giovedì 16 giugno 2011

Manifesto ecologista II parte

La prima parte del manifesto la trovate qui .

Per quanto le prospettive della gente varino in base all'epoca ed alle condizioni socio economiche, ben pochi sono quelli che considerano come facenti parte della loro sfera d'interesse cose che succederanno fra decine e decine di anni in posti “lontani”.

Il rapporto scritto dal “club di Roma” parla praticamente solo di questo, ovvero di gente che si preoccupa di quello che potrebbe (o dovrebbe) succedere al pianeta su cui viviamo tra decine e decine di anni, secoli addirittura.

La simulazione di pianeta terra venne fatta girare su di un computer per l'epoca all'avanguardia, e venne chiamata “terra 3”, i risultati della simulazione erano stupefacenti, praticamente se si considerava la crescita esponenziale dello sfruttamento delle risorse, le riserve conosciute di petrolio, gas, rame, ferro, e molte altre ancora, sarebbero andate incontro all'estinzione nel corso del secolo successivo, costringendo i propri pronipoti ad affrontare forse la più grande crisi che l'umanitá ricordi.

Chiaramente il Mit giá allora non era cosí stupido da non rendersi conto che c'erano da considerare decine e decine di variabili per provare, anche sommariamente a prevedere il futuro di un sistema complesso come il pianeta terra, così crearono diversi modelli che includevano queste variabili.

I modelli sono nove, e mentre in alcuni il sistema terra viene considerato “illimitato” ovvero con una possibilità di imput di risorse illlimitato, in altri si valuta la disponibilitá di risorse secondo due parametri di esaurimento.

  1. Crescita esponenziale e risorse stimate pari a quelle conosciute nel 1970
  2. Crescita esponenziale e risorse 5 volte piú abbondanti rispetto a quelle stimate nel 70.

Il non sorprendente risultato fu che, in caso di crescita esponenziale la durata delle risorse, per quanto quintuplicata rimane sorprendentemente bassa, rispetto a quella che sarebbe con una crescita lineare del consumo.

Su queste due possibili basi sono stati innestati poi i vari processi di feedback, ad esempio, un aumento della produzione veniva generalmente seguito da un aumento della popolazione, che portava (a meno di avanzamenti tecnologici) ad un aumento dell'inquinamento, e così dicendo.

Come vi avevo giá detto, il club di Roma creò nove scenari diversi, nei quali inserí diversi parametri, in alcuni imput infinito, in altri si inseriva la variabile tecnologica che eliminava il problema dell'inquinamento, in altri ancora esisteva una fonte di energia inesauribile.

Se volete trovare un riassunto più completo ed esaustivo, lo trovate da altre parti, se volete posso persino regalarvi la copia del libro, perchè sono molto ricco, anche se non sembra.

Spesso le argomentazioni del Club di Roma vengono accostate ad un certo “Malthus”, di solito aggiungendo che lo stesso era un fesso da competizione.

Ma cosa diceva Malthus?

Malthus sosteneva che la terra non poteva reggere una popolazione x senza incorrere per forza in una carestia, teorizzava che la terra avesse dei limiti di popolazione.

Fino a qui, niente di sbagliato, purtroppo per lui a scompigliare i piani arrivò la rivoluzione industriale, che incrementó di centinaia di volte la produttivitá di qualsiasi cosa, il Carbone prima, e il petrolio poi, fecero il resto, carburando, è proprio il caso di dirlo, l'incredibile crescita della popolazione durante il XIX secolo.

Quindi il nome di malthus viene collegato direttamente al termine “povero stronzo” solo per il fatto che lui avesse fatto una previsione basata sui dati precedenti alla rivoluzione industriale.

Ma l'idea di base non era sbagliata, la rivoluzione industriale ha solo spostato il raggiungimento dei limiti fisici del pianeta, ma una cosa del genere non puó succedere sempre,e in ogni caso non possiamo fare conto su un ipotetica futura rivoluzione tecnologica che rimetta le cose a posto, rivoluzioni simili sono sempre state poche e circostanziate, e spesso tra l'una e l'altra ci sono state guerre o carestie, a mettere le cose a posto, in assenza d'altro.

MA IL CLUB DI ROMA HA INDOVINATO LE PREVISIONI?

