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giovedì 28 luglio 2011

La mamma è sempre la mamma


L'altra sera la mamma mi telefona, è un evento che capita una volta ogni due settimane, piú o meno,
quando non sono in Europa pure meno.

Insomma ieri mi chiama, e succede piú o meno così.

Mamma: “Moriremo tutti! Lo sento, sono vicini! Il mondo andra in rovina, ma tu non ti preoccupare, che per voi abbiamo giá pronti dei finanziamenti europei che levati! 80% a fondo perduto! Non so se mi spiego.”

Io: Certo che ti spieghi mamma, ma non ho capito quale sarebbe la mia parte in tutto questo”

Mamma: “Il tuo ruolo è “Moriremo tutti

Io: “ O beh, spero di esserne capace, non si muore mica tutti i giorni, e poi io in realtá non te l'ho mai detto, ma sono gay

Mamma : “Oddio! Sei gay! Ommioddio! Ho un gay in casa! Fuori casa! MORIREMO TUTTI!
Ma cosa vuol dire Gay?”

“Io :Vuol dire frocio, mamma”

Mamma: “Ommioddio, vuoi dire che devo chiamare lo psicologo?”

Io: “Ma vedi che non sono matto”

Mamma: “Eh, ma io si”

Io : “In ogni caso stavo solo scherzando, volevo vedere come reagivi, ero indeciso tra questo e raccontarti di avere appena bruciato una bibbia”

Mamma: “Vabbè, ma dove sarebbe il problema?”

Io: “ Perchè ho bruciato per par condicio anche un bambino Kamikaze mussulmano, un bonzo Buddista e ho staccato la spina a Sharon.
Ma a parte le stronzate, perché mi hai chiamato?”

Mamma: “Ho letto il tuo blog, o come cazzo si chiama”

Io: ”Oddio! MORIREMO TUTTI! Gettate le scialuppe a mare! Prima le scrofe e i tacchini! 
Come hai letto il mio blog?
E chi ti ha dato l'indirizzo? Avevo vietato a chicchessia di dartelo “

Mamma: “Qual'è il problema? Tuo fratello è stato”

Io: “Almeno adesso non `potrá piú ricattarmi, mi chiedeva soldi in cambio del silenzio-”

Mamma: “Ma quale sarebbe il problema poi? Ho letto tutto, e mi è piaciuto, sono orgogliosa di te”

Io: “ E le parolacce? Le bestemmie? Gli insulti a tutti, e pure a voi ?

Mamma : Agli insulti c'eravamo abituati, sapevo che eri uno stronzetto egocentrico, ma
per quale ragione credi che ti abbia comprato tutti quei libri quando eri piccolo?

Io: “Per farmi soffrire? Perchè credevi che non mi piacesse leggere? Perchè avevi scoperto che leggere rende infelici?
mamma: “No, perché ho sempre creduto nel potere della lettura.
Ecco perchè ho deciso di regalarti questa copia autografata del Mein Kampf. Per ricordarti che non devi mai arrenderti alle avversitá”

Io: “ Grazie mamma, sapevo che in fondo mi volevi bene”

Mamma : “ Il libro sono Cinque euro e novantanove, se vuoi l'edizione in pelle umana l'ho trovata nella libreria davanti casa, ma è un pó cara”



Dedicato alla mamma, che mi ha insegnato a leggere e scrivere eoni prima degli altri stupidissimi bambini che passavano tutto il loro inutile tempo a pisciarsi addosso e rompere i coglioni ai genitori.

L'unica cosa che ho imparato prima degli altri.

Non era difficile in un paese dove la percentuale bestie selvatiche/Persone era di dieci ad uno.

Il secondo bambino piú intelligente della mia classe aveva la spina bifida.

                                                                            La mamma
Kurdt.

giovedì 16 dicembre 2010

La sottile leggerezza dell' avere.




Naturalmente nella vita ci sono un mucchio di cose più importanti del denaro: ma   costano un mucchio di soldi!
 
Groucho Marx

                                                   


                                                            L'abito non fà il monaco!


                                                        Le mele bacate son le migliori!



Ormai sono circondato da frasi di circostanza simili, tutte che esaltano un ipotetica "profondità morale" che dovrebbe essere degna di essere venerata e protetta, contro una altrettanto irreale superficie immorale e pleonastica*(1) delle cose.

 Io invece voglio difendere la banalità e la superficialità, apologizzare la scontatezza e il tedio, e massacrare la massa di monaci rompicoglioni che ancora non hanno capito che a nessuno frega un cazzo, di come si vestono.

