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venerdì 30 dicembre 2011

Comiks Sex&Rockn' Rollàh



Finalmente è giunto il momento di svelare a voi, cari i miei stalker virtuali, quello che sto progettando per l'anno nuovo.

Cari i miei debosciati e morti di sonno, ricordate l'intro di quel racconto che vi feci leggere? no? Sapevatelo! cioè, RICORDATELO.

Bene, quella era soltanto un' introduzione a qualcosa di più grande e figo, che svelerò solo quando sarà finito, per il momento però posso annunciare di collaborare con un illustratore fighissimo che si chiama Francesco Deidda, noto in italia per aver illustrato il fortunato libro sulle Winx .(Lo SO che non volevi che io lo ricordassi, ma gli errori si pagano, caro mio, e io sono sadico).




Si, le winx, quelle troiette messe su da qualche squallida compagnia di marketing per soddisfare schiere di stronzissime bambine .

Ma non temete, il lavoro che faremo assieme non ha niente a che vedere con fatine figa-di-legno e un po' stronze, ma piuttosto con morti, deprivazione sensoriale, magia negroide, lussuria, bambini decapitati, e altro ancora.

Nel frattempo vi regalo le prime quattro pagine del fumetto, che, tanto per farvelo sapere, partecipa al Komikazen di quest'anno. Ovviamente vinceremo.

Magari non quest'anno.

Ma sicuramente siamo noi i più fighi.


                                                   Se volete ingrandire, Clikkate, tonti.
"Locasciòn"
C'è anche il dramma Familiare, non ci facciamo mancare proprio niente. Noi.


Autobus, Nave, Aereo, roba che manco per arrivare in Ruanda. 
E pure il treno, yeah!. Con quella faccia il tizio non sopravviverà alla notte.


Ed eccoci qua, scommetto di avervi incuriosito con i pittogrammi eh? Ok, mandatemi soldi, molti soldi,  e vi dirò qualcosa di più, altrimenti attaccatevi allo sgnaus.

Kurdt



venerdì 16 dicembre 2011

Confessioni di un assassino.




Mi chiamo Giulio, sono nato a Falconara marittima, e per mestiere ammazzo la gente.

Ma non sono un medico. Sono un assassino a contratto.

So che avreste preferito per questo ruolo qualcuno con un nome più adatto, magari Floyd, oppure Roman, e invece vi ritrovate a leggere di uno che si chiama come il vostro vicino di casa settantenne.

A essere sincero mi manca anche il “phisique du role”, peso 85 chili e sono alto un metro e settantacinque. Un grasso maiale direbbe qualcuno.

Probabilmente però quel qualcuno è morto.

E cristo, sono anche pelato, non proprio il tipo da telefilm insomma. Ma la vita non è un film.

Giusto l'altro giorno per lavoro ho dovuto sistemare quell'attore che faceva l'ispettore in televisione,
manco mi ricordo come si chiama, però l'ho fatto fuori io, il ciccione. Una vendetta divina è stata. La dimostrazione che il mondo non è dei belli ne degli intelligenti, ma di quelli che stanno dalla parte giusta.
Io sto dalla parte giusta.
Sono un artista del grilletto, lo accarezzo come fosse un clitoride prima di far esplodere un orgasmica fucilata nella testa di qualcuno.
Non sono mai piaciuto alle donne, sono grasso, pelato, probabilmente pure un po' stupido, o almeno questo dicevano a scuola gli insegnanti ai miei genitori. Stavo sempre nel banco più nascosto, mi piaceva stare da solo, invisibile. Certe cose devono essere genetiche.
Ma voi siete i buoni, quelli che aborrono la violenza, che la rifiutano. Chissà perchè vi affrettate sulle pagine di cronaca quando comprate il giornale.

Dopotutto Potete scegliere fra un emozionante lavoro otto ore al giorno a cinque euro all'ora, scopare e sposarvi, fare un sacco di bambini, invecchiare, farvi abbandonare in un ospizio e finalmente crepare.

Non mi sono mai sposato. “Ciao amore, sono a casa” “Com'è andata al lavoro tesoro?” “oh bene,
ho fatto saltare le cervella all'avvocato Smidolloni” Non funziona. E cos'avrebbe potuto raccontare alle amiche? Che sono su tutte le pagine dei giornali? Probabilmente. Ricercato.

Ma anche io mi sono innamorato, in passato. Si chiamava Laura non è durata molto, mi chiedeva sempre come mai dormissi con una pistola carica sul comodino, io glissavo, gli raccontavo di essere un agente segreto del Mossad. “Ma sei italiano Giulio, non puoi lavorare per il Mossad!”-
Era troppo sveglia, ho dovuto spararle. Non posso rischiare.

Ma non mi sento solo, ho una gatta che mi tiene compagnia, si chiama Mauser, l'ho trovata dentro un bidone della spazzatura, qualche figlio di puttana l'aveva abbandonata li.
Un gatto è meglio di un cane, odio quei distributori di pulci ambulanti, quando ne vedo qualcuno in giro devo resistere all'impulso di sparargli in quella bocca puzzolente. Odio quando si avvicinano scodinzolando e abbaiando, mi fa venire voglia di appenderli per la lingua e sparargli nel culo.

Un gatto è silenzioso, elegante, letale. Ecco perchè mi piace. E un gatto è infedele, come una donna, averne uno mi ricorda perchè non mi sono sposato.

Se volete sapere qual'è la mia morale, lasciate che vi racconti una storia.


Una volta uno dei miei contatti mi chiamò per offrirmi un lavoro, si trattava di fare secco un ragazzino di dieci anni. Venne fuori che il ragazzino pestava ogni giorno il figlio di un imprenditore romagnolo, chiedendogli soldi, minacciandolo di dargliene ancora se avesse rifiutato, i professori non facevano niente perchè era il figlio di un grosso dirigente . Cattivo bambino, cattivo bambino.

Allora il padre mi contatto attraverso uno dei miei uomini e mi chiese se potevo farlo fuori.
“Ti do diecimila se lo stendi quel piccolo bastardo” mi disse
“Ok” dissi io “ dalli direttamente al mio uomo, al resto ci penso io”
Poi individuai la scuola del piccolo bastardo e cercai una palazzina abbastanza alta e abbastanza nascosta, mi sentivo di nuovo uno studente anch'io. Trovai una terrazza perfetta allo scopo, dava sul cortile dove i bambini facevano ricreazione, l'affittai con un documento falso per un mese intero.

Poi aspettai un paio di giorni, il bambino che dovevo seccare si chiamava Mattia, usciva a fare merenda mano nella mano con un altra bambina, un grembiule blu ed uno rosa, poi si sedevano su di un basso muretto e mangiavano il panino che avevano preparato le mamme.

