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martedì 20 gennaio 2015

Il barbone bussa sempre due volte



Leggevo oggi la notizia che, a quanto pare, l'1% della popolazione possiede circa il 50% delle risorse complessive del pianeta.

Non è che sia una cosa che mi stupisce poi tanto, dopotutto siamo sempre stati una razza che ha tentato di togliere, dividere, eliminare la competizione.
Settanta milioni di persone possiedono quanto i restanti sei miliardi e novecentotrenta milioni. Una cosa che, se non vi fa salire il sangue al cervello vi qualifica immediatamente come rettili.

Ma la verità è che, anche noi, insomma, quando mai ci siamo preoccupati di sconfiggere la povertà in Africa? Quanto ci è veramente importato di quello che succedeva in Africa, se non aveva niente a che vedere con il nostro portafoglio?

Sti negri che vogliono mangiare, bah, andassero a lavorare, sti terroni. E poi arrivano con i barconi. E sono tutti incinti, anche i maschi, vengono a sgravare nei nostri porti. Maledetti.

Immagino che nel nostro piccolo questa meschinità sia la stessa che ci permette di guardare i barboni con calma. In fondo se la sono cercata, o no? Se volessero avrebbero già trovato lavoro e sarebbero una parte funzionante della nostra società, un ingranaggio ben oliato.

Invece sono barboni morti di fame. Qualcosa avranno fatto, quei pezzenti.

Non riesco a guardarli in faccia, quei pezzenti, perché quando li guardo penso che potrei esserci io, li.

L'altra sera stavo andando a mangiare un hamburger con gli amici qui a Milano, per strada faceva un freddo becco, una roba che vi faceva ghiacciare le palle sotto i pantaloni e insomma, camminavamo sotto i portici e c'era un tizio che suonava il sax.

Suonava bene e mentre lo ascoltavo pensavo che un tizio che suonava così doveva per forza aver imparato a suonare da qualche parte. Perché i barboni mica spuntano fuori così, come i fiori, che tu un giorno passi e lo vedì li, toh, un barbone, che sfortuna ehi.

Magari ha avuto una moglie, una famiglia, forse anche un cane. Magari un cane no, forse non ha avuto nemmeno una famiglia, però sicuramente uno che suonava il sax in quella maniera almeno una volta si dev'essere innamorato, perché altrimenti molte cose non si spiegano. E deve avere avuto un insegnante di musica, quel pezzente.

Ci passo accanto e lo guardo, teneva lo sguardo serio e suonava indossando dei guanti con le punte bucate. Le dita che tendevano pericolosamente al viola, lo sguardo era quello di uno che è finito li per caso, come se un giorno fosse arrivato a casa sua un commando dell'Isis, avesse fatto fuori tutta la sua famiglia e l'avesse trascinato in via Montenapoleone.

"Adesso vivi qui, capito? E se non ti piace, prova pure a cercare lavoro.Pezzente"

E allora, se nessuna di quelle persone si preoccupa del povero pezzente che siede al lato della strada, perché il ricco figlio di puttana dovrebbe preoccuparsi di voi che comunque, in un modo o nell'altro, una casa ce l'avete? Quando sento gli indignados che si lamentano dei super-ricchi mi viene sempre da pensare a come si comportano quando vedono un barbone. Un sacco di gente pensa che:

Noi non dobbiamo fare niente, lo stato dovrebbe fare qualcosa.  (ma a noi, che una casa ce l'abbiamo, non ci frega un cazzo del povero pezzente)

Lo stato dovrebbe fare qualcosa, capito? Nel frattempo però, il tizio sta ancora li. E oggi la minima e sotto zero.

Kurdt.




sabato 25 ottobre 2014

Lo stato brado

Avevo già scritto qualcosa sul «job act» qualche tempo fa. Francamente non mi aspettavo tutto questo interesse per una decisione perfettamente in linea con gli ultimi cinquant'anni di Repubblica Italiana. Mi spiego meglio, durante gli ultimi cinquant'anni, tutti i governanti italiani hanno ripetuto un loop di decisioni molto simili che può essere riassunto a grandi linee così:

1) C'è un problema
2)Diamo la colpa del problema a quelli che sono passati prima di noi
3) Troviamo i soldi per la soluzione facendo pagare tutto al prossimo governo. 
4) Se il prossimo governo siamo noi, facciamola pagare a quello dopo ancora, costi quel che costi. 

Questo modus operandi è stato mantenuto non solo da parte dei governi centrali, che hanno continuato ad accumulare debiti, ma anche da parte di province e regioni, che hanno letteralmente «scommesso» soldi pubblici dietro la garanzia di un rientro sicuro di soldi durante i primi anni (e ovviamente una perdita più che raddoppiata negli anni successivi). Scommesse sui derivati le chiamavano.



Una persona adulta è capace di posticipare il piacere quando ne ha necessità, ad esempio, se provate ad offrire ad un bambino la scelta fra un cioccolatino oggi o dieci domani, potrete scommettere che sceglierà il cioccolatino oggi. L'adulto, in genere, è capace di vedere il vantaggio di attendere.

