sabato 15 gennaio 2011

A me me piace ò blues

Questo è un post importante, per due ragioni, la prima è che ho recuperato la mia chitarra.

E poi perchè annuncio pubblicamente la nascita del Blog dello Sturmo&Drango, di cui sono, dato il mio astio per i banner, un libero battitore.

Quel blog è la cosa meno seria che potete trovare in circolazione in tutto l'universo conosciuto, parole come Sborra, pissing, artrosi reumatoide e merda secca, piovono senza sosta.

Ad esempio troverete la mia riedizione Moderna della poesia VOCALI di Rimbaud.
--------------------------------------------------------------------------------------
A come anticristo, E come eiaculazione, I come Inculata, O come onanismo U come ufficiale giudiziario.

Vocali!

A tette e ancora tette, bianco candore
E bambini decapitati da una trave fiammeggiante,
sarà l’apocalisse?
I merda secca spruzzata dai cannoni a Bormio,
Insoddisfatti turisti
O l’alchimia del bocchino con risucchio,
oscura arte della nerchia, tramandata di padre in figlio.
U ragazzetti annegati durante uno tsunami di merda,
gonfi come vascelli intrepidamente lanciati nel cielo negro.

Negro e colpevole.

Oh il negro! e lo schizzo violetto della nerchia!

------------------------------------------------------------------------------------

Meravigliosa no?

E mò beccatevi questa: la prima registrazione dell'anno fatta con Audacity, ma appena capisco come funziona inizio ad utilizzare Cubase, così posso scrivere le linee di basso e batteria :)

Lo so, fa cagare, ma è la prima, siate gentili.




Alla chitarra ritmica : Kurdt

Prima chitarra solista : Kurdt

Accompagnamento seconda chitarra (Che altrimenti si sentiva troppo solista): Sempre kurdt-

giovedì 13 gennaio 2011

Il segreto dello scrittore

Molti di quelli che mi leggono, a loro volta scrivono, e molti di quelli che scrivono, hanno un cazzo di manoscritto nel cassetto che vorrebbero pubblicare alla prima occasione, malgrado lo sconcerto della popolazione.
.
Diciamo che una persona su cento  in italia, scribacchia qualcosa di decente(e mi mantengo molto basso. Nel momento di massima diffusione si contavano in Italia 3 moilioni di blog; circa un maggiorenne ogni dieci ne aveva uno, poi è arrivato Facebook a spazzare via la maggior parte di quel letame, grazie a dio).

Diciamo poi che di quelle cento, dieci siano capaci di scrivere in maniera interessante, e diciamo ancora che di quelle dieci, una, scriva veramente bene, roba che merita di essere letta.

SCHEMATICAMENTE

60.000.000/100/ = 600000 1a selezione

600.000/ 10 =60.000

60.000/10 =6000


Stiamo comunque parlando di 6000 persone, quindi, se vi considerate persone capaci, (e qualche dubbio dovrebbe venirvi, visto che siete in competizione con altre centinaia) ci sono come minimo altre 5999 persone capaci quanto voi, e quanto voi meritevoli di essere letti e pubblicati.

Tralasciando il fatto che sicuramente vi siete sopravvalutati, e che quindi in realtà  voi la pubblicazione. NON la meritate, cerchiamo di analizzare in maniera assolutamente mongoloide quelli che sono i comportamenti da evitare, se si vuole tentare la scalata al successo .

1)Evitate assolutamente libri di filosofia, saggi sulla vita& affini, sono libri che non legge nessuno, se non viene costretto. E anche in quel caso, si leggono I riassunti.

2 ) Non scrivete come se aveste in mano il segreto dell'universo, della vita, o anche solo della frittata perfetta, il lettore vuole immedesimarvi in voi, quindi l'eroe ideale dev'essere necessariamente un laido ignorante del cazzo, non esistono alternative di successo.

Non scrivete come me, insomma, m'intasate la nicchia biologica, e poi sono costretto ad eliminarvi.

3) Trattate il lettore come se fosse un imbecille; per quanto di solito sia peggio di un cormorano distrofico.
E questo non lo penso solo io.Immagnate che Vonnengut, il grande scrittore di fantascienza, scriveva periodi brevi per sfiducia nella capacità di concentrazione dei suoi lettori. Ed I suoi lettori erano studenti universitari.
4) scrivete perchè vi piace e amate farlo, sarete meno delusi se, come probabilmente succederá, non vi pubblicheranno, e più felici nel improbabile caso contrario.