La sua testolina entrava perfettamente nel mirino del mio fucile, poi girava la testa, diceva qualcosa alla fidanzatina e ricominciava a mangiare il panino alla mortadella.
Sparai. Il colpo perfetto, preciso in mezzo agli occhi, il rumore di un anguria che si rompe, la bambina accanto a lui con il grembiulino rosa a macchie rosse. Il cervello del piccolo bastardo stava ancora per meta dentro la scatola cranica scoppiata, sembrava un anguria, per davvero.

Un po' di cervello era finito nel panino alla mortadella della fidanzatina, magari era buono.

Ammazzare qualcuno non è qualcosa per cui serva pensare tanto, solo voi fate tante domande, voi timbrate il cartellino, io premo il grilletto.

L'ho fatto per trent'anni.

Ho ammazzato due persone al mese per trent'anni. più di setttecento persone, un piccolo paese di provincia ho ammazzato. Una montagna di avvocati, dirigenti d'azienda, piccoli mafiosi, bambini cattivi, ragazze infedeli.  


E oggi mi ammazzo io.
Oh, non certo perchè mi sento in colpa. Ammazzerei ancora, come al solito.
Come al solito, ecco il problema.
M'annoio, ecco la verità.

Ho regalato Mauser alla vicina, le ho detto che sarei partito per uno dei miei viaggi, e di tenerla lei, è una brava donna, non la manderà per strada.

Oggi, tanto per cambiare, m'ammazzo.

Giulio.

domenica 24 luglio 2011

London 1997 Intro


Nota dell'autore: Tutti i nomi del racconto sono inventati, se qualcuno dovesse riconoscersi in qualcuno o in tutti i personaggi della novella, da modo al qui presente, per ora, kurdt, di procedere legalmente contro di voi e condannarvi ai lavori forzati nella pizzeria di Buckingam Palace.

Un grazie particolare va a Longinous Aka Spammon Saleri, che ha dato una prima ripulita, a cui è seguita una violenta potatura e rifacitura del racconto stesso, che tuttora è al vaglio dei censori.
Ma almeno la prima parte eccola qua.

                                                                           Incipit





Eravamo atterrati a Stansted in due, io e mia sorella Stella, e ci eravamo ricongiunti a Calogero, arrivato poche ore prima , a Liverpool Sation.
Calogero lo avevo conosciuto nel convitto dove studiavo, tre anni prima.
Eravamo diventati amici inseparabili, tanto che, per qualche tempo, erano girate persino delle voci su una nostra presunta liaison omosessuale, prontamente rigettate indietro dai sottoscritti.

Lui era siciliano, di un piccolo paese di nome Campobello di Licata, un inutile villaggetto da cui era scappato il prima possibile, lasciandosi alle spalle un padre alcolizzato e una madre rompicoglioni.

Niente da rimpiangere insomma.

Ci stava aspettando sulla banchina del treno, in piedi, minuto, e con un sorriso a trentadue denti che mi faceva capire quanto aspettasse di ritrovarsi li con noi

Come Ftate, ragazzi?”
Ftiamo bene, CaloCero, ma tu ancora non hai imparato a parlare?” mi divertivo da impazzire a romperli i coglioni.
Non è colpa mia se ho la Egrgre moscia”
Ma é colpa tua essere un frocio di merda”

E scoppiammo a ridere, insieme, ancora una volta.

Aveva fatto praticamente tutto lui, trovando la casa e contattando l’agenzia che aveva promesso di trovarci lavoro.

Il tizio che ci avrebbe affittava l’appartamento si chiamava Hamid, e affermava di essere pakistano, ed effettivamente ne aveva tutto l’aspetto, puzza di fritto compresa.
L’appartamento di merda che ci affittava era composto di una doppia ed una tripla; nella tripla ci piazzammo noi tre, nella doppia stavano Riccardo e Maurizio.

Maurizio era un ragazzo tranquillo; 23 anni,capelli neri e faccia da istrice occhialuto, che era venuto a trovare fortuna nella ricca e mirabolante Inghilterra. Era una di quelle persone che quando gli pesti un piede, ti chiedono “potresti mica togliere i tuoi 120 chili dal mio, piede, per favore?”, rimase solo una settimana, a casa nostra, e questo, lo capii dopo, era collegato alla narcolessia di Riccardo l'altro coinquilino.

Riccardo era invece esattamente l'opposto, capelli castani lunghi e ricci, rideva in continuazione, e si grattava in continuazione, come se avesse un battaglione di pulci dispiegato dappertutto.

Avevamo fatto amicizia in fretta-

Ve qui, Kurdt, facemose 'na bomba”

Ok.”

Ma cosa cazzo ci fai a Londra ?”

Bah, in realtà non lo so”

E tu che ci fai qui in questo postaccio?”

Bah, io so scappato da 'na storiaccia, senti un pò che te la racconto..

Nzomma stavo con sta regazza lì, ad Atri,e questa qua, aoh, gli regalavo di tutto, perchè all'epoca spacciavo ad alti livelli e i dindi ce li avevo, pure la moto per il compleanno! Sta troia

 Insomma sta stronza non m'ha messo le corna con un coglione?

"Ma no! "

"questo le aveva messo in testa un sacco di scemenze, faceva tanto il filosofo, lei diceva che era solo il suo confidente speciale ” parlava rapido, mitragliandomi addosso la sua storia.

Poi l'ho incontrata in un bar. Stava seduta con lui. “

Ma no” Dico io.

“Senti Kurdt, non ho mai pestato un cristiano a quella maniera. L'hanno rilasciato dopo un mese, dall'ospedale” gettai un occhio sulle mani, tremavano, la voce era  bassa.

E poi?” Chiesi
E poi so scappato qua!” Sghignazzò tutto contento.

Fantastico, un pazzo maniaco in casa, nientemeno” pensai, e pensai anche  ad una scusa efficace per lasciare il disturbo, ma Riccardo  non me ne diede il tempo e si abbioccò alla velocità della luce, permettendomi di defilarmi alla ben e meglio.

Le nostre conversazioni duravano più o meno cinque minuti, poi lui ineluttabilmente si addormentava.

Avrei scoperto in seguito la ragione profonda di questa narcolessia.
Nel complesso però, ci mescolammo bene, e, mentre io e Calogero discutevamo di stronzate, Riccardo ci provava con mia sorella, che gli dava buca a ripetizione, frustrando le sue avance con frasi mozze e perentorie, di cui la mia preferita era: “sei troppo stupido per me”

Dopo una settimana di fancazzismo, e un paio di centinaia di sterline spese in maniera stupida, aquistando quelle tipiche puttanate da turisti usciti per la prima volta dalla periferia italiana, torri di londra in miniatura,il libro delle creature di Doungeons&Dragons e molteplici bustine di carte Magic, a prezzi al pacchetto giustificabili solo se imbustate in pelle umana.

Finalmente ci chiamarono dall’agenzia, dovevamo presentarci la mattina seguente.