Chiaramente, quando si parla di periodi più lunghi, anni, decenni, non è più tanto semplice, ma uno stato deve essere capace di fare scelte che premiano la popolazione nel lungo periodo.

Insomma noi vogliamo sempre la caramella oggi, il castello di caramelle tra dieci anni, può andare a fare in culo. Intanto possiamo succhiarci la nostra galatina adesso e si fottano quelli stupidi che pensano al lungo periodo.

Questo «Job act» soffre proprio di questo difetto, mancanza totale di prospettiva. Vi diamo il tfr in busta paga, così che avete qualche soldo da spendere adesso e magari riusciamo ad imbellettare l'economia per un po', poi cerchiamo di aumentare l'occupazione garantendo agli imprenditori che non pagheranno quasi tasse sul lavoro per i primi tre anni dall'assunzione e potranno licenziare quando vogliono e senza motivazione entro i primi tre anni.

Imprenditore italiano: quindi sono passati due anni e trecentosessantaquattro giorni da quando ti abbiamo assunto, vero Gino?

Gino: Già, proprio così! Finalmente domani sarò assunto veramente a tempo indeterminato con tutte le tutele del caso! Potrò farmi una famiglia! Programmare un po' più in là del fine settimana! Magari accendere un mutuo per la casa!

Imprenditore italiano: Si, si. Certo. Speraci. Segretaria, chiami il prossimo. Ah, già che ci siamo, da quanto tempo è che lavora con me? 

Non crediate che andrà in maniera diversa. Del resto se proponessero a voi la possibilità di scegliere tra un dipendente detassato e uno tassato e illicenziabile, scommetto che scegliereste quello detassato e licenziabile. Lo fareste perché vi conviene. Bene, non ha senso chiedersi cosa faranno gli imprenditori tra tre anni, quando toccherà assumere la gente per davvero. Faranno quello che fareste voi.

Un calcio in culo e via, tutti a casa. Del resto, non mi pare che ci sia tutta questa necessità di lavoratori specializzati, l'Italia sta diventando un grande latifondo a rischio zero per l'imprenditore ad alta intensità di schiavi.

Ma ci vorranno tre anni per fare crollare l'occupazione, prima di questa data i dati sull'occupazione sembreranno dare ragione a Renzi, che potrà bullarsi di averla ridotta, salvo, tre anni dopo, scoprire che non era cambiato assolutamente nulla ma anzi, quelli che un lavoro lo avevano sicuro, sono stati licenziati perché ehi, dobbiamo rendere l'Italia un paese moderno.

Tanto cosa importa a Renzi? Lui tra tre anni sarà via, da qualche altra parte.

Ecco perché può permettersi di inserire una clausola dove dice che, se sforeremo il rapporto deficit pil, aumenterà l'iva di due punto percentuali nel 2016. Lo può fare perché lui non sarà più con noi quando questo succederà. E non fregherà nulla a nessuno.

Perché nessuno si preoccupa del futuro, qui da noi l'unica cosa che sembra importante è il domani mattina, se poi dopodomani non ho da fare colazione, chissenefotte, in qualche modo la sfangheremo.

Siamo uno stato dove tutti fanno un po' quel che cazzo gli pare. Un branco, più che uno stato. 




E se volete una qualche dimostrazione che il nostro problema sia proprio la mancanza di organicità delle idee, vi faccio vedere due cose interessanti. La prima è la manifestazione che si è tenuta a Milano, c'erano la lega Nord e una sequela di fessi fascistoidi. Un gruppo di persone che non presenta un pensiero organico che potrebbe, in teoria, dar vita ad una "soluzione" dei problemi dell'Italia. Solo un sacco di gente raggruppata nello stesso posto che urla slogan a destra e a manca. A caso.




Direi che non c'è molto da aggiungere. Italia di merda, secessione, ma prima fuori gli immigrati e i terùn. Poi una volta eliminati questi qui, ce ne andiamo noi, che comunque non ci piacevate lo stesso.

L'anno scorso 400.000 persone hanno abbandonato l'Italia. 400.000 Italiani, praticamente un'intera generazione si è levata dai coglioni così, zitta zitta. Gli immigrati sono stati "solo" 200.000, ovvero duecentomila persone nette in meno.

Quello che mi deprime è che c'è un sacco di gente che fa ragionamenti del cazzo su qualsiasi argomento. Che è la seconda cosa di cui volevo parlare.
 Grillo ecco,  ne è un esempio perfetto, le sue ultime uscite sull'immigrazione, dove dice che bisogna sbattere fuori i clandestini a calci nel culo, sono un interessante evoluzione dello sbroc sbroc.

Politica Migratoria di Grillo. Amplificatore del movimento accinque sdelle.

La logica (se così possiamo chiamarla) del "rimandiamoli tutti a casa" non ha speranza di funzionare, questa gente, se costretta, sarebbe disposta ad affrontare il pericolo di un plotone di esecuzione piuttosto che la certezza di vivere in un paese di merda.

Cosa succede invece? Si invocano leggi punitive ed inapplicabili riguardo il rispedire questa gente nel loro fantomatico "paese d'origine" quando è impossibile verificare da dove siano arrivati per davvero. Del metterli in carcere, nemmeno a parlarne, da noi se non fai qualcosa tipo stuprare un bambino di fronte a una scuola durante l'ora di punta, difficilmente vai in galera, immaginatevi se si tratta di reati "minori" come il piccolo spaccio o il furto di piccolo cabotaggio.

