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venerdì 23 novembre 2012

Sulla produttività e altre cazzate




Oggi è stato firmato da alcuni sindacati e dalla confindustria un accordo che dovrebbe servire a rilanciare la "produttività" del sistema Italia, e allinearci con i concorrenti europei, consentendoci di superare la crisi e arrivare dritti dritti nel paese del bengodi.

Produttività.

Mi piace la parola “produttività”. Ha lo stesso suono di una fonderia che funziona a tutta potenza e sforna centinaia di listelli d'acciaio fumanti, o di un generatore che spruzza energia elettrica, di una città illuminata. Si, a me piace la produttività.

Ci sono due modi per aumentare la produttività, uno è quello di ridurre I costi operativi, di modo da aumentare la quantità di prodotto, ad esempio si riducono gli stipendi dei lavoratori dipendenti, si riduce la spesa per la mensa aziendale, si elimina la sicurezza, eccetera eccetera.

L'altro modo per aumentare la produttività è semplicemente aumentare l'efficienza del processo produttivo, ovvero, di solito, innovare, comprare nuovi macchinari che consumino meno energia e necessitino di meno personale, utilizzare una coda di produzione più rapida, pianificare meglio il magazzino, e tante altre cose che renderanno inferiori I costi di esercizio.

Efficienza. Anche questa parola mi piace, suona bene. Mi fa pensare alla differenza fra una casa ben coibentata, con doppie finestre e riscaldamento a pannelli radianti, e una casa piena di spifferi che ti congelano il culo.

Immaginate la casa coibentata che viene riscaldata con pochi Kw all'anno, invece la casa piena di spifferi viene riscaldata con dieci negri che pedalano sopra delle biciclette collegate a delle dinamo che fanno funzionare dei radiatori.

Chissà come mai, leggendo il testo dell'accordo mi viene in mente la faccia di Monti che dice, con voce nasale :
          “ Italiani, è ora di salire su quelle cazzo di biciclette, dobbiamo riscaldare il paese!”


L'accordo me lo sono letto, è scritto in maniera così stronza da essere interpretabile, l'unica interpretazione giusta è la mia, che ho ricevuto direttamente da san Montezemolo da Modena.

  1. Riduzione del cuneo fiscale sui salari fino a 40.000 euro : Le imprese pagano meno tasse
  2. Contrattazione di secondo livello : Le imprese potranno contrattare le condizioni direttamente
  3. con il lavoratore. Pensate che meraviglia, un tizio arriva alla fabbrica per cercare lavoro, e il datore di lavoro comincia “ehi, qui le condizioni sono queste, si lavora 16 ore al giorno, Il salario è la metà di quello del contratto sindacale, non ti va bene? Ho la fila di disoccupati fuori dalla porta”
    Ecco perchè la Cigl non ha firmato l'accordo, perchè semplicemente, non è un accordo, e solo un grosso palo nel culo dei lavoratori.
  4. Flessibilità degli orari : Scordatevi le quaranta ore, bentornati all'epoca pre rivoluzione industriale.
  5. L'aumento delle retribuzioni sarà collegato all'aumento della produttività : Suona benissimo, ma è una colossale stronzata, semplicemente il tizio che possiede la fabbrichetta farà in modo da non rinnovare le macchine, di modo da non aumentare la produttività e non dover aumentare lo stipendio dei dipendenti. Non ci credete? Guardatevi attorno.
  6. partecipazione dei lavoratori all’impresa : Bello come ora cerchino di far partecipare I lavoratori alle perdite d'impresa che si realizzano in un epoca poco propizia per investimenti e affini. Non ricordo niente del genere fino al 2006/2007, quando tutto andava a gonfie vele, uh?
  7. Avvicinare scuola e impresa : Cazzate messe li giusto per indorare la pillola, non se ne farà niente e l'università rimarrà quello che è, ovvero quasi inutile.

Vi stanno dicendo che dovete pedalare su quelle cazzo di biciclette, vi hanno messo il pantaloncino, a qualcuno hanno messo il casco, a qualcuno no, a te va il numero 12, a te il 18, ma quello che stanno facendo è farvi pedalare per più tempo possibile su quelle bici, mentre staranno seduti al calduccio.

Vi prendono per il culo, non lo capite?