PRIME ROSE - You think, we do!” stava scritto ironicamente sulla porta, in un vicolo di una via stretta e piena di scritte, che cercavo di collegare al significato italiano.
Non avevo problemi con "Office"-"Ufficio" ne con "Bicycle" bicicletta. Facile.
Ma ad esempio con "bicyclestore" erano cazzi amari. "Storie di biciclette" era la traduzione ufficiale dei primi giorni, fino a quando capii entrando in quel "negozio" che, cazzo, non vendevano storie, ma proprio biciclette .

Salite le scale ci ritrovammo in una sala piena di gente, la maggior parte in uniforme da lavoro, che aspettava il proprio turno per parlare con un tizio grasso seduto ad una scrivania, alla fine della sala.

Dobbiamo parlare con quello, Ste'?” e indico il lardoso bastardo.
Credo proprio di si, Kurdt...”
Io non parlo inglese, Ste'”
Manco lui, secondo me”

Il posto era una sorta di agenzia di collocamento per disperati italiani che cercavano lavoro li in Inghilterra, lui li faceva arrivare a mo' di bestiame dall'Italia, e poi li offriva al miglior offerente.

Arrivo il mio turno, e mi chiamarono a sedermi di fronte al pachiderma.

E tu saresti Kurdt, GIUSTO?” e “GIUSTO” suonava come una sputo in faccia.
Proprio io”
E saresti sardo?”
Sono sardo”
Ok, ho un posto perfetto per te”
Afferra il telefono,digita velocemente un numero e inizia a parlare, accendendosi una sigaretta nella sala che accumulava decine di persone nervose, di cui almeno la metà stava cercando di
battere il record mondiale di sigarette fumate/Minuto, creando il tipico effetto “nebbia di Londra Indoor.


Ehi, ho un ragazzo per te, è SARDO, e tu lo sai come sono i sardi!
Questo gli dai la carica e parte fino a sera, senza fermarsi!". Piccola pausa, la mano con la sigaretta bloccata a mezz'aria fra la bocca e la cornetta.
" NnooooO, noooO...”
E mi guarda come per valutare l’infossatura delle mie occhiaie.

Tranquilla, non si droga, te l’assicuro, è robusto, e poi lo sai come sono i sardi, lavorano tutto il giorno, e non rompono i coglioni ”

Mentre diceva questo, azzannava affannando un panino sputacchiando brandelli di pane tutt’attorno, mentre un rivoletto di maionese e succo di pomodoro si faceva strada lungo le sue labbra, precipitando sulla camicia .

Ok, perfetto, allora domani te lo mando..Non ti preoccupare! ti ho mai fregata? a parte quel pusher turco che smerciava dentro la cucina chiaro. Ecco, perfetto, domani te lo faccio trovare li, impacchettato e pronto a lavorare”

E riattaccò.

Perfetto, comehaidetto che ti chiami?

"Herman Hesse " Dico io

"Beh, Ermanesse, devi stare domani a banks, black line, Bow Churchyard, la taverna etrusca, ti aspettano per le nove. Hai afferrato?”
Sicuro”.
Non avevo la minima idea di cosa fosse la black line ne cosa fosse la taverna etrusca, ma contavo di trovarle vagando per qualche ora e chiedendo a tutti i bobbies della città.

Mi aspettano per fare cosa?”

Lavapiatti, chiaro, non parli inglese”

E quanto mi pagano?”

450 pound al mese "

"Ed è molto?" 

"Abbastanza, se sei un immigrato e non conosci ancora il lavoro.” e per una volta il suo tono rasentava l'umano. Evidentemente era stato dall'altra parte della scrivania, un tempo.

Calogero ottenne un posto migliore, a 600 pounds al mese, mentre per mia sorella ancora non era venuto fuori niente.

Eravamo a Londra.

Avevamo un lavoro.

La conquista del mondo era ad un passo.




mercoledì 13 aprile 2011

L'omino che s'era dimenticato il nome (Favola sbilenca)

C'era una volta, come nelle favole che si rispettano, un protagonista, diciamo che il nostro protagonista si chiamava, vediamo un `po, Boh. (Per motivi di trama non si puó rivelare)

Ecco, Boh si chiamava.Ogni mattina si risvegliava con la stessa domanda.

“Come cazzo mi chiamo io?

E non poteva rispondere.

Era un bel problema, quando una ragazza gli si avvicinava, era costretto a scappare via con scuse ridicole :“C'è una scimmia a tre teste alle tue spalle!” o “scusami tesoro ma soffro di una grave forma di sociopatia contagiosa e non vorrei far estinguere l'umanitá” ad esempio.

Aveva anche provato a risolvere il problema chiedendo alla gente per strada,  fermava i passanti e gli interrogava, potevano essere anziane con nipote, impiegati con cane, o donne grasse, non faceva differenza, il dialogo era sempre simile :

“Senta, ma secondo lei come mi chiamo io?”

“Ma è ubriaco? che domanda è?”

“No no, sono sobrio,mi perdoni ma ho perso la memoria e non ricordo più il mio nome, secondo lei come mi chiamo? La prego, mi aiuti,”

“Mah, così su due piedi, beh, non è facile eh, magari la conoscessi da piú tempo, saprei dirle meglio!”

“Ci provi, tiri ad indovinare” la pregava dal basso del suo metro e mezzo, l'omino.

“mah, vediamo... Giorgio”

E allora l'omino senzanome decideva di chiamarsi Giorgio, o Michele, per una settimana, fino a quando capiva finalmente che nemmeno quello  era il suo nome, così ricominciava il processo.

Un giorno si avvicinò ad un signore grosso grosso, alto il doppio di lui, e saltellandogli attorno gli domandò :

"Scusi, signor gigante, ma secondo lei, come mi chiamo io?"
"Come, non lo sa? "

"No! per questo le domando, guardando la mia faccia, saprebbe dirmi come mi chiamo?"
Mhhh ora che ci penso, lei ha proprio una faccia da salame!”

"Grazie tante signor gigante! farò buon uso del suo consiglio!"

Il nostro omino passava le settimane successive a presentarsi così, precipitando la sua vita ad un livello ancora più basso.

“Molto piacere, io mi chiamo Raffaele”

“Il piacere è tutto mio, Salame”

“Ma che fa, insulta?”

“No no, mi chiamo proprio così, Salame, con la S maiuscola”

“Altro che salame, la sua è una bella faccia di merda!” Replicava l'altro alzando i tacchi.

“Grazie del consiglio! Diceva allora il nostro ignaro omino, che cercava sempre di sfruttare le buone imbeccate gratuite.

Tutto questo gli stava costando moltissimo anche con le donne, che, com'è noto, guardano per prima cosa il nome, di una persona.

“Molto piacere, Giulia”

“Incatato di conoscerla, Merda”

“Sciaff”" PERVERTITO!"

