giovedì 15 settembre 2011

Amici miei

AMICI MIEI.
Ho avuto molti amici.

Avevo iniziato la prima stesura di questo testo scrivendo : "Non ho avuto molti amici". Poi, contandoli, mi sono reso conto di essere uno stupido. Pochi sono stati fortunati come me.

Partendo dai 14 anni ho avuto generalmente meno di un amico all'anno.

Pio, Michele, Simone, Alessio, Calogero, Piero, Raffaele e Peppe. 

E Davide.

Ogniuna di queste persone, che per voi è solo un nome su una pagina web, per me  è un universo e una finestra sul mondo.

Dovete sapere che sono stato per molto tempo solo.

Nato in un paese di millecinquecento anime nel cuore della Sardegna, trasportato come una valigia per tre o quattro paesini del cazzo identici da due genitori poco attenti, non avevo avuto altro che libri, urla e terrore. Terreno fertile per la follia.

Ai 14 partii dal paese per andare a vivere a Spoleto, nel convitto Inpdap, ci sarei rimasto cinque anni, quel posto mi ha salvato la vita, l'ha resa accettabile, e a tratti, meravigliosa .

Tutti quei nomi che vedete scritti la, sono nomi di persone vere, conosciute in posti diversi, a volte in diverse nazioni, tutte persone a cui ho dato in mano un coltello, confidando che non mi avrebbero
mai ferito.

Ed ho avuto sempre ragione, a parte con Davide.
Ma francamente, questa è un altra storia, e sono anche cazzi miei .

L'amicizia è una cosa seria in un mondo in cui nasci solo.

Nasci, ti prendono e ti staccano dalla tua fonte di cibo, se sei fortunato abbastanza sopravvivi a duecentosedici malattie diverse, scarlattina, tetano febbre gialla, rabbia, morbillo e Orecchioni.

Se sei ancora piú fortunato resisti a cadute che stroncherebbero uno stuntman professionista, a pallonate in faccia, pugni, calci, terremoti, maremoti, guerre e carestie, e finalmente diventi qualcosa che assomiglia vagamente ad un essere umano adulto.

E sei libero.

E  sei solo.

E conosci persone sole come te, con cui rifletti sul mistero di questa breve permanenza e condividi una parte di quello che sei, e tutto quello che hai.

Con un buon amico sei come appena nato. Sorpreso e con la guardia abbassata, e questo non significa che tu sia debole, anzi.
Un amico ti stima per cose che non capisci, vede in te virtú che non conosci, e ti vuole bene per questo.

Ma un amico non ha mai pena di te (al massimo ha compassione, nel senso letterale, di soffrire insieme) ma, non dimenticarlo mai, l'amicizia non è gratuita.

Non devi mai umiliarti di fronte ad un amico, perchè non è quello che vuole, lui sente di essere un `pò anche te, e qualsiasi umiliazione ferirebbe anche lui, non lasciarti mai mettere i piedi in testa, nemmeno dal tuo migliore amico.

Vi regaleró una piccola storia per ogni nome.

Pio : Un tizio alto due metri, fu il primo amico che ebbi, ci conoscemmo in convitto, diventammo subito compagni (che bella parola, compagni).

Stavamo partecipando ad un torneo di scacchi per cui ci eravamo preparati giocando ogni giorno decine di partite uno contro l'altro, lui era stato sbattuto fuori al primo turno per un errore stronzo, io avevo continuato fino ad arrivare alla finale.

Ero terrorizzato dalla possibilitá di fare un errore stronzo come il suo,gli dissi :

"Pio, tu che oramai sei stato sbattuto fuori e non hai un cazzo da fare, siediti accanto a me alle mie partite e se vedi che sono in una situazione di pericolo, dammi un calcio da sotto il tavolo."

"Non ti preoccupare" mi disse.

Fu cosí che durante tutte le partite che feci ricevetti calci a ripetizione, perchè in una partita di scacchi, quasi tutte le posizioni sono pericolose, ma mi tenne sveglio a furia di zampate, e in qualche modo, mi fece vincere quel torneo.