Il problema, cari miei, non è di impossibile soluzione, ma passa tramite una trasformazione del nostro modo di pensare alla società di cui facciamo parte.

All'inizio dell'epoca di Grillo, diciamo nel 2008, avevo intravisto anche io una speranza in un movimento che si professava apartitico, apolitico, desideroso di premiare il merito. Anche le nuances di ambientalismo non mi dispiacevano per niente.

Gente competente per quello che deve fare, un muratore che ti ripara la casa, un medico che ti cura e un ingegnere che costruisce ponti. Perfetto no?

Poi è arrivata quella storia che "unovaleuno#" e che tutti avevano il diritto di esprimere la propria opinione, che la democrazia diretta è una figata assoluta e a sentire cose come queste quelli che avevano un briciolo di cervello dentro al movimento hanno capito la mala parata e hanno pensato bene di levarsi dai coglioni.

Eppure, se fosse stata gestita un po' meglio, continuo a pensare che avrebbe potuto funzionare. Mi spiego meglio, non sto dicendo che dall'oggi al domani l'Italia sarebbe diventata il regno del Bengodi e avremmo avuto fontane che pisciano fuori birra a trecento bar di pressione, ma che avremmo avuto persone che, dovendo prendere delle scelte, avrebbero forse preso quelle giuste, ogni tanto.

Non è certo, non è sicuro, ma per qualche tempo è stata una possibilità.
Probabilmente in qualche universo parallelo esiste un  movimento a cinque stelle che ha vinto le elezioni e messo al potere un fisico nucleare alla ricerca, un ricercatore biologo con seconda laurea in management alla pubblica istruzione e tassato i grandi patrimoni in Svizzera.

Magari c'è anche un universo parallelo dove Grillo ha vinto le elezioni e adesso l'Italia è stata rinominata "sbroccolandia" e tutte le persone prendono uno stipendio sociale di duemila sbroccolioni al mese, anche se non lavorano.
Con duemila sbroccolioni si comprerà ben una pera.
O un universo dove Grillo non esiste.
O dove Grillo è donna.
O dove Grillo è uguale a quello che abbiamo ora, solo che è tedesco, e noi prendiamo per il culo quei terroni tedeschi dal nostro stato perfettamente funzionale che tutti c'invidiano. L'Italia locomotiva d'Europa.

Un vero peccato sapere con assoluta certezza che, in questo stato quantico nel quale siamo confinati, Grillo sia quello che urla "unovaleuno!!#" salvo poi ricordarti che lui è legione quindi non conta uno ma unsacco#.

Dal canto mio, l'unica soluzione che vedo per questo paese, non è certo una rivoluzione. Oh si, mi piacciono tanto le rivoluzioni, tutta quel casino per strada, la polizia che ammazza un fottio di persone, un esercito di mongoloidi che assediano il palazzo e decapitano il potente di turno cagandogli nel cranio mi piacciono un sacco queste cose (se non sei un potente, beninteso). 
Il problema è:

                                                    Ora cosa facciamo? 

Okay, abbiamo cagato nel cranio del presidente della repubblica, abbiamo stuprato dudù e l'abbiamo usato per pulirci il culo, abbiamo persino rubato i quadri del parlamento,  staranno una favola nella nostra cucina stile provenzale. 

E mò?
La risposta dei grillini è stata...

Adesso mandiamo al potere gente scelta a cazzo di cane! In questo modo, dove prima c'era malizia e ignoranza in parti eguali, adesso c'è solo ignoranza. E sapete bene che tra uno malvagio intelligente ed uno stupido buono, bisogna scegliere sempre un cattivo intelligente, quantomeno potrete trattarci. Lo stupido buono vi ferirà senza volerlo. Ma è buono.  

Sicuramente nelle infinite possibilità del multiuniverso c'è da qualche parte...

Un' Italia con un milione di posti di lavoro in più.
Dove la presidentessa del consiglio è donna. E non se la prende se la chiamano "presidente".
Dove Grillo fa il pescatore di gamberoni in Alaska e strilla vaffanculo contro il mar polare artico.

Ma sopratutto, da qualche parte c'è un universo dove io sono immortale. E scusate se è poco.

Kurdt.

martedì 14 ottobre 2014

(Non) è un paese per vecchi.

Ahahahahahaha, che ridere, ahahahahahah, che ridere. Natale in Polonia 2015. Per vedere un dentista però. 



In quest'ultima settimana ho scoperto che esistono adulti che non sanno che l'inserimento di un compressore nel culo di un altro essere vivente può provocare danni permanenti e pensa un po', potenzialmente ammazzarlo spappolandogli l'intestino.

E la cosa non mi sorprende per niente. Nel posto dove sono cresciuto, l'ignoranza era la norma, la stupidità un vanto, la violenza uno status symbol. Potevano tranquillamente nascere conversazioni di questo tenore.