5) Molta gente consiglia di leggere guide di scrittura e manuali.
Spesso troverete ottimi consigli su come scrivere, in certe guide, ma non dimenticate mai che leggere moltissimo è la base, e scrivere tanto, rileggendosi e facendosi leggere, il pilastro della scrittura.
Un manuale può darvi qualche dritta, ma non aspettatevi che scriva per voi.
6) In quello che scrivete, mettete esperienze, senzazioni, storie, vostre , ma non siate per forza autobiografici, a nessuno frega un cazzo di sapere della prima canna fattasi da un quindicenne,anche se a molti interessa una giovane quindicenne con la terza di reggiseno che uccide tutti I vecchi bavosi che l'approcciano in stazione. E poi si fa una canna.
7) .
8) Spogliatevi di fronte al lettore, ma fate in modo che non possa denunciarvi per oltraggio al pubblico pudore.
9) Fate il cazzo che vi pare.
10) Se diventate ricchi mi dovete il 10%,  la fama potete tenervela,

Dopotutto il 10% di un sacco di soldi, sono sempre un sacco di soldi.

Una delle cose in cui credo fermamente poi è che non posso descrivere qualcosa che non conosco, non posso descriverla in maniera credibile.

“Eppure molti scrittori descrivono cose che non conoscono! E sono credibili!”
Sará la vostra obiezione, a cui risponderó dopo.
Intanto diciamo che “conoscere qualcosa significa averne avuto esperienza diretta con I propri sensi. Una prugna possiede un colore, un sapore, ed un odore, descrivere una pesca è difficilissimo, cazzo.

Anche un ragno possiede un colore, un odore, ed un sapore; ma quanti di voi saprebbero descrivere il sapore di un ragno?
E avete notato che la descrizione di una persona che sgranocchia un ragno vi stuzzica piú di una che mangia una pesca?

Dovrei concludere che I miei lettori sono dei terribili pervertiti che sgranocchiano aracnidi ? (*)
Quindi come cazzo faccio a descrivere qualcosa che non conosco?

Non posso descrivere qualcosa che non conosco, questa è l'amara veritá.

Ma posso aiutarmi con il trucchetto che utilizzava Bonelli per disegnare Tex. Bonelli si trovava a disegnare canyon e mesas che sono completamente assenti in Italia, allora prese qualcosa che somigliava a quei canyon, ovvero le gole rocciose di Ierzu, in Sardegna, e partendo da li, disegnava l'America.

Io invece ho preso una manciata di formiche nere, e le ho ingollate tutte insieme, avreste dovuto sentire! Tutte quelle zampette che cercavano di sopravvivere al mio acidissimo stomaco, aperto come un pozzo della morte, lanciavano Sos sul mio palato ticchettando con le loro antennine.

Ma non sottovalutatemi, ho anche mangiato dei ragni.

THE END
Ma anche no.


******************************************************************************************************************************
I piú intelligenti fra di voi, ma solo quelli VERAMENTE intelligenti, avranno notato che mancava un punto, il sette.


Ma se non avete notato una cosa cosi macroscopica buttatevi da un ponte, altro che diventare scrittori.


7) Non sono ancora diventato uno scrittore di successo, come cazzo posso insegnarvi ad esserlo, teste di cazzo?
E se veramente esistesse il segreto pre diventarlo, credete  lo
o racconterei a voi?
*****************************************************************************************************************************


Kurdt

lunedì 10 gennaio 2011

Favola nera

Sto morendo, credo.

Una carcassa di ferro é aggrovigliata su di me, in bocca il sapore del sangue, non sento piú le gambe,

merda.

Ricordo solo lo stop, un lampo bianco e poi vetro in bocca, o denti, e le gambe bloccate.
Non si vede un cazzo di niente, mi hanno giá seppellito?

La radio gracchia ancora qualcosa, billie Evans credo, BILL FOTTUTO EVANS, CAZZO, l'ultima cosa che volevo come requiem.


Accanto a me una donna.
Non si muove, forse è morta; diocane,

Forse è morta e non ricordo nemmeno chi cazzo è.
Allungo una mano per toccarla, l'unica mano libera; le poggio il palmo sul petto.

Respira.
“Bene” “almeno è viva” penso.