La sua vita continuava a peggiorare di giorno in giorno.

Così che decise di avere bisogno di aiuto, e andó a bussare alla porta di un famoso stregone,di nome T'arcord, che si era fatto una certa fama nei casi come il suo.

Lo stregone apri la porta, e strinse la mano all'omino

"T'arcord, piacere" disse.

"..."

"Capisco, lei non ricorda piú il suo vero nome" disse t'arcord, strabuzzando gli occhietti nascosti dietro due occhialoni di vetro  verde.

"Proprio così" disse l'omino senza nome, un pó imbarazzato.
Lo stregone fece sedere l'omino all'interno di un gigantesca sedia a forma di uovo, sistemata proprio all'interno della stanza.

"Si sieda, la prego" disse lo stregone, indicando l'uovo.
L'omino si sedette,rannicchiato nella strana poltrona,
"Questa sedia speciale si chiama Memoriam, e serve a ricordare, in una sola seduta tutto quello che è stato dimenticato nel passato, e anche quello che verrá dimenticato nel futuro! si rilassi, amico mio, e non si preoccupi, la sedia fará tutto da sola, lei liberi la mente da tutti i pensieri che l'affliggono."

L'omino chiuse gli occhi, strizzando le palpebre, diventando prima rosso, poi blu, ed infine verde  per lo sforzo di ricordare, respirava a fatica, i muscoli tesi, era un ode alla  sofferenza.

"Si rilassi! non serve che si sforzi, anzi! è controproducente, il meccanismo Unico Omnisciente Vision-Onirico, U.o.v.o, per gli amici, viene disturbato da flussi di coscienza agitati, quindi si rilassi, o saró costretto a darle una martellata in testa.

"Ma come faccio a rilassarmi? Non è possibile, a comando!"

"Preferisce la martellata?"

 L'omino taque grattandosi la testa

Poi si lasció affondare nella superpoltrona U.o.v.o. E il suo restpiro si fece regolare e tranquillo, il dottore abbasso la luce della stanza. L'unica cosa illuminata era l'uovo, piazzato al centro della stanza, mentre lo stregone sedeva alla sua scrivania.

Una porticina si aprì nella parte inferiore dell'uovo, e da li usci un piccolo pulcino, che trotterellando si avvicino alla scrivania del dottore, gli saltó su una spalla e gli pigoló qualcosa all orecchio, quindi ritornó al punto di partenza, all'interno della poltrona, la piccola porticina gli si richiuse alle spalle.

"Ah amico mio, ora so qual'è il suo nome, il mio piccolo assistente fa sempre il suo dovere. Ora peró, è necessario che lei si renda conto di non averlo mai dimenticato, quel nome "

"Ehi! sta insinuando che mi sto facendo male da solo? Che sto prendendo in giro la gente e pure lei?"

"Amico mio" Disse lo stregone. "Il problema è che lei non vuole ricordare il proprio nome"

"Come no! Certo che lo voglio ricordare, pensi che chiedo alla gente per strada di aiutarmi con qualche consiglio!"

"Certo che lo fa", sorrise lo stregone "è più facile chiedere ai passanti! le racconterò una storia, per aiutarla." e lo stregone improvvisamente si fece serio.

"Un poliziotto sta facendo la sua ronda notturna, quando vede un tizio ubriaco girare attorno ad un lampione, lo sguardo rivolto a terra. Cosa cerca? gli chiede ho perso le chiavi e le sto cercando rispose l'ubriaco, le ha perse qui, sotto il lampione? lo incalzava il poliziotto No, ma dove le ho perse è buio adesso, non le troverei mai. "

Lo stregone  congiunse le mani e continuò

 "Lei è l'ubriaco del mio racconto,   ma ormai non ha piú importanza, ora, si faccia coraggio e mi dica come si chiama"

"Io.. mi chiamo... Napoleone"

Lo stregone sorrise amabilmente e applaudì .

"Bene  signor napoleone, e ora che si è ricordato chi è, mi faccia un favore, non se la prenda troppo per Waterloo, una debacle puó capitare a tutti"

"Non so di cosa parla, dottore, ma la ringrazio infinitamente! Merci! quanto le devo?"

E il ritrovato Napoleone infiló la mano sotto la giacca, per prendere i soldi e pagare il famoso stregone, quando si accorse che non riusciva ad estrarre la mano dalla giacca.

"Che succede! Non riesco a tirar fuori la mano!" strilló in preda al panico.

"Non si preoccupi Monsieur Napoleon, ho solo lanciato un piccolo incantesimo di ricoscenza su di lei, questo incantesimo la proteggerá dalle pallottole vaganti"

"Fantastique! Meravilleux!"

"Ma visto che anche io volevo qualcosa, nell'incantesimo c'è una piccola clausola, lei dovrá portare la mano al portafoglio, almeno una volta al giorno, per ricordarsi dell'aiuto ricevuto da me, non voglio soldi. Ah, dovrà farlo in pubblico"

Napoleone, perplesso, ringrazio e imboccò la porta.



Morale: non ti fidare mai degli stregoni, sono gente strana

venerdì 25 marzo 2011

Top of the pops deathmatch Budda's back!

"Sigla"

"Benvenuti signore e signori, alla seconda puntata del nostro speciale "Top of the pops deathmatch", io sono sempre il vostro Giulio Pennichella, e oggi ad assistermi abbiamo uno special, signore e signori, un forte applauso peeeeeerrrrrrrrr

               Josè Mourinho"

(La platea si divide, metà si sbraccia e getta oggetti sul palco, l'altra metà getta oggetti e si sbraccia)

Bene! vedo che apprezzate! Josè vuoi dire qualcosa ai tuoi tifosi?

Josè: " no " e poi solleva le sopracciglia,"silenzio stampa" dice messianicamente.

(Pubblico applaude fragorosamente, un ometto passa tra la folla offrendo petardi e riviste porno)

Bene gentili teleaspettatori, è giunto finalmente il momento di presentare gli altri due ospiti della serata! ma prima, cinque secondi di pubblicità!

-Jingle, donna seminuda si struscia contro un calippo, infilandosi un pitone tra le tette, arriva un uomo in mutande, lei estrae un oggetto dalla vagina, sono delle chiavi, le lecca sensualmente, dopodichè le lancia al tizio muscoloso in mutande.

Una vecchia cinquecento svanisce in lontananza
     VOCE OFF:              "Auto emoscion"

"Il primo ospite di oggi ladies and gentleman, è un che non avrebbe bisogno di presentazioni, sta nel business della religione da almeno tremila anni, è il più citato e il meno conosciuto, vi prego di accogliere calorosamente lui!! PIU' IMMOBILE DI UN IMPIEGATO DELLE POSTE!L'UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE MAIIII!IIL LIPIIDICOOOO


                                                      BUDDA!"