Fare impresa in Italia è una stronzata, è un attività che non fa rischiare nulla. Apri un impresa, non investi una lira, fai venire gente che magari non pagherai perchè “c'è grossa grisi” e poi eventualmente, chiudi e dichiari bancarotta.

E poi ripeti lo stesso giochetto, perchè tanto non ti succede niente, non t'impedisce nessuno di rifarlo, e se scoprono che lo stai rifacendo di nascosto, non t'arrestano e sbattono in carcere.

Il rischio d'impresa in italia, sta tutto sulle vostre spalle. I vostri genitori lavoravano per qualcuno, potete stare ben sicuri che quel “qualcuno” ha scaricato su di loro lo stress e la tensione che porta con se il rischio di aprire un azienda.

Credete ancora che io esageri, “ma no, non sono tutti così, non sono così ignoranti gli imprenditori” dite voi.

E allora vi racconto una storia, così non potrete dire che non vi avevo avvertito. Poi potrete montare in sella tranquilli e coscienti di quello che vi aspetta

Il governo ha emesso un decreto, definito “decreto digitalia” che obbliga le scuole italiane a passare al digitale (e book) dall'anno scolastico 2013/2014 (dalle scuole medie in su). Un ottimo decreto.
Ringraziano gli studenti che dovranno portarsi dietro un solo oggetto, un lettore ebook (o tablet) invece di venti tonnellate di libri, risparmiandosi la scoliosi.

Oltretutto l'utilizzo di Ebook su ampia scala permette di pensare a scenari nei quali, per esempio, il Miur paga qualcuno per scrivere i libri di testo che verranno utilizzati in tutta italia, concedendoli poi con una licenza Creative Commons, con grande risparmio per il sistema tutto, l'eliminazione delle ristampe assassine che cambiano solo un commento e due foto, ma sono da ricomprare. Questo decreto cancella anche la peste dei professori universitari che vendono i loro libretti del cazzo facendoli pagare cifre spropositate e firmandoli per accertarsi che non fosse usato.

In parole povere questo è un decreto rivoluzionario e che AUMENTA LA COMPETITIVITA', di cui le aziende si riempiono tanto la bocca, perchè riduce i costi del sistema paese, aumenta l'accesso all'istruzione e fornisce mezzi migliori e più potenti agli studenti.

Ma qualcuno, guarda un po', si lamenta.
Una mano semidecomposta spunta dalla melma del sistema improduttivo italiano, ed è la mano di Felice Rossini, presidente della confederazione della filiera della carta e della grafica, che dice.

Il timore è che il decreto possa favorire la scomparsa dei libri tradizionali da scuole e università.”

Ma no! Sul serio? Un decreto scritto apposta! Sentite cosa dice la testa di cazzo. Sembra di sentire un allevatore di cavalli il giorno dell'apertura della stazione ferroviaria : 

La norma deve essere rivista perché mette in crisi tutti: gli insegnanti che devono essere messi in grado di passare al digitale, gli studenti che non possono studiare tutte le materie solo su supporto digitale e l'industria che non può sacrificare da domani aziende e lavoratori sull'altare di una digitalizzazione che dovrebbe essere proposta in modo più morbido e meno traumatico, abbiamo bisogno almeno di un altro anno per organizzarci e gestire l'integrazione "

Come se I monaci ai tempi di Gutemberg si fossero lamentati di perdere il lavoro.

Questi sono gli industriali italiani, e non crediate che stiano protestando perchè non vogliono licenziare I loro dipendenti, se potessero farebbero funzionare le loro fabbrichette del cazzo con una scimma che preme un pulsante, ma non hanno voglia di spendere una lira in innovazione ecco perchè si lamentano.

Questa è l'immondizia che tiene l'Italia ben ancorata al fondo di qualsiasi classifica della competitività, non I lavoratori, che pure loro hanno le loro belle colpe, non I sindacati, che pure loro andrebbero appesi per I coglioni (battaglie per le pause caffè?).

Questa gente di merda è quella che vuole vedervi lavorare sessanta ore al giorno, e se ne fotte se la tecnologia vi permetterebbe  di lavorare meno, dovete sudare per loro altrimenti non valete un cazzo.

Montate su quelle cazzo di biciclette, pedalare, stronzi.

