighi in assoluto, se ti ha pubblicato feltrinelli hai come optional tre bagasce polacche di gran lusso (o bagasci) e una seicento nuova di zecca (non puoi dare troppo nell'occhio, sei uno scrittore, dopotutto)-


Casa editrice a pagamento: 
Non perderò tempo a spiegarvi perchè penso che uno che paga per fare un lavoro sia un completo idiota.


Gli scrittori depressi :
   Quasi tutti, a giorni alterni.
Gli scrittori “Puri”
La categoria più inutile di scrittori sono quelli che non hanno mai fatto un cazzo a parte scrivere, scrivere e scrivere.

Potrebbe sembrare strano, dopotutto, per scrivere bisogna solo scrivere molto, avere la tecnica, i tempi giusti, capire quando usare un aggettivo e quando no e tutte ste cose.

Ma questi tizi non hanno mai fatto un lavoro serio, non si sono mai sporcati le mani, creano versioni alternative di libri che hanno letto, senza aver mai vissuto quello di cui scrivono, l'argomento più interessante che trattano è la vacanza al mare con gli amici . 

Però scritta bene.

Quel pederasta di Pasolini ad esempio, è perfetto.
                                                                    I “poeti”

Blake, P,essoa, Neruda, Kavafkis, Buckowski, Ginsberg, Ferlinghetti, Rimbaud, Whitman e pochi altri contemporanei.

                                                                   Gli altri
La maggior parte delle persone quando inizia a scrivere, scrive poesie, credendo che sia FACILE scrivere poesie, cazzo ci vuole? metti due parole così, fai una rima con cuore, una con dolore, e via che già hai finito e ti senti un pò Pavese anche tu.

Siamo inondati di poeti, circondati e assaliti dalla logorrea di questi inutili fessi che non hanno niente da raccontare e lo fanno troppo in fretta.

La poesia è meravigliosa, ma i poeti?Dove li bruciamo i poeti?


                                                              I buoni scrittori.
I buoni scrittori sono di solito dei morti di fame, pazzi e disadattati, ma ATTENZIONE! non fatevi confondere! non tutti i disadattati morti di fame sono dei buoni scrittori, la tecnica non la regalano con il detersivo, e senza tecnica non c'è scrittore.
Se poi a questo aggiungiamo che moltissimi imbecilli tentano di farsi passare per grandi scrittori, simulando schizofrenia e vita spericolata, ed eccoci ad avere l'equivalente letterario di quel.. di quel coso lì, quel tizio con la faccia da schiaffi, cazzo. Com'è che si chiama? 


                Immaginatelo con una penna in mano.
la morte non è un opzione così sgradevole, dopotutto, no? 
                                       la sua intendo.

      E adesso sentite un po' cosa dice un grande scrittore a riguardo, così, tanto per capire la differenza.



                                                                      Ci manchi, Rino.