Pubblico in delirio, un ometto con cartello passa tra la folla,il cartello reca scritto "OOOHHHMMMM", la porta in cima alla scalinata si apre, le luci si spengono, dalla porta esce un cinese grassottello con una tuta da pugile, sulla cintura c'è scritto "Budda budda budda".

"E un forte applauso anche per il suo secondo, signori, LA GRANDE ANIMA! L'UOMO CHE HA PIEGATO IL RE! SIGNORE E SIGNORI...

               IL MATHAMA GHANDI!!!!!
(Esce dalla porta un omone negro e muscoloso, Pennichella si rivolge a mourinho sottovoce)

"Ehi, ma Ghandi era negro e muscoloso?"

"No, caffelatte e rachitico"

"E chi cazzo è quello allora?"

"Mike tyson"

- -
(In background parte "THE EYE OF THE TIGER)


- -

Budda scende le scale facendo corsetta, è ancora grassottello, ma sembra meno flaccido del solito, tra uno scalino e l'altro combatte contro l'ombra sbuffando.


"E quindi.. beh, non proprio l'accoppiata che ci aspettavamo signori! i Bookmakers dovranno cambiare i loro listini! davano Buddha sconfitto 6 milioni a uno, era più probabile l'esplosione del sole domani mattina, ma tu jose cosa ne pensi?"

"Iu pensu che la squadra giocherà bene, Milan merda, Balotelli coglione, "

"Bene Josè, grazie, ma, cosa vedo! un gruppo di Hooligans cattolici ha appeso un cartello contro budda! gli insultano la mamma! "

"certo che con quel nome se le va a cercare"

Budda si avvicina agli Hooligans, uno di loro, con una grossa cresta e più ferraglia addosso di sid vicious gli si pianta di fronte a muso duro.

"Ehi buddha, vieni qui, che ti faccio capire la differenza fra porgere l'altra guancia e la crocifissione"

"Tu calo flatello non hai capito bene mia dottrina, ti faccio una domanda: Qual'è il suono di una sola mano che batte?"

"Pfui, ancora con i tuoi koan del cazzo! non c'è una risposta!"

"SCIAFF!"

"Chiaro che risposta esserci, altrimenti io non fale domanda, coglione! mia risposta esauriente? "
"O tu volele sentile anche lumole di due mani che battono?
L'hooligans a terra annuisce alla prima e scuote la testa alla seconda domanda, sputando un paio di molari sul pavimento.

WOOOOOOOOOOOOOOOOOAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH

La folla esplode in urla di sostegno per buddha, un paio di gigantografie di allah e un cartellone di cristo crocifisso vengono bruciati e sostituiti da grosse statue del buddha mentre picchia una vecchietta.

"Bene signor Buddha, buonasera!"

"Buonasela"

 e buonasera anche a lei, signor Tyson"

"Fuck you asshole"

"Grazie, molto umano, ma innanzitutto volevo presentarvi  i vostri avversari, quello con la barba è dio, e quello in mezzo a 145 tette è Allah"

"Pelchè 145 tette?"

"Una è ukraina, nata a Cernobyl"

Il presentatore indica uno schermo gigante dove si vedono Dio e allah giocare a carte,  il papa sullo sfondo corre dietro alle amazzoni seminude che giocano a pallavolo con la testa di scimmia.

"Ma volevo farvi una domanda, signor Buddha, come mai avete modificato la vostra dottrina così profondamente?"

Buddha guarda verso Tyson, tyson annuisce e dice "Good".

"Il punto è che voi occidentali avere completamente frainteso tutto, chi vi ha mai detto che io fossi contro la violenza?  i maestri zen usano il bastone per risvegliare gli allievi, gliel'ho consigliato io, è la famosa bastonata zen"

"Ma noi si credeva che fosse una cosa spirituale, fatta per rivegliare il discepolo e permettergli di liberarsi del suo attaccamento al mondo fisico e ai desideri mortali!"

"Un cazzo, è solo una bastonata"

"Immagino sia stata colpa del traduttore allora."

"E' semple colpa del traduttore"

Josè, vuoi fare qualchè domanda ai nostri concorrenti?"

"Si volevu preguntar una cosa al bingo bongo" dice mourinho indicando Tyson.

"Vulevo sciedergli como mai ha deciso di allenare Buddha, vogliu dire, non è che sia proprio un impresa facile"

Tyson ascolta la traduzione in cuffia, si irrigidisce e guarda mou con fare minaccioso, poi salta addosso al portoghese.

"Ehi EHI! is not my fault! is the translator! IT'S A MISUNDERSTANDING!"

"Ok signore e signori, questa era la seconda parte del nostro Top of the pops Deathmatch, da questo momento in poi la trasmissione potrebbe contenere sangue e violenza non giustificata, quindi allontanate a calci i bambini dall'apparecchio, gettate la nonna dalla finestra, apritevi una birra, e ci vediamo domani con l'ultimo ospite!"

Camera in dissolvenza su mourinho pestato a sangue da Tyson, buddha sghignazza.

Jingle pubblicitario.

Kurdt

domenica 20 marzo 2011

Top of the pops DEATHMATCH (introduzione)

-Ambiente-Grande studio televisivo, un ring di boxe illuminato al centro, ad un lato del ring una scrivania ed un presentatore vestito con un gessato grigio.

Siamo a roma, negli studi di saxa rubra.

Buio sugli spalti dove la gente sta appaiata come sardine .

Si accendono le luci , 3.2.1.”

“On air”

“Benvenuti signore e signori alla puntata di oggi del Top of the pops!” (applausi)

“Come vi avamo preannunciato, la puntata di oggi è speciale, dopo la presentazione, i nostri ospiti NON canteranno, ma si scontreranno fisicamente sul ring per le sanguinose semifinali del “Top of the pops deathmatch” che deciderà chi è l'icona pop Definitiva degli ultimi duemila anni!”

(Pubblico)
YEEEEEEEEEHHHAAAAAAAHHHHH

WOOOOAAAAAHAHHHHHHH

(Volano sul ring due reggiseni, un mazzo di rose, e dodici petardi zeus)

Damo inizio alla puntata speciale di Top of the pops DEATHMATCH! Presentiamo gli ospiti!”

(Un faro illumina una porta in cima ad una scalinata, ad un lato dello studio, la porta si apre, esce del fumo bianco)

“Ed ecco a voi il nostro primo concorrente, un caloroso applauso, signore e signori, voi romani lo conoscete bene! Ladies and gentleman, direttamente dal vaticano, il campione di casa LO STALLONE ITALIANO!IL PAROLIERE DI CRISTO! LA BARBA PIU' FAMOSA DEL MONDO! UN FORTISSIMO APPLAUSO PEEEEEEEEERRRRRRR...