P.s. : Il 25 dicembre parto per l'Australia con la mia ragazza, puppatevi la produttività, mentre  io mangerò carne di canguro. 

mercoledì 9 novembre 2011

Lettera di un pirata agli editori II

Come avevo annunciato in precedenza in una prima parte di questo articolo, sono diventato un (entusiasta) possessore di Amazon Kindle.

Quest'oggetto ha una capacità mnemonica calcolabile in 1200 baristi medi.

E come promesso in precedenza, l'ho caricato di materiale di cui ero già in possesso in precedenza in analogico, ma non sono riuscito a trovare tutti i libri in mio possesso in formato ,  almeno uno su dieci l'ho trovato,  le opere complete di Freud edite da Boringhieri ad esempio

          hanno trovato spazio dentro questo, questo, beh, come chiamarlo?

Ah si, dentro questo incredibile coso.

Della le Guin sono riuscito a procurarmi "il Mago" e "leggende di terramare" nell'edizione mondadori,  ma anche Verga, Goethe, Hugo e i premi Hugo (che a dispetto del nome non hanno un cazzo a che vedere con il francesissimo autore dei miserabili), ma anche Pirandello ed i Dumas (padre e figlio) e non mancano certo perle un po' più moderne, Dick, Van Vogt e Anne Rice sono state della partita.

Non elenco tutta la roba che sono riuscito a recuperare per non annoiarvi, ma posso dirvi di aver recuperato circa 700 libri.

Mi sento in colpa?

Ovviamente no.

Sono in pericolo?

Sicuramente se qualche osservatore di una casa editrice leggerà questo post si.
Eppure sono pronto a dimostrare che rompermi i coglioni sarebbe non solo inutile, ma anche controproducente.

Lo stesso giorno in cui sono arrivato in italia per le mie vacanze, sono entrato in una Feltrinelli. Lo so, avevo promesso di non aquistare più nessun libro, ma temo proprio di aver fatto una di quelle promesse che non si possono mantenere.

Un po' come dire "Si, lo voglio" di fronte ad un alto prelato della chiesa Cattolica.

Così in una sola tornata mi sono trovato ad aver aquistato :

1) L'origine delle specie "Charles Darwin"
2)Tutto il teatro "Sarah Kane"
3)La storia Infinita "Michael Ende"
4)Lo specchio nello specchio "Michael Ende" (Si, mi piace l'autore, e allora?"
5)Contro il metodo di Feyerabend (Visto che lo citano tutti quando vogliono dimostrare di non essere loro ignoranti, ma cazzo, è il metodo scientifico ad essere fallato, volevo documentarmi, diciamo.)
6) Mattatoio N5 di Vonnegut (Spacca il culo quel libro, lui scrive come se avesse dimenticato la pagina precedente, ma spacca il culo ugualmente)
7) Leggende di Terramare : Ursula K. Le guin (E non aggiungo altro, la più grande scrittrice di Fantasy-Sci-fi che l'umanità abbia mai avuto)

Ho speso un enormità, ovviamente, e non me ne pento, perchè quei libri valevano decisamente la pena, anche se "contro il metodo" è abbastanza ripetitivo per certi versi (Ma prima o poi dovrò parlarne di quel libro, e dei fessi che lo citano senza averlo mai aperto.)

Insomma mi sono comprato il Kindle III , e voglio farvelo vedere in tutta la sua BELLEZZA :

Questo è proprio il mio, si chiama Jesus, così si abitua.


Ci ho messo dentro 771 libri, e c'è ancora spazio! cosa cazzo volete di più?

Adesso arrivo al punto dolente (per gli editori, ovviamente, a voi non ve ne pò fregà de meno).

Questi oggettini si stanno diffondendo a vista d'occhio, ne esistono di diversi tipi, con schermi che variano dal 6 Pollici  fino al 10,1 e possono leggere formati che spaziano dal Pdf, al Mobi al E-pub (che purtroppo il kindle, per una politica accentratrice farlocca non legge).
Si stanno diffondendo, e di pari passo si va diffondendo ovviamente lo scaricamento di libri dai vari Emule, Bittorent et similia, ed è partita la caccia alle streghe di Siae&Co , che, non contente di dare la caccia ai trailer cinematografici, stanno cercando di mettere i bastoni tra le ruote anche alla nascente editoria digitale, con risultati, ovviamente disastrosi (sopratutto per loro).