Il mio tocco doveva averla svegliata, visto che il suo respiro si era trasformato, da un sibilo, nel rumore che fa un pesce appena estratto dall'acqua.
Merda.
Un milione di litri d'adrenalina si riversano nel mio flusso sanguigno; e urlo, come un animale; come un lupo, urlo.

Se questa tizia senza nome stava morendo, io non dovevo stare tanto bene, dopotutto.

Solo un rantolo esce dalla mia gola, che brucia come  fosse stata tagliata e avessero buttato sale nello squarcio, mi accascio su me stesso, come una gigantesca lumaca.

Pagherei con la vita per un bicchiere d'acqua, e probabilmente saró accontentato.
Si paga sempre tutto in anticipo.

“Non fá poi cosi male morire” penso, ma non mi viene In mente nient'altro.

niente frasi storiche per me oggi; tanto non ci sarebbe nessuno ad ascoltarle.
Mi spiace che non ci sia nessuno ad ascoltare le mie ultime volontá, nei film c'é sempre qualcuno ad ascoltarti quando stai schiattando, smpre.
Poi, solo dopo aver detto la tua frase importante, muori girando la testa e chiudendo gli occhi, la telecamera sale lentamente.

                                                          Titoli di coda.

Almeno non dovró preoccuparmi dei clichè, potró morire come cazzo mi pare.

“Ehi! C'é qualcuno la dentro!? ”

“MI SENTITE?”

Il boccheggiare della ragazza si era fatto piú forte, evidentemente ci sentiva, e sperava.

“Non vi preoccupate, adesso vi tiriamo fuori! Resistete”

Le voci erano giovani, la portiera gracchiava, la stavano strattonando; un fascio di luce mi colpisce l'iride, frantumandola.
Ero abituato al buio ormai.

“MERDA É BLOCCATA, proviamo ad entrare dal portabagagli” la voce era quella di una ragazza.

“Brutta troia”, penso, “Se apri il portabagagli siamo fottuti”, l'ultimo affare era andato proprio bene, e pensare che  avevo sempre creduto che I soldi mi avrebbero salvato la vita.

“Vieni a vedere” è il ragazzo stavolta, la sua voce non nasconde lo stupore.

Ragazzini di merda, spero che le vostre anime possano bruciare all'inferno.

“Porca troia, ma qui dentro è pieno di soldi, cosa cazzo..”
E pausa di riflessione, ora arrivava il momento topico, erano finalmente giunti a farsi la domanda da cui dipendeva il nostro culo.
 "Non possiamo lasciarli qua a morire, comunque"
Era la ragazza a parlare adesso, anima candida.

“Chi ti dice che non siano gia morti? e se aspettiamo che arrivi l'ambulanza, o la polizia, questi soldi spariscono, non volevi comprare casa con quel cornuto del tuo ragazzo?”

“Non parlare del mio fidanzato adesso, pezzo di stronzo,”
Lei aveva iniziato a piangere e i suoi passi si erano allontanati.

Brutto segno.

Dietro la mia testa il rumore delle valigie richiuse alla meglio, lasciando chissà quanti soldi ancora nel bagagliaio, poi ancora passi che si allontanano, correndo.
Portiera che si chiude, sgommata secca.

Bruttissimo segno.

Sicuramente non avrebbero chiamato l'ambulanza.

Grossi figli di puttana. Ma li capivo, io avrei fatto lo stesso fossi stato In loro.
Peccato non sapere che quelle banconote sono segnate, dalla prima all'ultima, sono da ripulire, pena il carcere per traffico internazionale, da dieci a quindici anni, se va bene, piú l'accusa di omissione di soccorso e furto, se va male.

Un mezzo sorriso mi si stampa sulle labbra, chiudo gli occhi.
La ragazza aveva smesso di rantolare.

Proprio vero che il crimine non paga.














Questa favola è dedicata a Cin che l'ha corretta e mi ha dato utili suggerimenti su come renderla meno schifosa.

domenica 2 gennaio 2011

L'universo la morte e tutte le altre stronzate.

Il cervello non è altro che un piccolo imbuto che trasforma l'intero mare dell'universo in un rivoletto comprensibile e misero.

In fondo se la mettiamo cosi, il nostro concetto di “sensato”, perde qualsiasi valore.