“FRANCESCO GUCC.. ah no?Non è lui? E chi allora ? Cazz.. ok ok,”

UN FORTISSIMO APPLAUSO PEEEEEEEEERRRRRRR

                                                  DIO!

(Pubblico applaude in estasi, ancora fiori, reggiseni e un tanga leopardato volano in direzione di dio)

“Accompagnato dal suo secondo,iiiilllll paaapa benedetto XVI!

BOOOOHHHHHHHH BBBBBBBBOOOOOOOOOOHHHHHHH

(Urla di disapprovazione, dall'ala sinistra dello studio, miccette ed una testa di scimmia volano verso il papa, che si gira di scatto, puntando il dito)

“Foi! Miscretentti!” e si volta verso dio  -”kapo, fulminali! ”
“Non rompere i coglioni ratzi, annamo su, raccogli la testa di scimmia e andiamo”
“Krocifiggili allora!”
“Buonasera signor dio, buonasera signor Papa, come va la serata, siete pronti?”

“Noi essere zempre, pronti! spaccheremo il culo ai noztri affersari!” “Heil jesus!”e Benedetto scatta in piedi, sollevando la testa di scimmia in direzione del presentatore.


“Va bene va bene, signor benedetto, ma non si agiti troppo sa, che poi le salta una valvola mitralica, e chi li difende i pedof... i preti?”

“Ankora kon quezta ztoria tei preti petofili! kredevo di aferfi pen spiekato ke l'amore ti kristo defe ezere accetato in tute le zue forme, anke se kueste forme azomigliano al kazzo tel parrokkiano.”

“Grazie, signor portavoce, ora si sieda che devo continuare col programma eh, seduto, buono, a cuccia.”

“Ed ora, signore e signori, volevo presentarvi il secondo ospite di questa serata, non è stato facile convincerlo a venire, ma, eccolo qui! L'immortale, l'eterno, il più grande di tutttttttiiiii, L'ESPLOSIIIVOOOOO...-


ALLAH!

“Scende la scalinata circondato dalle sue famose 77 ragazze in topless, vestito come al solito con il suo completo simil militare, ray ban e capello corto, ben noto per il suo caratteraccio, è stato invocato almeno una volta in tutte le guerre degli ultimi 200 anni, a volte, da entrambe le parti in conflitto”

“Chi sarebbe noto per il caratteraccio, eh pezzo di merda, eh chi?”

Mi scusi signor allah, volevo dire sua eccellenza, non volevo essere insolente, mi perdoni”

“Alla akbar si dice, coglione, non sua eccellenza, e fai attenzione con questi modi da miscredente o ti faccio tagliare le palle dalle mie assistenti, e dopo le passo al mio cane sotto il tavolo”

(-Il cane sotto il tavolo scodinzola speranzoso passandosi la lingua sul muso-)

“Ehm, bene, signor,sua, cioè, ALLAH AKBAR!”

“Bravo, vedo che hai capito finalmente”

“Cazzo Allah, ancora con ste pose da dittatore del terzo mondo, puttana troia, su, eh basta!” era dio a parlare adesso.

“E tu che cazzo vuoi frocio di merda EH!? TI spacco il culo, eh, cosa credi, che solo perchè sei anziano avrò pietà di te? NO! Ti spaccherò il culo, perchè io sono più veloce di te, Più bello di te, e scopo pure più di te!”

“Scoperai pure, ma la sotto qualcosa non funziona, visto che son duemila anni che bazzichi in giro e ancora non s'è visto un figlio tuo, comeaidetto che ti chiami? Ah si,mò mi ricordo, Cassius Clay!”

-Allah stringe i denti-

“TTTuuu Tttttttuuuuu TTTuuuuuu”

“Eh abbiamo capito che è libero, vai avanti”

“Io non mi chiamo più Cassius Clay , il mio nome mussulmano ora è Muhammed Ali!”

“Evabbè alì, muhammed, o qualunque cazzo di nome da negro tu abbia, sei venuto qui da mogombolandia solo per farti pestare da me?”

“Krante! kapo Tiglielo tiglielo ! Kontinui kon kuerra pzicolgika! Blitzkrieg! Heil jesus!”

-Il papa scatta in avanto con il braccio tese, lasciandosi sfuggire la testa di scimmia, che finisce in mezzo alle tette di una delle ragazze in topless, che inizia  avidamente limonare con il primate.

“E poi,  sei pure frocio- Sta cosa delle 77 vergini è tutta fatta per nascondere questa innegabile verità! Che poi, vergini è nà parola grossa, quelle hanno visto più cazzi di un androloga a fine carriera ”

“Ah si!? Beh, MEGLIO FROCIO CHE PEDOFILO! EH! TI PIACE INCULARE I BAMBINI EH! VECCHIO DI MERDA!”

“ WOOOAAHAAHHHHRRRRGGGGHHHHHHH!!!! MA IO T'AMMAZZO PORCO IDDIIOOOOOOOOO”

-(Giungono due bodyguard  in completo blu a separare i  contendenti-)

“BBOONNI, STATE BBONI, che ancora non è arrivato il momento di menarsi. E voi, signori telespettatori, Cosa ne pensate?

Chi vincerà?

E' aperto il televoto!
Mandate un messaggio con scritto "Gerusalemme Liberata" Per dio
Oppure un messaggio con scritto "Crocifiggilo" Per allah
 questa era solo la prefazione vi aspettiamo domani sera per la presentazione degli altri due semifinalisti e per l'inizio del nostro truculento, SANGUINOSO, MORALMENTE INSTABILE..

                               TOP OF THE POPS DEATHMATCH!

                                          A domani signore e signori!

                                                - jingle pubblicitario-

sabato 5 marzo 2011

Scacco al Re

Due vecchietti sono seduti uno di fronte all'altro, tra loro un piccolo tavolino ed una scacchiera, con i pezzi bianchi e neri pronti a darsi battaglia, oramai giunti alla fase culminante del gioco.

Quando due buoni giocatori si affrontano, c'è sempre un momento in cui tutto sembra ancora in equilibrio, quando ancora non si è lanciato il primo attacco, mentre i giocatori si studiano, piazzando sul campo di battaglia le loro forze.
I nostri vecchietti stavano esattamente in quella fase, e si poteva dedurre dalle espressioni che non doveva essere una partita facile, per nessuno dei due.

Mario giocava con i neri, era pelato, ma con una folta barba nera, che torturava strappandosi pelucchi, per allentare la tensione. Gettava rapidamente lo sguardo sulla scacchiera, saltando da un pezzo all'altro controllando che tutte le sue truppe fossero esattamente dove lui desiderava.

Franco invece sembrava dei due il più anziano, con una lunga barba bianca e capelli lisci che coprivano in parte la faccia, lasciando trasparire però due occhi vispi e sorridenti.
 "Scacco" Disse Franco, sorridendo soddisfatto.
 "Mpf" Sbuffò mario, preoccupato. , La situazione era oramai compromessa, e lui non era mai stato bravo a perdere.