Perchè, direte voi, disastrosi per loro? Dopotutto stanno solo cercando di proteggere il loro sacrosanto diritto a vedere riconosciuto il "diritto d'autore". E qui casca l'asino.

La Siae, con a capo il giovanissimo e rampante Gian Luigi Rondi (Classe 1921) , che propone sopratutto (ma non solo) ai nuovi scrittori clausole ai confini della vessazione, nessun controllo sulle copie vendute, quasi nessuna assistenza a livello di Editing e "miglioramento" dell'opera e percentuali irrisorie, si è trovata a dover fronteggiare l'onda montante dell'editoria autopubblicata e online, come pensate che abbia reagito?

Ovviamente, spinta dalle rivoluzionarie idee del suo quasi fù Rondi, infilando la testa nella sabbia e gridando "NOnononononononononononononononon è possibile!" e tentando di riproporre le stesse logiche che erano valide sul cartaceo anche sul digitale, DIMENTICANDOSI completamente che adesso il rapporto fra "scrittore" ed "editore" non è più lo stesso.

E già- Perchè se prima lo scrittore, se voleva essere letto doveva passare per forza attraverso le forche caudine dell'editore, e sottomettersi tacitamente, ora ha altre vie da percorrere, può intanto "Autopubblicarsi evitando i balzelli della siae.

Questo significa che il cardine su cui si reggeva l'impero dei vari Feltrinelli/Mondadori etc etc etc sta crollando, anche se loro stanno tranquillamente seduti giocando a carte, mentre Amazon si mangia il mercato, preparandosi a diventare anche editore.

Dimenticandosi completamente il lettore, che, per quanto ancora leggermente confuso dal cambiamento si sta adattando molto velocemente al nuovo equilibrio, e sta cercando, malgrado le minacciose invettive della Siae, un modo per trovare le sue opere preferite a prezzi più bassi.

E lo faranno, che la Siae voglia o no.

Quindi, cari i miei stupidissimi editori, so benissimo che non seguirete il consiglio di un pirata, ma ve lo ripeto :

TORNATE A FARE GLI EDITORI O MORIRETE 

Ricominciate ad assumere editor, come sta facendo Amazon, e non stuoli di avvocati, il popolo avrà presto fame di buoni libri, e sarà circondato da scrittori autopubblicati del cazzo, siete ancora in tempo per fare una cernita del buon cibo da vendere. 

Oppure chiudere il negozio.

Teste di cazzo.

Kurdt. 


domenica 16 ottobre 2011

Lettera aperta di un pirata agli editori.

La pirateria digitale è uno degli argomenti più discussi e più discutibili, me ne sono occupato in passato e ancora 
più in passato.

Fino ad ora s'era discusso, complice anche una totale mancanza di mercato E-book, solo di musica e video (games), escludendo dal discorso il libro, che ancora adesso, per molti è solo quello cartaceo, da annusare, da aprire, ed infine, da bruciare.

Proprio il mercato del libro invece, alla luce dell'accordo Amazon / Mondadori  (e relativa legge anti Amazon) , è diventato particolarmente  interessante.

Con l'accordo Amazon Mondadori ci si aspetta un invasione di libri nella nostra splendida lingua, un aumento degli E-reader e com'era ovvio aspettarsi, anche un aumento della pirateria.

Gli editori hanno tentato di rimanere allineati e coperti, nascondendo la testa sotto il cuscino e ripetendo la cantilena del :

"Ehhh ma il libro di carta! che lo annusi pure, ma vuoi mettere! e poi ti ci piscia il gatto, e diventa quasi un cimelio!

"Ehhh ma agli italiani piace avere una biblioteca tutta per loro e non avere spazio nemmeno per grattarsi il culo!"

Ed infine la madre di tutte le affermazioni stronze sull'editoria, e sopratutto, sugli editori :

"Noi usiamo ancora i metodi tradizionali dall' 800, nostro nonno Mondadori impaginava a mano e leccava le pagine una ad una, nostro padre pure, e noi non ci venderemo ad una sporca multinazionale come Amazon ma difenderemo il piccolo negozietto sottoporta, ah dite che è già fallito perchè abbiamo aperto un megastore Feltrinelli? Beh, che si fottano allora "

Poi hanno finalmente deciso di muoversi quando hanno visto di essere rimasti gli ultimi a difendere un modello di business oramai morto e sepolto, e anche allora hanno deciso di puntare tutti sulla strada del Drm intrusivo, strada già dimostratasi fallimentare con la musica ed i Videogames, con il caso limite di Ubisoft che  ha inserito in molti suoi giochi una protezione che richiede di stare connessi per tutto il tempo di gioco.