Come dicevo la maggior parte delle persone che hanno un opinione su questo libro, purtroppo, non l'hanno mai letto, altrimenti saprebbero che, più che sbagliarle, il club di Roma, pur con delle ovvie limitazioni, ha azzeccato molteplici previsioni.

La scarsitá di petrolio era stata già teorizzata, ed è esattamente questo il motivo per cui ci stiamo ritrovando a considerare accettabile un prezzo di 100-110 $ al barile.

La crisi che stiamo attraversando veniva piazzata, a seconda dello scenario in anni diversi, ma generalmente tutti cadevano nel primo quarto del XXI secolo, e ovviamente questa è un evidenza piuttosto impressionante.

Riguardo alla durata delle risorse minerali ci sarebbe invece da ridire, la velocitá di sfruttamento si è ridotta gradualmente nel corso del secolo, impedendo ad alcune fra le previsioni di esaurimento di avverarsi completamente (mentre con altre, come ad esempio, il mercurio, è andata esattamente come previsto).

Ora visto che siamo una razza maggiorenne, dovremmo imparare a badare a noi stessi, mettendo un limite allo sfruttamento delle risorse, almeno fino a quando non troviamo un sistema plausibile di far funzionare tutto il resto senza disintegrarci il futuro prossimo.

Questo non significa che la mia proposta sia di SMETTERE di usare le risorse, ma usarle consapevolmente, coscenti che non sono eterne, e che dovremmo provare a farle durare più a lungo possibile.

Non me ne frega un cazzo del Dodo, dello smilodonte o del ippocampo minore del serengheti, mi frega della razza umana, di cui faccio parte, volente o nolente, e non mi piace pensare che sia composta da stupidi incapaci di guardare oltre il proprio naso.

Nell'ultimo secolo abbiamo sviluppato gli strumenti che ci consentono di gettare uno sguardo sul nostro futuro, siamo l'unica razza capace di prevedere, a grandi linee, quello che “potrebbe” essere il proprio futuro, non è poco, se solo non fossimo così stronzi da ignorare queste previsioni. (*)

Quindi il mio manifesto ambientalista potrebbe essere riassunto in una sola frase:

“Salva un umano, sbudella un pinguino”

E questo non perchè io odi i pinguini, ma perchè amo gli umani.


Note :

    1. Ovviamente una previsione su un sistema così complesso come il pianeta terra non puó essere perfetta. Del resto non possiamo neppure a calcolare esattamente il flusso laminare del fumo di sigaretta in una stanza chiusa, ma questo non significa che senza entrare nel dettaglio, non si possa creare un modello credibile sul piano generale.
      Basti pensare al principio di indeterminazione di Heisenberg .
      In teoria non posso nemmeno conoscere la posizione esatta di un elettrone, al massimo quella piú “probabile” eppure questo non ha impedito a sir Newton di inventare un sistema abbastanza preciso per il calcolo del movimento degli astri, oppure al fatto che, pur non conoscendo perfettamente il sistema sole, sappiamo peró con certezza che esaurirá il suo carburante nucleare in un periodo approssimativo di 13 miliardi di anni e si trasformerá in una gigante rossa, ma non esploderá in supernova non avendo una massa sufficiente.
    2. Non amo eccessivamente gli esseri umani, sono stupidi e sembrano provare piacere a rendermi la vita difficile, mettendo a dura prova la mia pazienza, ma a parte i Gatti, sono i migliori esseri viventi che conosco.Non mi piacciono le cavallette, ne i vegani evangelisti, che secondo me dovrebbero provare a mangiare cavallette, cosí farei soffrire due cose che non mi piacciono in un colpo solo.
    3. L'altra sera ho messo una mosca nel microonde, cristo quanto sono resistenti quelle bestiaccie! Ci sono voluti almeno due minuti prima che gli si friggesse il cervello e smettesse di svolazzare a cazzo.
    4. Poi peró mi sono sentito in colpa, magari aveva una famiglia.

P.s. Se vi piacciono le stronzate che scrivo, cliccate su quel cazzo di bottone con scritto (+1) preferisco un commento, in ogni caso, ma se non avete niente da dirmi, almeno mi aiutate nelle mie manovre di conquista del mondo.


Kurdt.