Concetti come “Giustizia”, “ Logica” , “conseguenze” , sono un sottoinsieme minuscolo e patetico di quel superammasso di insiemi che chiamiamo “universo”, un titanico insieme che comprende tutti gli altri.
Un SuperInsieme che annulla addirittura il tempo, essendo “Il tempo” un sottoinsieme dell'universo, costretto a piegarsi ad un potere superiore, come un vassallo al proprio re.

L'universo è il re.

Sarebbe banale dire che siamo solamente dei piccoli granelli di polvere trasportati dal tempo e dalle tre dimensioni per percorsi che non riusciamo a prevedere ne capire.

La veritá è che agli occhi di un ipotetica divinitá, o semplicemente di un essere a noi superiore, nella misura in cui noi siamo superiori, per esempio, alle mosche, noi sembreremmo proprio questo.

Mosche.

E non importerebbero tutte I meravigliosi concetti che abbiamo creato per giustificare il nostro predominio sul pianeta , questa creatura superiore, se dovesse arrivare sul pianeta terra, con la sua superiore comprensione della realtá, ci vedrebbe come insetti.

Non sentirebbe nessun senso di colpa nello schiacciarci e nel farci soffrire, perchè non sentirebbe nessun senso di vicinanza con delle creature tanto primitive.

“Si ma noi abbiamo sviluppato una tecnologia avanzata ed una forma di linguaggio superiore”.

Superiore a cosa, esatttamente?

Probabilmente se un ipotetica civiltà aliena ricevesse veramente il messaggio della sonda pioneer, potrebbero succedere alcune cose.

  1. Non lo capirebbe, e non è assolutamente improbabile che una civilta basata su concetti completamente diversi, magari organismi a base silicio invece che carbonio, non capiscano la logica di scimmie con pollice opponibile e dieci dita.
  2. L'ipotetica civitá capirebbe perfettamente il messaggio, e in quel caso si aprono altri due sotto scenari.
2a) La civiltá aliena riesce a decifrare correttamente il messaggio, ed ha raggiunto uno stadio di avanzamento simile al nostro nel momento del lancio della sonda, quindi non può raggiungerci o essere pericolosa.

2b) La civiltá aliena riesce a decifrare il messaggio ed ha raggiunto uno stadio evolutivo di molto superiore al nostro, in tal caso dovremmo pregare di non avere niente che a loro interessi, ricordate gli indios?

La nostra non è una civiltá “Buona”, ma semplicemente una civiltà che apprezza ció che le assomiglia, ecco perchè riusciamo a tenerci in casa un cane, che ha caratteristiche simili alle nostre, ed in piú il vantaggio di essere inferiore a noi, e non contestare le nostre decisioni.

Diffidate dagli amanti dei cani, generalmente sono degli stupidi figli di puttana narcisisti che sentono di poter essere superiori solo ad una povera bestia, tralaltro non di rado sganciano la povera bestia in autostrada, o la affogano in un fiume.

I padroni dei gatti dimostrano invece molta piú autostima, dovendo rapportarsi ad un animale indipendente che se ne frega di quello che pensate di lui. (2)*

Tornando al nostro spazio nell'universo; sarebbe bello ricordarci che non ne siamo il centro, e che quasi tutto quello che succede succede oltre la nostra volontà, senza che noi si possa fare niente per questo, se fossimo persone intelligenti questo dovrebbe farci rilassare.

Perdere il controllo per riprendere il controllo.

Dopotutto si nasce, senza volerlo, si cresce, quando va bene, senza volerlo, e ci si sposa, senza capirne le conseguenze, poi si sfornano un paio di bambini che vi spediranno al ospizio se va bene, e all'ospedale se va male, e infine per quanto ho capito, si schiatta.

Il fatto che prima o poi schiatteremo é peró un pensiero che non sfiora granché le nostre coscienze; ci pensiamo ogni tanto, di solito quando schiatta qualcun altro;  in fondo ci crediamo poco, che noi si possa schiattare.

E tutto ció è perfettamente coerente con il modo di apprendere umano, che si basa sull'esperienza diretta, piuttosto che sulla comprensione empirica dei fenomeni.

Siamo costruiti per essere incredibilmente adattabili, possiamo abituarci a condizioni di vita terribili, con sofferenze quotidiane indicibili, voglio dire, come spiegate altrimenti il fatto che ci sia gente capace di vivere in Francia? (3*)

In francia chiamano l'orgasmo delle loro mogli “Petite Mort” chissá che non abbiano ragione, e crepare sia anche un piacere, oltre che una liberazione.