Ovviamente la protezione è stata smontata in quattro e quattr'otto da qualche simpatica crew del terzo mondo, così che adesso siamo al paradosso che i possessori del gioco originale hanno più rotture di coglioni rispetto ai pirati.

Ma torniamo ai libri.

Sono sempre stato un grandissimo aquirente di libri, ne ho comprati di tutti i colori e di tutti i tipi, già da piccolo avevo speso assieme a mia madre migliaia di euro in libri, tanto che ad un certo punto credevo che fosse l'unico modo di spendere soldi.

"Mamma mi compri quelle scarpe Nike, che i miei compagni le hanno  mi sento un bambino del terzo mondo ?"

"No figliuolo, costano troppo, non abbiamo centomila lire per un paio di scarpe"

"Ah ok, capisco, siamo in tanti a casa, dopotutto"

"Ehi! però guarda quell'enciclopedia dello spazio! che figata! me la compri?"

"E come no!  costa solo cinquecentomila lire!"

Fu così che la mia casa divenne un vero e proprio magazzino idi libri, libri, libri, libri e libri, allego un paio di foto per farvi capire cosa intendo, altrimenti potreste non credermi.

Libri

                                                  Più  Libri (Notare che sono in doppia fila)
Ancora di più
!

Notare l'enciclopedia del bricolage, della medicina, le opere complete di freud, l'enciclopedia degli animali,  l'enciclopedia dell'astronomia e quella DELLA CACCIA E PESCA

Sono ovunque! sbucano dai fottuti muri.

E potrei continuare! senza considerare tutti quelli che ho comprato nei miei viaggi e pellegrinaggi, che sono altre svariate centinaia. 

Ho calcolato che la mia famiglia ha aquistato la discreta quantità di 7-10.000 libri da quando esisto io, dando ad ogni libro un valore standard di soli*4 euro,  significa che abbiamo speso 40.000 euro in libri.

Quarantamila euro cazzo! mio padre si sarebbe potuto comprare il macchinone! avremmo potuto fare una casa più figa, viaggiare attorno al mondo quaranta volte!

E invece no, grazie a dio.abbiamo preso diecimila libri. diecimila.
Ora il mio dilemma è questo; quando avrò un e-reader (tra una settimana) perchè non dovrei scaricarmi tutti i libri che possiedo in edizione cartace per il mio Kindle? oh si, certo, è illegale, perchè ci sono delle edizioni che bla bla bla, e bisognerà  pur pagare il povero beduino che scannerizza a mano tutti i libri.


Lavorare da Mondadori nel settore E-books è meraviglioso, quanta tecnologia!.

Ma io ho già pagato la licenza di tutti quei cazzo di libri, di molti dei quali l'autore è già passato a miglior vita da parecchio,  quindi a chi cazzo dovrei lasciare i miei soldi per la seconda volta? ai suoi figliuoli, sperando che diventino scrittori anche loro? alla moglie che lo incornava spingendolo al suicidio? ai nipotini e bisnipoti? (l'attuale legge sul copyright copre fino a 70 anni dalla morte dell'autore)

Ma cosa cazzo me ne fotte di tutta questa gente? quello che sto pagando, e che ho pagato SALATISSIMAMENTE è solo e solamente il contenuto, vuoi farmi pagare di nuovo? aggiungici lavoro, ad esempio:

1Una nuova prefazione ,corposa e interessante. 
  ma non del figlio dell'autore, per favore, che sono sempre degli elogi funebri, e nemmeno di Fernanda Pivano, (che per chi non lo sapesse è stata campionessa mondiale di prefazioni per tutti gli anni 80 e 90).

2) Fatemi pagare meno i libri degli emergenti, ma fateli uscire. Non continuate a pubblicare queste stronzissime e noiosissime saghe di maghetti del cazzo solo perchè Harry Potter ha colpito cento milioni di cerebrolesi. Fatemeli pagare, due euro.
convincetemi che vale la pena darvi quei soldi, fatemi vedere che non siete solo una monolitica ed inutile organizzazione truffaldina.