La finale era contro Davide. 

Michele : l'unico dei miei amici ad essere normale, ora è un eccellente informatico, una persona squisita e gentilissima, una delle poche che conosco veramente capace di nascondere un segreto. 
 Se promette di stare zitto, lo fará.Costi quel che costi.

Lo imparai a mie spese a sedici anni.La mia ragazza dell'epoca mi racconto di essere uscita anche con quello che doveva essere il mio "migliore amico" dell'epoca, Davide.

Quando parlai con Michele scoprii che Davide si era confidato con lui, ammettendo il maltolto, lui disse solo :

"Non potevo dirti niente, mi ha fatto promettere prima di dirlo"

Apprezzai molto questa sua dote, significava che qualsiasi cosa gli avessi detto sarebbe morta li, e sparita per sempre, e cosí è stato.

Calogero : Diventammo amici perchè condivideva la stessa camera di Pio, aveva la R moscia e scriveva poesie, passione che divenne anche la mia in tempi molto brevi, e con gran piacere.

Eravamo considerati gli psicopatici del convitto dove lavoravo, ci avevano classificato come : Froci/Drogati/ Incapaci/ Stupidi/ Pseudo alternativi, e tutto assieme poi!

Passai una fantastica estate a Londra con lui,.prendemmo un trip a Piccadilly, avevamo 17 anni, il mondo non sarebbe stato piú lo stesso da allora.

Molto piú colorato, of course.
Purtroppo ci siamo persi per strada dopo l'universitá, lui era diventato una sorta di stregone che applicava i libri di quel fesso di Castaneda alla vita reale, l'ultima volta che ci siamo sentiti è adata cosí:

"Non so piú chi sei, quindi tanto vale che smettiamo di sentirci anche virtualmente"

"Io sono la stessa persona che conoscevi prima, almeno in parte"

"Io invece no"

"Bon"

Non ci vediamo da sette anni.

Simone : Anche con lui ci conoscemmo nel convitto, a Spoleto, io avevo appena lasciato la zoccolona che mi aveva cornificato con l'ex migliore amico, divenimmo amici per caso.

E lo siamo rimasti fino ad ora.

Eravamo capaci di prendere in giro qualsiasi cosa e qualsiasi persona, generalmente ci odiavano, perchè non capivano cosa cazzo trovassimo di divertente in quel funerale.

Una volta, durante l'ultimo anno di convitto il direttore aveva scoperto che tutta la camera si era assentata da scuola per un periodo variabile dai tre giorni (simone) ai dieci (dsavide) al mese (io)

"Bene, alessio, a te ti capisco, tre giorni, in un mese, sono comprensibili, poi punto il dito verso Davide e disse : " a te Davide, giá ti capisco meno, dieci giorni sono tanti"

Infine guardó verso di me e disse, con voce stupita : " A te invece, Kurdt, non ti capisco per niente"

E Simone scoppio a ridere, insieme a tutti gli altri.

Rimane ancora probabilmente la persona con cui sono riuscito a legare piú profondamente di tutte, e piú a lungo.


Alessio : Lo spacciatore di nutelline del convitto, le accumulava dentro una gigantesca scatola, racattandole in giro alla colazione, per poi venderle a prezzi strepitosi al mercato nero delle camerette, le vittime erano generalmente in preda alla fame chimica, avrebbero sborsato qualsiasi cifra.

Questa è una storia un pó triste.

Scoprirono che aveva un tumore quando aveva solo 21 anni, 

 Ed era la persona più orgogliosa che abbia mai incrociato, anche con i suoi amici non dismetteva mai la sua natura di sardo, di nuorese.

Poi sono partito da Perugia per dirigermi in Egitto, per iniziare una nuova avventura, con la promessa che ci saremmo rivisti presto, abbracciandoci, perchè ci volevamo bene.