 Afferrò il re d'ebano, e lo distese, in segno di resa.
"Ma non credere che sia finita qui! quant'è vero iddio, un giorno conoscerò questo gioco così bene, in tutti i più piccoli dettagli, che nessuno! NESSUNO! potrà più battermi!" e si alzò, facendo cadere la sedia tanto era lo slancio,e afferrando alla svelta la sua tabacchiera accanto alla scacchiera.

Franco continuava a sorridere, era abituato a questa scena, che si ripeteva ad ogni sconfitta, ma stavolta si mise a fantasticare sulla possibilità che veramente qualcuno potesse arrivare a conoscere quel gioco alla perfezione, in modo da non poter essere mai più sconfitto.

Essere capaci di giocare la partita perfetta.

"Mah, certo che sarebbe proprio noioso, a quel punto" concluse, riflettendo tra se e se.

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Reykjavik, islanda 20**.

Ansa: Coglie di sorpresa tutti gli appassionati di scacchi, l'annuncio  dato stamane dal dottor Bishop, rettore della facoltà di matematica della capitale islandese:

"Oggi è un grande giorno per gli scacchi! abbiamo analizzato tutte le 10^43 posizioni possibili, sviluppando tutte le possibili combinazioni, ebbene, ora siamo orgogliosi di annunciare che la partita "perfetta" è stata ricreata, scoprendo così che il bianco, giocando perfettamente vince sempre, senza possibilità di  ripresa da parte del nero.

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Decine di appassionati di scacchi si sono presentati di fronte alla regia università di reykjavik con le loro scacchiere in mano, alla testa l'ex campione del mondo, Boris Spasskj, che spiega alla stampa presente le ragioni della protesta:

"I computer hanno ucciso gli scacchi,questa protesta è la resa dell'umanità alle macchine, bruceremo le nostre scacchiere qui di fronte, ed io, io...  non giocherò mai più, mai".

Al centro della piazza un rogo s'innalzava, alimentato da pedoni, dame, alfieri e  torri, illuminando tristi e smunte facce, che vedevano in quel rogo la fine di un arte, la nascita di una scienza.

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 Il dottor Bishop e il dottor RockCastle nel frattempo si trovavano al piano terra dell'università, nella biblioteca, il dottor B, premette un libro, la cui copertina recitava "B.Fisher le mie 60 migliori partite" ed una libreria scorse lateralmente, mostrando un passaggio segreto.

I due seguirono il passaggio fino ad arrivare ad una spaziosa stanza illuminata da una finestrona ovale sul tetto, che faceva entrare uno spiraglio di luce esattamente al centro della stanza, dove sopra un tavolino quadrato stava una splendida scacchiera d'ebano.

I due si sedettero, Bishop di fronte al nero, RockCastle, al bianco.

 "Abbiamo dovuto farlo" disse Bishop.
"Si, certo, ma hai pensato a quanta delusione abbiamo creato? a quante persone non giocheranno mai più?

"Abbiamo dovuto farlo, se ci pensi, sai che è stato giusto, annunciare di aver risolto il gioco...SENZA AVERLO RISOLTO.
 Impedirà che qualcun'altro ci provi, almeno nel breve termine"

"E così avremo un pò di tempo per le nostre partite, senza che nessuno ci disturbi con un inutile soluzione.."

E così continuarono la loro partita.





A volte l'ignoranza è un bene.


Kurdt

mercoledì 9 febbraio 2011

L'omino triste. (Favola triste)



C'era una volta, in un villaggio lontano lontano, in direzione della grande foresta di Merdor, un omino triste triste, che era famoso su tutto il cubo terraqueo per la sua incredibile tristezza, che gli era valsa tre volte di fila la corona di “Mr tristezza” che veniva assegnata nella capitale chiamata Scoglionia.

Il suo villaggio si chiamava Fonteallegra; si chiamava cosí perché tutti, dallo spazzino al sindaco, erano sempre felici, qualsiasi cosa accadesse.
Una fontana di marmo bianchissimo torreggiava al centro della piazza principale del paese, un incisione era appesa in cima.

“Un sorso un sorriso”

Era facile spiegare il perchè, l'acqua era fatata, bastava un solo sorso per restituire il sorriso a chiunque.
Malati da tutte le parti del paese arrivavano nel piccolo villaggio per avere, non una cura, ma una morte allegra e divertente.
Malati di tumore terminale bevevano e scoppiavano a ridere, cardiopatici bevevano, scoppiavano a ridere, ed infine scoppiavano e basta, il cuore non reggeva tanta felicitá.

Il nostro omino triste triste invece rifiutava di bere dalla fontana, nessuno ne sapeva il motivo.

“Non posso” diceva “perchè sono allergico alla felicitá, e anche un solo sorso sarebbe fatale”.

Viveva in una casetta scavata sottoterra, dove non batteva mai il sole, quando usciva per fare la spesa tutti I vicini lo apostrofavano

“Signor tristino, non si abbatta! Guardi che bella giornata! Come puó essere triste!?”
“Signor tristino, su con la vita!”

Al che il signor tristino sollevava leggermente le sopracciglia, spalancava gli occhietti neri e osservava con compassione l'interlocutore, rispondeva inesorabilmente:

“se lei sapesse signor mio”.

La cosa singolare era che la famiglia del signor tristino era quella che da generazioni gestiva la manutenzione della acqua, la cui fonte sgorgava proprio in casa del signor tristino, nel sotterraneo.
Si poteva dire che il tetto della sua casa fosse proprio la famosa fontana.

Un giorno il sindaco del villaggio decise di convocare una riunione di tutta la popolazione per decidere cosa si poteva fare per l'omino, e alla sera si ritrovarono nella grande sala , il titolo della riunione era:

“Possiamo essere felici se qualcuno di noi non lo `?”

Il responso del popolo fu unanime, “No!” Gridarono tutti assieme, sorridendo,.
“non possiamo essere pienamente felici se qualcuno di noi non lo è!” andiamo a parlare con tristino!” e tutti assieme si diressero verso la sua casa.

La porta si apri con un sinistro cigolio e il naso adunco di tristino fece capolino.

“Che volete?”

Il sindaco si porto avanti,togliendosi il cappello in segno di rispetto ed esprimendosi a nome di tutti:

“Tristino, volevamo solo dirti che non possiamo essere pienamente felici, se non lo sei anche tu, e vorremmo chiederti se fosse possibile fare qualcosa per farti felice”

“Siete sicuri di quello che dite?volete veramente fare qualcosa per me?”, mormoró tristino, con un filo di voce.

“SIIII!!” Urló la folla.

Tristino allora spalanco la porticina di legno e fece cenno alla folla di seguirlo attraverso la scalinata che portava al piano di sotto.