3)Fate il vostro cazzo di lavoro, dovreste selezionare, filtrare, valutare e soppesare i nuovi autori, correggere gli errori, sciogliere le incongruenze, sbozzare il talento grezzo e offrirmelo bello e pulito, altrimenti cosa cazzo esistete a fare?

4) So benissimo che oramai vi eravate adagiati su questa situazione di immobilità catatonica, pubblichiamo merda / pubblicizziamo merda / vendiamo merda.
Lo potevate fare fino a quando non è arrivata l'informatica a darci una mano, adesso non avete più il monopolio della distribuzione, chiunque potrebbe fare come e meglio di voi, ed a costo zero, ecco perchè odiate gli Ebooks, sapete che nel momento in cui essi si diffonderanno, non ci sarà più tutto quello spazio per le vostre burocratiche ed elefantiache clientele, non potrete più dire : 

"Questo lo pubblichiamo perchè si, e voi dovete pagare" 

"Ma dovrete dire :

"Questo lo pubblichiamo perchè è valido, abbiamo letto migliaia di scritti, e cazzo, questo spacca il culo, non ci credete? leggete il primo capitolo! è gratis!"


Voi, cari i miei editori. Cari Mondadori, Thea, Feltrinelli, Baldini e Castoldi, e tu, carissimo Einaudi! Quanto vi ho amato! quanto ho apprezzato il vostro lavoro, che permetteva a me, umile lettore, di leggere opere che mai avrei potuto  altrimenti. Quante nottate! e quanti regali ho fatto!

Possibile che non possiate più permettervi degli editor decenti, dei correttori di bozze, delle persone che leggano i libri che vi mandano i novelli Balzac?
So, non fraintendetemi, che la maggior parte della roba che mandano è merda fusa, ma cristo, è il vostro lavoro è separare l'oro dall'ottone (e possibilmente anche lucidarlo).
Invece vedo che state sottopagando i traduttori, e pensando solo a fare più profitti possibile, cavalcando l'onda della prossima moda, siano essa i Vampiri gay, i maghi albionici o i libri di faraoni o ufo, qualsiasi cosa venda allora va bene, anche se si tratta di Licia Troisi, anche se fosse Moccia, VENDE? allora è perfetto, anche se è merda.

Vendete pure la merda, ma investite una parte, una piccola parte, per trovare il nuovo Heminghway.

Ricordo, una volta, ero piccolo piccolo, erano gli anni novanta, e mia zia conoscendomi bene mi consegnò un libro a natale.Era "Il mago" di Ursula K. Le Guin, un libro meraviglioso, che ancora mi fa drizzare i capelli da quanto l'ho amato, ed era nella vostra collana "Junior". Un libro splendido, profondo, pubblicato confidando neI VOSTRI LETTORI, confidando che dei ragazzi di dodici anni avrebbero capito, magari non tutto, ma qualcosa si, e sarebbe stato abbastanza.

E i vostri lettori capirono, e ve ne furono grati, alcuni come me, ancora adesso.

Eppure quando mi arriverà il kindle sappiate che  isserò la bandiera nera, ci disegnerò un teschio, e piraterò anch'io, come i peggiori scrocconi. Leggerò i libri che m'interessano, e solo se saranno validi li pagherò, altrimenti, a metà libro premerò il tasto cancella, e vi maledirò per avermi fatto perdere del tempo prezioso.

Non ho ancora finito.

Scaricherò anche le edizioni degli ebooks che possiedo in cartaceo, cercherò per onestà  le stesse edizioni; non capisco come mai non posso possederle anche in formato digitale. quale sarebbe il problema? ho già pagato!
So bene che secondo voi questo è un reato, e farà di me un criminale, ma per me è semplice autodifesa.

Alienarvi le simpatie di quelli come me, di quelli che vi hanno sostenuto e portato avanti in mezzo a milioni di persone che non leggono un cazzo, è una pessima idea, e rischiate di pagarla molto cara in questi tempi digitali.

Noi siamo il popolo dei 52 o + libri all'anno, siamo stati noi a pagare le mercedes dei vostri figli, dopotutto.

Con (I)Mutato affetto il vostro:

Pirata Kurdt



*Cifra ridicola per chiunque conosca l'editoria italiana, dove possono rifilarti un libro di un autore pessimo a cifre superiori ai dieci euro.