«Ehi, hai presente Tommaso, quello con gli occhiali?»
«Eh, sì, e quindi?»
«L'abbiamo preso per le gambe e buttato in un pozzo, l'abbiamo tirato fuori la sera, dopo sei ore» 
«Apperò, bravi eh»
«Che c'é, non ti fa ridere? A me faceva ridere un sacco» 

E per loro era, chiaramente, uno scherzetto da nulla. Non si erano neppure chiesti se la persona in questione fosse capace di nuotare, e se sarebbe riuscita a rimanere a galla per tutto quel tempo. Uno scherzo, niente di più.
Se la famiglia di Tommaso si fosse lamentata, beh, stiamo parlando di uno scherzo, no? Mica è morto nessuno. Non mi stupiscono per niente le esternazioni della famiglia del ventiquattrenne che chiama «scherzo» infilare un compressore nel culo di un altro essere umano, non mi stupiscono perché sono storia nota. Niente da segnalare agente, solo uno scherzetto fra amici.

Ma si sa, l'italiano è un professionista nel dar la colpa a qualcun altro, fateci caso, ascoltate la voce della madre e del padre di quel ceffo(tradotti dalla lingua che usano per comunicare)

:«ma che violenza! Non è violenza questa! Era solo nu scherz' finito male! La colpa è di chill' u strunz dell'autolavaggio che lo hanno lasciato a prendere il combressore, che lui mica lo sapeva che era pericoloso!  Se lo voleva ammazzare andava li con una pistola o con un coltello! La polizia perché non va davvero a cercare quelli che fanno violenza sui bambini? Ai pedofili eh? Perché?" 

C'è tutta l'Italia in queste affermazioni. Tutta la parte negativa.

1) Non è mica successo niente, era uno scherzo. 
2) In ogni caso non è colpa mia, è stato qualcun altro.
3)Okay, sono stato io, però non volevo mica fare quello che ho fatto, non sapevo cosa stavo facendo!
4) Okay, sapevo cosa stavo facendo, ma ci sono persone peggiori di me, perché non prendete loro eh? I pedofili cazzo! Loro dovete prendere, lasciate in pace me e il mio compressore.

Così come non mi stupisce per niente che qualche idiota abbia deciso che visto che il colpevole era in carcere, allora bisognava prendersela con la moglie, picchiandola fuori dal carcere. Vendetta tribale, perfettamente riuscita.

I veri cattivi sono sempre «altri» e fino a qualche anno fa avevo ancora la speranza che fosse tutta una questione generazionale, che insomma, il vero problema dell'Italia fosse lo scarsissimo ricambio generazionale ai vertici, il fatto che a comandare siano, da quarant'anni, sempre le stesse persone che muoiono passando il testimone a persone vecchie quanto loro. Quando nel 2008 ho visto nascere il movimento 5 Stelle devo ammettere di aver sperato in un cambiamento vero. Dopotutto le parole d'ordine mi piacevano, competenza, merito, sostenibilità e progresso.

Certo, c'erano anche delle cose che non capivo, ad esempio non riuscivo a capire perché in un movimento «dal basso» l'unico a parlare fosse sempre e solo Beppe Grillo, cassa di risonanza o no. Non mi piaceva l'avversione verso la tecnologia e gli ogm, in particolare.

Mi ricordo di quando Grillo sfasciava i computer in diretta, vent'anni fa. Magari tra vent'anni, in letto di morte, dirà che gli ogm salveranno il mondo.

In ogni caso ero ancora uno che ci credeva, perché l'Italia ce l'ha nel Dna questa cosa di partire malissimo e rendersi conto a metà strada che forse aveva sbagliato strada, quindi tornare sulla retta via e con un' accelerazione pazzesca, arrivare giusto giusto in tempo per salvarsi.


Poi sono spuntati quelli che credevano alle scie chimiche, le manifestazioni contro tutto quello che aveva meno di 200 anni di tradizione e lì ho capito che il movimento non era nient'altro che una vecchia merda ricoperta di borotalco e infiocchettata.

Perché noi abbiamo le tradizioni. Abbiamo il pomodoro Pachino, che se chiedi in giro pare che lo coltiviamo da quando ancora andavano di moda le pellicce di Yak, mentre è un ogm, al pari del Grano Creso, che abbiamo ottenuto bombardandolo di raggi X e vedendo cosa spuntava fuori. E ora lo mangiamo tutti, il 75% del grano che usiamo per la pasta ha la stessa origine.

Ma provate a discutere con qualcuno sugli Ogm, provate a spiegargli che è meno pericoloso modificare uno o due geni alla volta rispetto al modificare centinaia di migliaia di geni a casaccio (incrocio) o bombardare delle sementi con radiazioni nucleari sperando che il risultato sia infine qualcosa di utile.

Vi diranno che il Pachino e il grano Creso sono «tradizionali».  E che i prodotti Ogm suonano male, non ci piace quello che fanno. Abbiamo migliaia di biotecnologi costretti a scappare all'estero per lavorare, perché in Italia non si può far ricerca come cristo comanda, sono vietati gli Ogm. Non sono tradizionali.

Suonava male anche la tecnologia informatica fino a vent'anni fa, eri un nerd se t'interessavano certe cose. Adesso sei cool.