Prima però aspetto che schiattino.

I Francesi dico, non si sa mai.

Immagino un pianeta dove si muore ogni giorno, ma si resuscitá anche, ogni giorno.

Chiameremo questo paese: “Cristolandia”.

Gli abitanti di cristolandia, una volta morti e risorti una decina di volte, capiranno che non è poi cosi grave, questa cosa del morire, e inizieranno a comportarsi di conseguenza.

“Dopotutto non è mica la fine del mondo” direbbero.

E nascerebbero degli sport di morte creativa, e la gente inizierá a gettarsi dai balconi e dai tetti, a tagliarsi le vene per provare piacere e farsi clisteri con l'acido solforico.

Poi troverebbero qualcos'altro da temere, la morte in croce, suppongo.

Della morte non ci spaventa il durante, ne il dopo, perchè come diceva Epicuro (*) 
« Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi. »

Della morte ci spaventa il prima.
Abbiamo paura di vivere, non di morire.

Quest'anno voglio farmi amica la morte, portarmela nel taschino, ogni tanto tirarla fuori e dirgli: 

”ehi vecchia mia, tutto a posto?”

"Uaaaarrrgggggghhhhh! Sbav Sbav"

"Non sarebbe ora di lavarseli, quei denti, eh? Appesti! Dio cane"

Uaaarrggghhhh!Sbav sbav"

La morte non è una gran conversatrice.

Quest'anno invece di fare progetti che tanto non si realizzeranno o sfracellarci il cervello per stronzate,  facciamoci amica la nostra ombra, e smettiamola di avere paura.

Buon anno a tutti voi.(4*)

Kurdt

(2)Amo anche i cani, sappiatelo, e anche i padroni dei cani, sopratutto se hanno le tette.
(3) Come fai a fidarti di un popolo che è ateo al 32%? Bastardi senza dio.
(4)Pochi lo sanno, ma anche l'universo è destinato a morire, molto probabilmente, e sapete come? Di freddo.

giovedì 30 dicembre 2010

Forma e sostanza

Ho la tendenza a fare bene le cose complicate e di merda le cose semplici.

Ho imparato a leggere a tre anni, a sei già sapevo scrivere correttamente, ma ho imparato ad allacciarmi le scarpe da solo ad undici.

A undici leggevo Kafka e Joyce, capendo con stupefacente anticipo che entrambi erano noiosi pecoroni.

Ma ho imparato l'alfabeto quando avevo 15 anni, per riuscire a cercare nel dizionario di latino.

Vedo la vita come una sfida, nella quale il livello successivo annulla tutti quelli precedenti, e quindi se impari a fare le disequazioni non devi imparare le divisioni in colonna.

Oggi per il fatto di aver acceso una luce del cazzo con troppo anticipo forse mi sbattono fuori.

Forse no.

Mi avevano appena fatto i complimenti per essere stato perfetto in un passaggio difficile.

E come è ovvio che sia ho scazzato una stronzata che persino un ragazzino di prima elementare sarebbe riuscito a fare.

A volte sbaglio gli accenti.

Sbaglio le formalità.

Tutta colpa di mia madre, che mi diceva :

"Non ti preoccupare degli accenti! l'importante è il contenuto!"

FANCULO.

La forma è sostanza, e anche la forma, è contenuto.

E un errore del cazzo vale quanto uno difficile, ma per il secondo almeno hai una scusa, per il primo solo la tua stupidità.


Oltretutto stasera, dopo aver finito la serata con conseguente lavata di capo, sono andato in discoteca, dove una troietta inglese ha inviato un messaggero per avvertirmi che le avrebbe fatto piacere se le fossi piombato tra le cosce, alzo gli occhi, beh, bionda, belle tette, faccia carina, braccialetto blu.

BRACCIALETTO BLU.(1*)

Merda.

Non era proprio la mia serata, comunque.

1) Il braccialetto blu in hotel sta ad indicare "minorenne".

lunedì 27 dicembre 2010

Similitudini blasfeme tra un cetaceo e Dio.



Dio è una grande balena spiaggiata, o quantomeno mi piace immaginarlo così.

Una grande balena spiaggiata che boccheggia sulla riva del fiume tiberiade.