Ci sentivamo spesso su Msn, un giorno gli dissi che stavo male, che mi mancavano tutti loro, che cazzo, vivere in giro per il mondo è bello, ma loro, i miei amici, che mi conoscevano per davvero, non li trovavo da nessuna parte, e soffrivo.

"Sta tranquillo, non c'è problema sai? sei forte abbastanza, poi quando ci vediamo ne parliamo di persona" 

E cazzo, non ci siamo più visti.

L'anno scorso,  a Febbraio, rientro dalla discoteca mezzo ubriaco è leggo un messaggio di mia sorella su Facebook, cristo, su Facebook: 

"Manu, Alessio è morto" 

Come sua madre, anche lui, di tumore. 

Piansi, quella notte, come non ho  mai pianto, e quella notte una parte di me è morta con lui.

Non voleva farsi vedere sofferente, non da me, non da noi. 

 Piero:Ed eccoci a Pisa, all'università. 

Piero è calabrese, ci ammazzavamo di canne ogni santo giorno, viaggiavamo spesso senza biglietto, salivamo sui treni, schivando il controllore, e scendendo se ci acchiappava.


Una volta arrivammo a Roma dopo aver bevuto una cassa di birra ed una bottiglia di anice in due, lui si fermò a li a casa di una ragazza che consceva, io continuai la mia folle corsa fino a spoleto, salendo su un eurostar, il cui biglietto aveva comprato lui, scollettando alla stazione.

Avevamo fatto amicizia con dei barboni a pisa, e passavamo buona parte del tempo con loro, sotto i portici.

Dormivamo ovunque, a qualunque temperatura, avevamo una casa, ma non importava, l'avventura era fuori.

Una mattina, alla stazione di Prato, ci addormentammo sotto una macchina obliteratrice, ci sveglio una vecchia di merda che doveva prendere il treno. 

"Tlick tlick"

"Ehi, vecchia di merda, non puoi prenderlo dopo, il treno?"

"Barboni di merda".

Raffaele: Con Raffaele ci conoscemmo in Egitto, lavoravamo insieme, e uscivamo insieme, fù l'unico con cui legai veramente in quel posto dimenticato da Dio.

Salimmo su un autobus, ad Hurgada:

"Three Pound" Disse l'autista

"Uè, but why three for us and 1 for all the others?"

"Cause you are not sadiki from egypt"

"And so? give us back two pound, we are not stupids"

"Allahahahahahahalllaalllaaalalalalalalalalala" Disse lui

"Vaffanculo dicemmo noi"

Ci sedemmo nelle file di dietro, e Raffaele si mise a PISCIARE DENTRO L'AUTOBUS, per vendetta-

 Il rivoletto di piscio raggiunse lentamente la testa dell'autobus, scendemmo correndo, seguiti dallo sguardo allibito di decine di egiziani, troppo stupiti per inseguirci, mentre ci perdevamo nei vicoli della medina.

Peppe : Quando Raffaele venne alle canarie per cercare lavoro si portò dietro un altro barbone come lui.
Si chiamava Giuseppe,avrei poi scoperto, e legge questo blog, quindi non posso fare troppe smancerie.

Un tizio con una "Capa tanta" con cui ho parlato di qualsiasi cosa trovando sempre una sponda adatta, una persona, nel vero senso della parola.

Una volta, tipo due settimane fa,mentre sto per uscire dall'hotel dove lavoro, mi telefona :

"Manu, porta un pò di carta, che mi sto cagando addosso"

"Ok"

Esco dall'hotel, e mentre torniamo a casa mi dice : "Non ce la posso fare, devo cagare adesso"

E si mette a cagare, IN PIEDI AD un angolo della strada, tirando fuori uno spruzzo  di merda a pressione che manco nei film quando aprono l'idrante.

Subito dopo passano tre ragazze che immagino abbiano visto la scena, e cambiato strada.

Ecco, come sono, i miei amici.

E non gli cambierei per niente al mondo.

Ah dimenticavo, Davide.

Davide.

Ma questa è un altra storia, e ve la racconterò un altra volta.