Tra vent'anni in Italia sarà cool coltivare verdure resistenti all'inverno artico che producono elettricità e metano. Saranno diventate finalmente tradizionali.  Nel frattempo nel resto del mondo l'intelligenza artificiale avrà modificato il modo in cui si fanno le cose. Macchine a guida automatica andranno da Berlino a Parigi, ma non potranno andare a Roma, perché mancheranno le infrastrutture, Beppe Grillo, ormai presidente della repubblica annuncerà esultante che ora tutto il parco macchine Italiano è formato da auto «Eolo» alimentate a gazzosa e pomodori Pachino geneticamente modificati.

 L'energia elettrica verrà però prodotta con lo sterco di vacca, ma Chianina. Che non si pensi che non difendiamo L'igp.

Il ministro Franceschini, rispondendo ad Eric Schmidt, dice che la nostra specialità non è l'informatica, ma la storia medievale. La cosa è anche vera, ma Franceschini la utilizza come una difesa dell'onore, gli era stato infatti detto che i nostri studenti sono digitalmente  quasi analfabeti. E cosa ti tira fuori il buon Franceschini?

«Saranno anche digitalmente analfabeti, però quando si parla di sant'Agostino sanno tutto eh!» 

Che tutti noi sappiamo quanto sia utile Sant'Agostino sul posto di lavoro. Altro che Java. E se qualcuno ha l'ardore di chiedere perché le due cose non possano andare d'accordo assieme, ti rispondono che non s'è mai visto Sant'Agostino che si smandruppa la papera su Youporn.

La tradizione. 
Quella roba che sta uccidendo il nostro paese.

Quella roba che, quando la Olivetti aveva presentato per la prima volta un computer funzionante all'esposizione mondiale del 1965, i vertici decisero che, anche se aveva venduto 44.000 pezzi (un' enormità per l'epoca) dopotutto questa cosa dei computer non avrebbe reso mica così tanto. E avevano mollato il colpo, per ritrovarsi poi ad inseguire, qualche anno più tardi. E morire, nell'abbraccio di De Benedetti, uno a cui piace molto la modernità, ma con un ritardo minimo di cinquant'anni.  Perché in fondo la tradizione è la cosa che conta veramente. Quella che porta i soldi veri.

Quando penso a un'azienda che mi piacerebbe avere in Italia penso a Ibm, nata più di cento anni fa, oggi produce know-how e sistemi informatici capaci di spostare un gradino più in là le aspettative di tutti. Invece ci ritroviamo con aziende che considerano "evoluzione" cambiare la forma ad un biscotto e cambiare la forma di un occhiale da sole.

E mentre scrivevo mi son reso conto di avere persino sbagliato il titolo.
Perché l'Italia non è un paese per vecchi.
L'Italia è un paese di vecchi.




Non c'è niente da inventare, solo tradizione. Guardate le immagini. Guardate il messaggio. 

Vecchio è bello. 
Vecchio è okay. 
Vecchio è il nuovo cool.
Vecchio, in fondo, è il nuovo. Ma tradizionale. 


Kurdt.



domenica 6 maggio 2012

Luigi Martinelli uno stronzo italiano

Capita di questi giorni che gli imprenditori si ammazzino a branchi, come i lemmings, sparandosi in testa o dandosi fuoco di fronte all'agenzia dell'entrate.

Peccato che non siamo in cina e loro non sono monaci buddisti, e non siamo nemmeno a Praga, e nessuno di loro fa Palach, di cognome.

Tutti si stanno lamentando che lo stato opprime con troppe tasse, che ormai si tassa anche l'aria che si respira, che oddio le tasse che sono tante e arrivano tutte insieme e come faremo noi a pagarle?

Giusto ieri c'è stato il caso di questo povero mongoloide, tale Luigi Martinelli, che è entrato in una sede dell'agenzia delle entrate con un fucile spianato e, preso un ostaggio, ci si è barricato dentro.

Un gesto estremo direte voi, causato dalla tassazione esagerata di questo governaccio Monti che ha deciso di spremere gli italiani! No? Un povero cittadino che controbatte allo stato oppressore!
Il gesto di un onesto cittadino che dopotutto lavora onestamente e avrà pure qualche diritto! O no?


                                           MA NEMMENO PER IL CAZZO 

Luigi Martinelli aveva già usufruito di un condono fiscale in passato. Qualsiasi persona normale sana di mente se vede di non poter pagare le tasse che genera la sua attività, semplicemente capisce di non essere proprio un grande imprenditore e chiude l'attività. Magari va a fare l'operaio e ciao.

Il Martinelli invece no, decide che : " Tanto prima o poi un condono lo rifaranno, nel frattempo incominciamo a non pagare un cazzo di tasse, vuoi che qualcuno non condoni?". Poi succede che invece lo stato si trova in braghe di tela, e sai che fa? Manda una letterina a casa del signor Martinelli dove scrive : (cito testualmente)

"Caro signor Martinelli, o lei paga quello che ci deve da circa dieci anni, oppure le pignoriamo moglie e figli e li spediamo in libano"- Firmato Equitalia .

