giovedì 30 dicembre 2010

Forma e sostanza

Ho la tendenza a fare bene le cose complicate e di merda le cose semplici.

Ho imparato a leggere a tre anni, a sei già sapevo scrivere correttamente, ma ho imparato ad allacciarmi le scarpe da solo ad undici.

A undici leggevo Kafka e Joyce, capendo con stupefacente anticipo che entrambi erano noiosi pecoroni.

Ma ho imparato l'alfabeto quando avevo 15 anni, per riuscire a cercare nel dizionario di latino.

Vedo la vita come una sfida, nella quale il livello successivo annulla tutti quelli precedenti, e quindi se impari a fare le disequazioni non devi imparare le divisioni in colonna.

Oggi per il fatto di aver acceso una luce del cazzo con troppo anticipo forse mi sbattono fuori.

Forse no.

Mi avevano appena fatto i complimenti per essere stato perfetto in un passaggio difficile.

E come è ovvio che sia ho scazzato una stronzata che persino un ragazzino di prima elementare sarebbe riuscito a fare.

A volte sbaglio gli accenti.

Sbaglio le formalità.

Tutta colpa di mia madre, che mi diceva :

"Non ti preoccupare degli accenti! l'importante è il contenuto!"

FANCULO.

La forma è sostanza, e anche la forma, è contenuto.

E un errore del cazzo vale quanto uno difficile, ma per il secondo almeno hai una scusa, per il primo solo la tua stupidità.


Oltretutto stasera, dopo aver finito la serata con conseguente lavata di capo, sono andato in discoteca, dove una troietta inglese ha inviato un messaggero per avvertirmi che le avrebbe fatto piacere se le fossi piombato tra le cosce, alzo gli occhi, beh, bionda, belle tette, faccia carina, braccialetto blu.

BRACCIALETTO BLU.(1*)

Merda.

Non era proprio la mia serata, comunque.

1) Il braccialetto blu in hotel sta ad indicare "minorenne".

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