Come è arrivato al fiume  dite?

Si sarebbe dovuto incagliare prima con il suo grosso culo, affermate?

                            LE VIE DEL SIGNORE SONO INFINITE

Insomma c'è questa grossa balena spiaggiata, che nessuno lo sa, ma è dio, e poi ovviamente ci sono gli attivisti di greenpeace,che come tutti sanno, ci sono 130 attivisti di Greenpeace per ogni balena al mondo.

I piccoli delle balene credono che siano gli attivisti di Gp, a farle nascere.
  Comunque, sbivaccati tutto attorno cercano di rianimarla, buttandogli acqua salata addosso, a secchiate, e alcuni aceto balsamico e sprite nei fanoni, che non si sa mai.

Ecco, gli attivisti di greenpeace sono i preti invece, tutti affannati a salvare questo grasso cetaceo morente, indaffarati a  combattere la possibile morte per disidratazione della titanica bestia, senza rendersi conto che la stessa bestia sta crepando per la compressione dei suoi organi interni, non più sostenuti dall'acqua.

Lo spappolamento degli organi interni sono invece i preti pedofili, ovvero come dicevano a casa mia, quelli che facevano il test ai chirichetti.

Io grazie alla balena non ho mai fatto il chirichetto

Poi questi attivisti di greenpeace hanno costruito una grande recinzione attorno a questa povera balena, una recinzione elettrificata,  che come un turista si avvicina, ZZZAAAAPPP! fulminato! e bisogna chiedere prima il permesso agli attivisti, per avvicinarsi.

Hanno messo il copyright sulla parola BALENA, e adesso nessuno può nominarla senza pagare un sacco di soldi.

Insomma alla fine la gente normale s'è anche rotta il cazzo di sta balena, alcuni dicono addirittura che non esista, e che sia un robot costruito apposta dal presidente di greenpeace per fregare più soldi possibile ai poveri turisti.

E così la gente lentamente se ne fotte sempre di più, se la balena crepa o no, la maggior parte va via, alcuni addirittura lanciano sassi contro la povera bestia spiaggiata.

Un bel giorno però, la balena inizia a rimpicciolire sempre di più fino a diventare delle dimensioni di un delfino, cosa che le permette di muoversi agevolmente, e tentare di rientrare in acqua con poco sforzo.

Allora gli attivisti di Greenpeace afferrano il delfino, lo sollevano con una fune, e lo sfracagnano di botte, spaccandogli qualche migliaio di vertebre, dopodichè, constatato che il delfino si trova soddisfacentemente  in fin di vita, ricominciano a gettargli acqua, bendarlo, e aiutarlo.

« e Dio creò le grandi balene »
(Genesi 1:21)
« Le grandi e modeste balene, hanno creato dio »

(stronzesodo 3:33)

domenica 19 dicembre 2010

Qualcuno era comunista




Anch'io facevo parte di quell'armata di persone che si dichiaravano “comunisti” e che mettevano in pratica la parola di Marx nelle chiese di partito.

Quando avevo 16 anni avevamo aperto un “centro giovanile” a spoleto, intitolato a “Bobby sands”*(1), eravamo una trentina di persone, tutti dichiaratamente di sinistra, con una stragrande maggioranza di “comunisti” nel computo totale.

Era tutta gente che ci credeva, nella “rivoluzione”, nella “lotta dura senza paura” e in tutta quella serie di stilemi che avevamo mandato a memoria a furia di manifestazioni di piazza.

Eravamo bravi ragazzi.

Quel genere di bravi ragazzi che non volete incontrare per strada, peró.

Senza nessuna particolare ragione, a parte il fatto che eravamo tutti degli esiliati, ogniuno di noi era stato esiliato dalla comunitá di appartenenza per qualche ragione stupida

C'era la rockettina troia cacciata di casa dal padre e  alcoolizzata a 17 anni, il genietto della matematica che contava di teorizzare l'avanzata delle giubbe rosse, c'era quella che la mollava a tutti I compagni perchè era socialista, e c'ero  io.

Credevamo di essere uniti da qualcosa che ci superava, da qualcosa al di sopra di noi, qualcosa di grande che ci rendeva un unica, gigantesca, cosa a forma di falce e martello, in forte e risoluta marcia verso il sol dell'avvenire.