Ora immagino la reazione stupita del Martinelli  all'aprire la busta di Equitalia :

 "Ma come, non condonano? E che cazzo, mò devo pure pagare le tasse? Questo non è proprio un paese civile cristo! Lasciami prendere la doppietta che vado a dare una lezione di Bon ton a qualche povero impiegato, Diocàn! "

Ed eccolo partito nella sua missione civilizzatrice basata sul sapiente uso del dialetto bresciano e pallini.

Il popolo italiano, o almeno una parte dello stesso è stato abituato non male, MALISSIMO, da decenni e decenni di governi che hanno tenuto una posizione comune nei riguardi dell'evasione fiscale, e questa posizione è sempre stata :

                                    "EMBE'?"


Governi che, nel caso della sinistra stavano a galla con la colla vinilica e non potevano permettersi nessun tipo di lotta all'evasione, pena venire disintegrati dalle migliaia di correnti interne che avrebbero approfittato della situazione per guadagnare voti istigando la folla.

O come nel caso della destra, governi composti da gente che le tasse non le pagava, e magari propugnava la teoria che "se le tasse sono troppo alte, allora è dovere del cittadino non pagarle".

Il sonno della ragione genera mostri  mongoloidi (semicit) e una politica simile ha riempito l'italia di gente che crede che sia lecito e giusto non pagare le tasse.


Gente che poi, quando gli dicono che " Oh, la festa è finita amico, è anche ora che restituisci quei soldi, sai, quelli che dovevi pagare nel 2004"
Risponde : " Ma come? Io credevo che avreste condonato, come al solito! Mi sono pagato lìics tre! Facevo lo sciopero fiscale!".

Stanno spuntando gruppi facebook di minorati mentali che inneggiano a Martinelli come ad un "eroe nazionale". Eroe nazionale un tizio che non pagava le tasse e minaccia dei poveri cristi con un fucile.

Possiamo discutere di un sacco di cose riguardo le tasse, possiamo discutere ad esempio del fatto che paghiamo molte più tasse dei francesi e riceviamo la metà dei servizi, perchè quelle tasse finiscono poi nelle tasche di qualcuno. Possiamo discutere e decidere che c'è qualcosa da fare.
Possiamo discutere del fatto che le aliquote che dovrebbero essere proporzionali non lo siano per davvero, e che i poveri cristi paghino troppo, oppure possiamo discutere del fatto che  i più grandi evasori in Italia siano le varie multinazionali, possiamo discuterne, ma per favore non ditemi che difendete uno che non pagava le tasse apposta, perchè se voi quelle tasse le state pagando, allora quel tizio vi sta rubando in tasca.

Sicuramente qualcuno porterà l'obiezione (corretta) che lo stato italiano è uno stato corrotto e composto da corrotti, che succhia i soldi e li fa sparire in mille rivoli, togliendoli a servizi essenziali per regalarli ad oscuri faccendieri.

E avete ragione! Ma sapete di chi è la colpa?


VOSTRA. La colpa è anche vostra, perchè se lo stato Italiano è in queste condizioni penose lo deve anche e sopratutto ai suoi cittadini, ovvero, VOI.

Voi che quando vedete una piccola ingiustizia, un furto fatto contro la collettività, generalmente state zitti, per quieto vivere. O perchè magari quello che sta rubando voi lo conoscete, è vostro cugino, vostra sorella, fidanzata.

E chiudete un occhio, perchè pare brutto, no? E poi vi lamentate che lo stato spende troppo, coglioni.

Ora vi racconto una storia, una roba che sicuramente vi piacerà.

Tanti anni fa studiavo a spoleto, ed ero ospite del convitto Inpdap di spoleto, c'era un centro di aggregazione giovanile chiamato "Bobby Sands" lo gestivamo noi ragazzi, il comune aveva concesso uno spazio e una cifra
niente male per permetterci di organizzare concerti, reading, gangbang e roba simile.

Il primo anno sembrava funzionare tutto quanto, i soldi erano parecchi, e permettevano di fare parecchie cose, non infinite, ma tante per dei ragazzi di diciassette anni, era una sorta di autogestione limitata dei soldi pubblici, un esempio di stato in miniatura.

Passavamo in quel posto dalle tre alle sei ore al giorno, a parlare di politica filosofia e sport, a scopare sul divanetto (che ci scopavamo tutti, a turno) e ad organizzare concerti, e signori, era una figata, una vera figata. Una figata boreale.

Fino a quando un giorno non incontro quello che doveva essere il "gestore" delle finanze del centro che beveva in un bar insieme ad altre due tizie che con il centro centravano ben poco.

"Ehi Kurdt! Venite qua che vi offro un campari!" E visto che un campari non si rifiuta mai, ci avvicinammo e bevemmo un campari, poi facemmo per pagare e lui disse : "Ma no! tranquilli, offro io!" "Ambè, grazie" dico io, e ce ne andiamo.

Il giorno dopo scopriamo tre casse di Campari nel centro giovanile, indovinate con che soldi erano state comprate? Ma ovviamente con i soldi del comune! contabilizzando cifre immonde di scope, spazzole, liquidi per pulire, lampadine, e qualsiasi cazzata fosse sembrata abbastanza credibile.

Migliaia di euro in campari e droga, non scherzo. Contabilizzati come centinaia di scope, decine e decine di lampadine, ricariche per la macchina da caffè (rotta da eoni, all'epoca).