Mia madre mi ha cresciuto a pane e carne di spartano, la tipica conversazione era questa:

"Mamma ! voglio le scarpe con le lucette che hanno tutti gli altri ragazzini"

"Tu non sei tutti gli altri ragazzini" (E la discussione era chiusa)

Il problema è che lei considerava più meritevole regalarmi un libro, o l'enciclopedia dell'astronomia, rispetto alle scarpe nuove, ottenendo come risultato un figlio che andava in giro come un barbone, ma con una cultura pazzesca (cit).

Quindi la faccenda dell'abito del monaco mi rimbomba nella testa da decenni.

E mi ha rotto i coglioni.

Mi ha rotto i coglioni perchè la maggior parte della gente che dice cose del genere è la stessa che dice che i soldi non fanno la felicità,  tutta la stessa gente che difende questa mitologica "Profondità ontologica"*(2) del brutto e dello scomodo.

La stessa gente che crede che Allevi sia un genio solo perchè coincide con la loro idea di artista semi autistico e ritardato ,che vuole l'artista morto di fame "perchè l'artista si ciba della sua arte"; La gente che insultava Dalì per strada, dandogli del venduto, solo perchè vendeva le sue tele.

 Io difendo il bello ed il comodo, sopravvivo e resisto alla scomodità, ma non la eleggo a ragione di vita e stile, quelli che lo fanno, hanno solo deciso di adattarsi allo stereotipo dell'artista morto di fame.

La cosa interessante da notare, è che questi geni della profondità, questi cultori della metafisica, sono generalmente persone che hanno sia soldi che vestiti, e che ti giudicano a seconda dei vestiti che porti.

Quando ero comunista praticante, e mi recavo diariamente nella sede rivoluzionaria della mia zona, era pieno di ragazzi che cianciavano di "rivoluzione armata", di "lotta di classe" ,  e di " scontro generazionale".
Venivano in sede vestiti nello stesso modo, con una camicia verde militare e i jeans, tutti uguali nella loro divisa di rivoluzionari.

"Ehi dov'è la tua giacchetta verde rivoluzionaria con la bandiera della germania appiccicata?"

"Eh, non c'è l'ho"

"COME NON HAI LA CAMICIA VERDE RIVOLUZIONARIA!!!????"

"Eh no, non la ho"

"Sporco borghese!".

La cosa bella era che quelli che mi davano del borghese, sono sempre stati individui mantenuti dai genitori, che in quinto superiore avevano già la macchina, e che non hanno mai avuto bisogno di sporcarsi le mani.

Tutta gente che si scandalizzava quando gli offrivo uno spuntino a base di neonato, gente che rifiutava le proprie radici.

La stessa gente che "Lenin! Marx! Mao tze tung! " ma compra tutta la roba dai cinesi, e che non gli frega una sega che i Cinesi siano degli sfruttati del cazzo, l'importante è che non smettano di fabbricargli l'ipod.

Sono tutti poveri con la fame degli altri.

Io difendo il benessere, la felicità dell'avere una casa calda d'inverno, un pasto caldo quando si ha voglia, difendo la banalità dell'avere, che pare sempre la sorella stronza della profondità dell'essere.

                                                              Es:

"Ti amo"  (Persona banale) = Ti amo

"Ti amo" (Persona profonda)   Voglio che tu sia mio/a e voglio rendere la TUA vita noiosa e un inferno in terra.

(1)* Lo so che hai cliccato il link
(2)* Lo hai fatto di nuovo.


Kurdt













                       
 

martedì 25 maggio 2010

Vietato afflliggere cartelli

Camminavo,come al solito,in altre faccende affaccendato,ascoltando Ben harper .

Mi fermo davanti ad una perentoria scritta:  "NON SI AFFLIGGONO CARTELLI".

All'inizio ho pensato ad un povero cartello seviziato da un vigile.

O crocifisso.
Insomma, afflitto

Afflitto.

Poi giunge il primo satori,come un orgasmo,ho capito che si trattava di un errore ortografico;



"Eh eh che brav che son,che brav" pensavo tra me e me stesso,giubilando nel soppesare l'ignoranza del villico amanuense.

Ma più in fondo si celava qualcosa.
Non tutto tornava come doveva.

                                                                               "vietato affliggere cartelli"  è un cartello.

Secondo potentissimo satori.

L'autore del cartello non ci sarebbe mai arrivato.

Sono più intelligente di un affliggitore di cartelli.


                                                          La mia autostima è salva.