Nel nome di quella cosa avremmo potuto farci tranquillamente ammazzare o arrestare, o entrambe, e ad alcuni andó proprio cosí.

Quanto eravamo stupidi.

Avevamo confuso uno stato d'animo con una forma di burocrazia, credevamo che una senzazione privata potesse essere condivisa ed imposta dal ed AL resto del mondo., e molti di noi non erano nemmeno in buona fede, mentre alcuni di noi volevano abbattere il potere ed evitare che ne nascesse un altro, spargendo sale sulle macerie e bruciando le fondamenta; altri, e solo adesso mi rendo conto di QUANTI fossero, volevano solo sostituire il “vecchio” potere , con quello “nuovo”.

Peccato che quello nuovo fossero loro, e l'unica novitá che volevano apportare erano I LORO nomi sulle targhette commemorative e sulle fascie inaugurali che avrebbero tagliato.

Li vedo adesso e capisco che erano corrotti dal principio, non è stato il mondo a cambiarli, erano sempre stati cosí; ed erano la maggioranza, solo non mi ero accorto della ragione per cui lottavano.

Il comunismo come sistema sociale massivo non puó funzionare in alcun modo per molteplici ragioni

  1. La scontata e ovvia bramosia umana per il potere.
    Il potere condiviso non vale nulla, se il potere è nelle mani di tutti, significa che non è nelle mani di nessuno, e a chi cazzo frega qualcosa, di qualcosa che non è di nessuno?

  2. Se qualcosa è di tutti, non è di nessuno, a questo riguardo si potrebbe pensare alla bellissima ricerca di Jarrett intitolata “la tragedia dei commons” nella quale analizza nel particolare, la ragione del ipersfruttamento di quelli che sono un esempio perfetto di “bene comune” ovvero I pascoli pubblici inglesi dell'800, chiamati anche “Commons”.
  3. Il piacere della condivisione non può essere imposto, è una decisione personale. Cosi come non si può essere buoni per legge, posso magari decidere che tutti I pastori debbano consegnare il 50% della loro produzione al mio faccendiere statale, *(2) ma non posso fare in modo che quei contadini lo facciano con piacere.
  4. Il sistema comunista è fatto per funzionare al meglio in un sistema in cui le risorse sono poche e devono essere attentamente sfruttate, *(3) mal si adatta al secolo XIX durante il quale la crescita è stata continua e irrefrenabile.


Questo perchè come ho detto, il comunismo è un emozione personale, che posso condividere con quelli che mi stanno attorno, ma non posso fare diventare un bene comune a tutti.

Posso essere comunista nella mia vita quotidiana, offrendo casa mia a gente che non sa dove dormire per qualche giorno, prestando soldi anche se so che forse non torneranno, aiutando gratis qualcuno, cercando di essere io, quel cambiamento che vorrei vedere nel mondo, come diceva quel morto di fame di Ghandi.

Esiste ad esempio una comunità rurale nella Papua Nuova Guinea, nella quale I componenti non hanno un capo, ma eleggono ogni giorno un “Grande Uomo” che si è distinto facendo qualcosa di notevole, come pescare più pesce per tutti, o ammazzare un cinghiale che sfamerà tutte le famiglie.

Questo moderno Stachanov ovviamente ha dei vantaggi dal suo essere utile alla comunità, vantaggi tangibili ed immediati, come minimo tromberà più degli altri, o avrà il grande onore di mangiare le palle del cinghiale, o ancora tromberà di più.

TROMBERA' DI PIU'.

Il comunismo su larga scala è un sistema disumano, perchè dimentica quelle che sono le esigenze emotive dei suoi singoli componenti, ma forse, nel vostro piccolo, potete essere un pò comunisti, e chissà, forse, in un futuro, tanti piccoli gruppetti comunisti che non sanno di esserlo, s'incontreranno, senza sapere di essere qualcosa, e fonderanno una federazione, che non si chiamerà comunista-

O forse dovremmo mangiare le palle del cinghiale.

Kurdt

1)Si esiste veramente
2) Faccendiere statale che ruberà una gallina e si tromberà tua moglie, e non potrai farci niente, è l'umanità, amico.
3) Questo non è per forza un male, diciamo che il sistema comunista era poco adatto ad una sistema ipertrofico in risorse e ipotrofico in strutture produttive, strutture di cui ora siamo saturi, scarseggiando in risorse