Decidemmo di allontanarci, perchè si, ok, ubriacarci ci piaceva, e ci piace ancora adesso, ma ci piace farlo con i soldi nostri.
Il posto si riempì in un attimo delle peggiori carogne del secolo, ovvero i punkabbestia con i loro cani di merda.
E poi quella gente andava a manifestare per una società più giusta, teste di cazzo.
L'ultima volta che vidi il centro giovanile era pieno di teste di cazzo strafatte di eroina, quelli che lo avevano tirato su erano spariti.

E la colpa di chi è stata? Dei punkabestia? Di quello che comprava campari con i soldi del comune?

No.

La colpa è stata mia. Per non aver fatto un cazzo.

Amavo quel posto come amo l'Italia.

Kurdt.


P.s. : Avevo già parlato dell'argomento tasse in un altro post .

mercoledì 16 novembre 2011

E all'improvviso arriva Monti.

Tutti a dire Monti di qua, Monti di la, monti su, Monti giù, e nel frattempo i ristoranti sono pieni, e anche i dormitori per barboni.

 Arrivati a questo punto della storia arriva Monti.

  Cosa dire, a parte :"porca madonna"?

Anticipo che anch'io sono felice che il Berlusconi se ne sia andato, ero pronto ad uscire in strada completamente nudo per Lanzarote, con una bandiera tricolore allacciata al collo, urlando "evviva l'Italia!" ma poi quel grido me l'avete strozzato in gola.

Me l'avete strozzato quando ho visto chi avevate eletto come degno successore del Silvione.

"EVVIVA L'ITAAAALIAAA!! BERLUSCONI FUORI DAI COGLIONI!" e correvo per le vie di Lanzarote, nudo come un verme,  inseguito dalla guardia Civil che non capiva, non poteva comprendere cosa vuol dire aver passato vent'anni sperando in un ricambio generazionale.

"EVVIVA L'ITALIA! BERLUSCONI A CASA DIOPORCO! YEEEEEAAAAHHHHH"

Poi vedo alla televisione il nostro grandioso parlamento ITALIANO, in seduta plenaria che applaude un tipo che non conoscevo, dicono che si chiami Monti.

MONTI? COME MONTI? E come l'hanno eletto senatore a vita? e perchè?"

E il grido era già morto, puff, sparito. Libero per pochi attimi, già era di nuovo incubo. Sentivo lentamente una nerchia straniera risalire la mia spina dorsale, raggiungendo lentamente il cervello, poi cerco di capire chi cazzo sia sto Monti, e ora sono a casa, sdraiato sul divano, ancora nudo, ma zitto, muto. Ammuntolito.

Si, sono AMMUNTOLITO dalla stupidità dei miei connazionali che festeggiano per l'arrivo di questo tizio, che ha sempre lavorato per banche d'affari, tra cui proprio la Goldman Sachs che è la maggior colpevole del disastro in cui ci troviamo.

Possibile che noi si debba sempre scegliere tra la merda e la merda condita? e possibile si scelga sempre quella condita?

Ero nudo a casa, sdraiato sul divano, e pensavo "Cazzo devo emigrare" poi ho pensato "Ehi l'ho già fatto!" e allora sapete che vi dico? (faccio un ruttino)

VAFFANCULO. Io voglio bene al mio paese, e sono italiano fino al midollo, ma visto che (parlo con quelli che chiedevano a Monti "ci pensi lei!" all'uscita da Montecitorio) siete delle inutili bamboline del cazzo, non ho più niente a che spartire con voi, spero che affondiate.

E quando vi lamenterete perchè stanno tagliando la sanità, il welfare, le pensioni, i posti di lavoro, liberalizzando il liberalizzabile, svendendo i pezzi pregiati dello stato, e, in definitiva, inculandoVI, io risponderò così : 

Si ringrazia la gentilissima Lady Barnacle di London Alcatraz per la splendida immagine.
P.s. All'epoca avevo tradotto l'atto d'accusa contro la Goldman da parte della Sec, l'ente americano che dovrebbe controllare le transazioni finanziarie, lo trovate qui tanto per capire in che mani state ora.

P.p.s (pipì esse) Pensate un pò, anche Warren Buffett difendeva la G&S pensate un pò che bello, come il mostro di Firenze che spreca due parole in difesa di Al Capone.

sabato 12 novembre 2011

Il fantasma di Berlinguer





Si aprono i tendoni del teatro, di fronte al pubblico comodamente seduto a casa, il parlamento italiano in seduta plenaria. Un confuso borbottio si solleva dagli scranni.

Schifani : Signori, in qualità di presidente della camera apro questa seduta con l'ordine del giorno, ovveriosia, miei stimatissimi colleghi, il famoso “passo indietro”.

La camera in plenaria (ala sinistra) : Olèèè Ohhh ohhhh Olèèèèè Ohhh Ohhhh
La camera in seduta plenaria (ala destra) : Chi non salta balotelli è! È! Chi non salta Mario Monti è! È!
Schifani: Capisco che ci possano essere dei punti di disaccordo, ma vi prego, moderatevi.