La scalinata si snodava in decine di piccoli tunnel, infilato il piú grande e umido dei quali, si trovarono esattamente sotto la grande fontana.

L'omino triste indicó alla folla un grande alambicco collegato al tetto della caverna e disse:

“Questo alambicco purifica giornalmente l'acqua, filtrando la tristezza, e versandola in questa ampolla”

E sollevó una piccola bottiglia.

“OHHHHH fece la folla, inorridita, I visi, illuminati dalle fiaccole, erano diventati cerulei.

“E non potresti semplicemente non berla?” gridó un vecchietto dall'ultima fila.

“Purtroppo per filtrare la tristezza non basta estrarla, occorre anche che qualcuno la beva, sicuramete conoscete il detto che fa :“ L'infelicitá di uno è la felicitá di un altro, bene, è esattamente cosí che funziona”.

“Eh, va bene, ma cosa vorresti che facessimo allora?” disse il sindaco, sempre sorridendo, ma un pó meno del solito.

“Io vorrei che ciascuno di voi bevesse una volta alla settimana un sorso di quest'ampolla, se dividessimo l'amaro calice tutti assieme, nessuno sarebbe triste,o al massimo qualche lacrimuccia, ogni tanto, ma proprio al massimo eh!” un timido sorriso era nato su un angolo della bocca del nostro omino.

Un mormorio di disapprovazione si sollevó istantaneamente dalle bocche degli astanti.

“Beh dopotutto è il suo lavoro da generazioni, perchè dovremmo intrometterci” disse uno
“mah non mi convince questa cosa, magari quell'ampolla è avvelenata!” disse un altro
“E poi sicuramente se la sono meritata, lui e la sua famiglia, questa storia” pensarono tutti quanti, e se ne andarono sbattendo la porta, ma senza sorridere, stavolta.

“Mi spiace”, disse il sindaco, “ma il popolo ha deciso” e levó le tende anche lui.

Quella notte l'omino triste morí di crepacuore, la speranza delusa lo aveva stroncato, non aveva avuto figli.

da quel giorno nessuno piú sorrise nel piccolo villaggio del cazzo.

Kurdt

lunedì 10 gennaio 2011

Favola nera

Sto morendo, credo.

Una carcassa di ferro é aggrovigliata su di me, in bocca il sapore del sangue, non sento piú le gambe,

merda.

Ricordo solo lo stop, un lampo bianco e poi vetro in bocca, o denti, e le gambe bloccate.
Non si vede un cazzo di niente, mi hanno giá seppellito?

La radio gracchia ancora qualcosa, billie Evans credo, BILL FOTTUTO EVANS, CAZZO, l'ultima cosa che volevo come requiem.


Accanto a me una donna.
Non si muove, forse è morta; diocane,

Forse è morta e non ricordo nemmeno chi cazzo è.
Allungo una mano per toccarla, l'unica mano libera; le poggio il palmo sul petto.

Respira.
“Bene” “almeno è viva” penso.

Il mio tocco doveva averla svegliata, visto che il suo respiro si era trasformato, da un sibilo, nel rumore che fa un pesce appena estratto dall'acqua.
Merda.
Un milione di litri d'adrenalina si riversano nel mio flusso sanguigno; e urlo, come un animale; come un lupo, urlo.

Se questa tizia senza nome stava morendo, io non dovevo stare tanto bene, dopotutto.

Solo un rantolo esce dalla mia gola, che brucia come  fosse stata tagliata e avessero buttato sale nello squarcio, mi accascio su me stesso, come una gigantesca lumaca.

Pagherei con la vita per un bicchiere d'acqua, e probabilmente saró accontentato.
Si paga sempre tutto in anticipo.

“Non fá poi cosi male morire” penso, ma non mi viene In mente nient'altro.

niente frasi storiche per me oggi; tanto non ci sarebbe nessuno ad ascoltarle.
Mi spiace che non ci sia nessuno ad ascoltare le mie ultime volontá, nei film c'é sempre qualcuno ad ascoltarti quando stai schiattando, smpre.
Poi, solo dopo aver detto la tua frase importante, muori girando la testa e chiudendo gli occhi, la telecamera sale lentamente.

                                                          Titoli di coda.

Almeno non dovró preoccuparmi dei clichè, potró morire come cazzo mi pare.

“Ehi! C'é qualcuno la dentro!? ”

“MI SENTITE?”

Il boccheggiare della ragazza si era fatto piú forte, evidentemente ci sentiva, e sperava.

“Non vi preoccupate, adesso vi tiriamo fuori! Resistete”

Le voci erano giovani, la portiera gracchiava, la stavano strattonando; un fascio di luce mi colpisce l'iride, frantumandola.
Ero abituato al buio ormai.

“MERDA É BLOCCATA, proviamo ad entrare dal portabagagli” la voce era quella di una ragazza.

“Brutta troia”, penso, “Se apri il portabagagli siamo fottuti”, l'ultimo affare era andato proprio bene, e pensare che  avevo sempre creduto che I soldi mi avrebbero salvato la vita.

“Vieni a vedere” è il ragazzo stavolta, la sua voce non nasconde lo stupore.

Ragazzini di merda, spero che le vostre anime possano bruciare all'inferno.

“Porca troia, ma qui dentro è pieno di soldi, cosa cazzo..”
E pausa di riflessione, ora arrivava il momento topico, erano finalmente giunti a farsi la domanda da cui dipendeva il nostro culo.
 "Non possiamo lasciarli qua a morire, comunque"
Era la ragazza a parlare adesso, anima candida.

“Chi ti dice che non siano gia morti? e se aspettiamo che arrivi l'ambulanza, o la polizia, questi soldi spariscono, non volevi comprare casa con quel cornuto del tuo ragazzo?”

“Non parlare del mio fidanzato adesso, pezzo di stronzo,”
Lei aveva iniziato a piangere e i suoi passi si erano allontanati.

Brutto segno.

Dietro la mia testa il rumore delle valigie richiuse alla meglio, lasciando chissà quanti soldi ancora nel bagagliaio, poi ancora passi che si allontanano, correndo.
Portiera che si chiude, sgommata secca.

Bruttissimo segno.

Sicuramente non avrebbero chiamato l'ambulanza.

Grossi figli di puttana. Ma li capivo, io avrei fatto lo stesso fossi stato In loro.
Peccato non sapere che quelle banconote sono segnate, dalla prima all'ultima, sono da ripulire, pena il carcere per traffico internazionale, da dieci a quindici anni, se va bene, piú l'accusa di omissione di soccorso e furto, se va male.

Un mezzo sorriso mi si stampa sulle labbra, chiudo gli occhi.
La ragazza aveva smesso di rantolare.

Proprio vero che il crimine non paga.














Questa favola è dedicata a Cin che l'ha corretta e mi ha dato utili suggerimenti su come renderla meno schifosa.