Bossi (La metà destra) : Mostra un cappio alla platea-
Bossi (La metà sinistra) : Riflette immobile-

Schifani : Ma è giunta l'ora che parli, finalmente, colui che attendete, colui per cui, nel bene e nel male, siamo qui riuniti. Signori e signori, Il cavaliere.

(Entra un ometto molto basso, con scarpe molto alte, cammina all'indietro, sale le scale dell'ala destra, sempre all'indietro, fino a raggiungere la sua postazione)

Il Cavaliere : Prendo la parola, miei sinceri e cari colleghi, per l'ultima volta. Per l'ultima volta sarò oggetto di scherno e sberleffo, per l'ultima volta dovrò vedervi (indica l'ala sinistra con la mano) digrignare i denti e sputarmi addosso.

Ammetto di avere, in alcuni circostanziati e necessari casi, utilizzato questa conclave per proteggere i miei sacrosanti interessi, economici, sociale, e sessuali. Ammetto anche di avere a volte dimenticato quello che volgarmente chiamate “l'interesse comune”.
Ma come avrei potuto fare altrimenti, preso com'ero a difendermi dagli attacchi di magistrati bavosi, cadaveri comunisti e vecchi democristiani passati all'ala sinistra?

Ditemi voi se avreste saputo fare meglio!

(Urla dagli spalti, sputi e una copia della costituzione vengono gettati contro di lui, uno sputo lo raggiunge dritto in faccia, lui si ripulisce con la manica e fa per continuare.)

Quindi ammetto le mie colpe, si, per una volta mi dichiaro colpevole, e lo faccio di fronte a tutti voi, onorevoli colleghi, e mi costringo a fare un passo indietro, che, vista la mia entrata, sarà un passo avanti.

Ora fate il cazzo che vi pare. Arrivederci.

(Un silenzio di tomba piomba sull'ala sinistra, la bindi, seduta alla sinistra di D'Alema e alla destra di PierLuigiBersani  si strappa il cilicio dalla coscia e lo getta verso il cavaliere, mancandolo. Poi estrae dalla borsetta una frusta a sette code e si avventa contro Vendola che attende prono e compiaciuto)

Schifani: Signori composti! SIGNORI! Onorevole Di Pietro, non si avvicini al cavaliere! cosa fa, piange?  ONOREVOLE DI PIETRO! 

(Il cavaliere, stavolta camminando dritto si avvicina allo scranno di di pietro, che continua a piangere, squassato da singhiozzi che fanno vibrare tutto il tavolo)

Il Cavaliere : "Mi consenta" (Gli passa un fazzoletto con le iniziali  S.B filigranate)

Di Pietro : "Non mi lasciare. Cosa farò adesso, da solo? 

Il Cavaliere : Non so, potresti fare l'agricoltore, ti ci vedo bene, magari te lo trovo io un posto carino, vicino al mare, a Pescara.

Di Pietro : No, ti prego, non dire così, non mi lasciare, non abbandonarmi a me stesso, sono così indifeso!  Sotto questi rotoli di ciccia batte un cuore, e se tu vai via, che senso avrà avuto tutto questo? tutte queste discussioni, lotte, incartamenti, denuncie? 
E chi sono io se tu non sei più?

 Il cavaliere : Non lo so figliuolo, ma devo andare, tieni pure il fazzoletto. 

(Il cavaliere si allontana mestamente verso l'uscita del palazzo, le due guardie, vestite di tutto punto si scostano al suo passaggio, lasciandolo svanire nella penombra del sottopassaggio.)

Schifani : Bene signori, ora che questa piccola formalità è stata espletata, credo che sia giunto il momento di far entrare il nuovo duce di questa assemblea, ora che il vecchio e partito.
 Prego tutti i presenti qui riuniti di concedere un caldo applauso al  nuovo arrivato, il senatore a vita l'onorevole, eccellente, Monti.

(Dal sottopassaggio esce un ometto brizzolato con addosso una maglietta a maniche corte di stampo calcistico a righe argento e oro , sul davanti, in nero risaltano gli sponsor G&s e Fmi)
L'ometto esce dalla penombra e si avvicina al microfono da cui poco prima aveva parlato il cavaliere, lo aggiusta alla sua altezza e lo accende.

Monti: "Gentili Compatrioti, onorati colleghi. (Pausa) sono stato chiamato qui per risolvere i problemi da cui la nostra nazione, come ben sapete, è afflitta.

Problemi come la statalizzazione delle imprese, l'immobilità lavorativa, lo spread alle stelle e i bonus troppo bassi per i buoni lavoratori.
Giuro di fronte a voi, onorevoli colleghi, che m'impegnerò anima e corpo per modificare quest'avvilente situazione, e per dare in pasto alle banche quel poco di stato sociale rimasto in piedi.
Grazie.  Ho concluso.
Monti scende dallo scranno e si dirige nuovamente verso il sottopassaggio, omaggiato da applausi scroscianti bipartisan.

(Di Pietro smette di singhiozzare, solleva la testa ed esclama "Apperò, come parla bene questo! ")

 In alto, sul loggione del parlamento lo spirito di Berlinguer osserva, le rughe sulla fronte contratte, e piange.


Si chiude il sipario.